DAVID FOSTER WALLACE.
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QUESTA  LACQUA.
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Titolo originale: This Is Water. 2005.
Traduzione di: Giovanna Granato.
2009. Luigi Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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David Foster Wallace, all'anagrafe David Wallace, nacque ad Ithaca, citt situata a 400 km da New York, il 21 febbraio del 1962, figlio di James Donald Wallace e di Sally Jean Foster. Visse a Champaign, nell'Illinois, fino alla quarta elementare per poi trasferirsi a Urbana, dove frequent la Yankee Ridge School. Iscritto all'Amherst College, la stessa universit del padre, vi si laure nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, con una specializzazione in logica modale e matematica, per poi frequentare il primo semestre del corso di filosofia presso l'Universit di Harvard, che abbandon alla fine del 1989 dopo il ricovero alla clinica psichiatrica McLean's.
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La sua tesi sulla logica modale, intitolata Richard Taylor's 'Fatalism' and the Semantics of Physical Modality (soggetto del saggio del 2008 del The New York Times Consider the Philosopher) fu premiata con il Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ottenne un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona. Insegn alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell'autunno del 2002 divent professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.
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Il suo romanzo d'esordio, La scopa del sistema, si ispira alla sua seconda tesi universitaria ed usc nel 1987. La critica not subito il talento di Wallace che, a soli venticinque anni, si distingueva per lo stile ironico, complesso e acuto. Nel 1989 usc negli Stati Uniti La ragazza con i capelli strani, una raccolta di racconti che tocca temi tipici di Wallace e fu considerata un suo manifesto poetico e stilistico.
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Il secondo romanzo, Infinite Jest, usc nel 1996 e fece diventare Wallace un autore di culto internazionale. Nel 2006 la rivista Time lo incluse nella lista dei cento migliori romanzi di lingua inglese dal 1923 al 2006. Il romanzo, considerato il capolavoro dello scrittore statunitense, descrive la complessit della societ contemporanea: le difficolt nei rapporti interpersonali, l'uso delle droghe, il ruolo sempre pi importante del mondo dello spettacolo, dei media e dell'intrattenimento, l'esasperata competizione sociale raccontata attraverso il tennis, sport praticato a livelli agonistici dallo stesso autore. Il romanzo fu citato dalla rivista Time come uno dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 al 2005, mentre l'editore del Los Angeles Times David Ulin ha definito Wallace "uno degli scrittori pi influenti e innovativi degli ultimi 20 anni".
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Definito dal New York Times un "mile Zola post-millennio" e "la mente migliore della sua generazione", la critica lo ha spesso paragonato ad autori celebrati come Thomas Pynchon, Don DeLillo, Vladimir Nabokov e Jorge Luis Borges. Considerato uno dei rappresentanti della corrente letteraria Avantpop, ricevette diversi premi, tra cui il MacArthur Fellowship. Nella sua scrittura si riscontrano le influenze di Thomas Pynchon, Don DeLillo e Franz Kafka.
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Secondo il padre di Wallace, David soffr di depressione per oltre vent'anni e solo la cura a base di antidepressivi che seguiva gli permetteva di essere produttivo. Gli effetti collaterali dovuti ai farmaci che assumeva lo indussero, nel giugno 2007, ad interrompere la terapia a base di fenelzina, con il benestare del proprio medico. La depressione si ripresent e Wallace speriment altre cure, inclusa la terapia elettroconvulsivante. Infine torn ad assumere fenelzina, ma questa non gli faceva pi effetto.
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Il 12 settembre 2008, a 46 anni, Wallace scrisse un messaggio di addio di due pagine, corresse parte del manoscritto di Il re pallido e si impicc ad una trave di casa sua a Claremont, in California. Il corpo fu rinvenuto dalla moglie, Karen Green. Questo ultimo romanzo incompiuto di Wallace, Il re pallido,  stato pubblicato nel 2011 ed  stato un finalista per il Premio Pulitzer 2012 per la narrativa. Una biografia di Wallace  stata pubblicata nel settembre del 2012 e un'estesa letteratura critica sul suo lavoro si  sviluppata negli ultimi dieci anni.
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A partire dal libro-intervista di David Lipsky Come diventare se stessi,  stato realizzato il film The End of the Tour - Un viaggio con David Foster Wallace, uscito negli Stati Uniti il 31 luglio 2015 e in Italia l'11 febbraio 2016. La storia narrata  quella del viaggio di cinque giorni, compiuto nell'inverno del 1996, da Foster Wallace assieme al giornalista di Rolling Stone David Lipsky (interpretati rispettivamente da Jason Segel e Jesse Eisenberg). The End of The Tour racconta i cinque giorni di intervista di Lispky a Wallace, le loro ambizioni e aspirazioni e la nascita di una breve ma intensa amicizia. Wallace aveva all'epoca trentaquattro anni ed era stato da poco lanciato, con la pubblicazione del romanzo Infinite Jest, come una delle grandi promesse della letteratura americana; Lipsky di anni ne aveva trentuno e anch'egli stava cercando la propria strada nella vita. L'intervista non fu subito pubblicata e le cassette audio finirono in uno scantinato di Lipsky. I due non si incontrarono pi e solamente dopo il suicidio di Wallace Lipsky decise di raccontare in un libro quel viaggio e quell'amicizia.
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Commemorazione funebre. di Don De Lillo.
Titolo originale: Memorial Speech.
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Linfinito. Questo largomento del libro di David Foster Wallace sulla matematica, la filosofia e la storia di un concetto vasto, bellissimo, astratto. Nel libro ci sono riferimenti alla dicotomia di Zenone e alla congettura di Goldbach, al principio di massimalit di Hausdorff. A fare da arioso contrappunto c il canto piano di Dave: Allora OK e una cosa tipo e non scherzo e roba del genere.
La sua opera tende ovunque a conciliare ci che  difficile e consequenziale con un fraseggio che  giovanile, spontaneo e spesso spiritoso, contrassegnato qua e l da qualche piccola curiosa intromissione dal gergo di strada.
La sua fotografia ha un sapore amaro per me.
Un imbarazzo quasi talmudico.
Il piccolissimo buco della serratura di se stesso.
Persiste una vitalit, un vigore sbigottito di fronte alla complessa umanit che troviamo nella sua narrativa, alla perdita e allinquietudine, alloffuscarsi della mente, alla mancanza di fiducia in se stessi. Ci sono frasi che sparano raggi di energia in sette direzioni. Ci sono racconti che seguono il tortuoso senso di isolamento di un personaggio.
Tutto, e di pi. Questo il titolo del suo libro sullinfinito. Potrebbe essere anche la descrizione del romanzo Infinite Jest, una serissima beffa sulle forme di dipendenza dellumanit. Possiamo immaginare i suoi testi narrativi e i suoi saggi come stralci di rotoli da un lontano futuro. Lopera la conosciamo gi come notizia di prima mano: dallo scrittore al lettore, intimamente, ossessivamente.
Lui non ha incanalato le sue doti entro schemi pi angusti. Voleva reggere lurto della vasta, farneticante, ingovernabile onda della cultura contemporanea. Ora lo conosciamo come uno scrittore coraggioso in lotta contro la forza che voleva indurlo a rinunciare a se stesso. A distanza di anni sentiremo ancora il gelo che ha accompagnato la notizia della sua morte. Uno dei suoi racconti recenti si conclude con la perentoriet di questa mezza frase: Non una parola di pi. Ma c sempre una parola di pi. C sempre un lettore di pi a rigenerare quelle parole. Le parole non smetteranno di pervenirci. Giovinezza e perdita. Questa  la voce di David, americana.
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DON DE LILLO . 3 novembre 2008.
Versione rivista dallautore del discorso tenuto per il Memorial, New York, 23 ottobre 2008.
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Questa  lacqua.
A cura di Luca Briasco.
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Solomon Silverfish.
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Solomon.
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Alle 2:30 del mattino, a letto, Solomon Silverfish, sassone segreto, celta teorico, aveva due
notizie per Ira Schoenweiss, allaltro capo del filo. La prima era che a sentire le vicende di quella notte
il culo troppo-stupido-e-ciccione-anche-solo-per-commentare-quanto-fosse-stupido-e-ciccione di Ira
Schoenweiss era ancora il culo di Ira Schoenweiss solo perch stava dentro una grossa imbracatura
giudiziaria che glielo teneva attaccato al corpo. La seconda era che se Silverfish non sbagliava quello
era il terzo e peggiore arresto per guida in stato di ebbrezza in due anni, e che si credeva, che Silverfish
era un superman? Che faceva miracoli giudiziari? La notizia premio per Ira era che se Ira non teneva la
bocca chiusa e questo significava cucita, specie con Zero Kretzman, fino allarrivo di Silverfish,
Silverfish avrebbe ridotto Ira a un colabrodo con le sue mani, risolvendo cos i problemi di tutti.
Solomon disse che Ira lo conosceva troppo bene per non sapere che dicendo che lavrebbe ridotto a un
colabrodo non scherzava. Ira Schoenweiss si disse a un passo dalle lacrime tanto gli dispiaceva dover
coinvolgere Silverfish in quella faccenda. Silverfish gli disse di non muoversi, che lavrebbe raggiunto
cos in fretta da non trovare nemmeno un attimo per vestirsi o mandare gi un boccone. Schoenweiss
disse che stava per mettersi a piangere. Silverfish gli disse di non preoccuparsi e di non piangere, non
era proprio il caso, poi riattacc il telefono che teneva sul comodino.
Silverfish si sedette sul letto schiaffeggiando varie volte laria a mani aperte, prese a saltellare
con il sedere sul materasso per la rabbia, il fastidio e la scocciatura in senso lato. I saltelli servivano
anche a far scivolare i pantaloni del pigiama alle caviglie perch Dio non voglia che uno si presenti al
Quarantesimo Distretto di Polizia per affrontare Kretzman su una vicenda del genere con i pantaloni del pigiama.
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E attraverso le tende bianco diafano della camera da letto di Silverfish, alla vampa color zucca
del lampione al sodio gi in strada, si scorgeva la linea drittissima di Sophie Schoenweiss Silverfish
che, girata su un fianco, saltellava leggermente anche lei, per effetto dei saltelli di Solomon. Aveva
lago di una flebo fissato al polso, un tubicino che conduceva alla piantana sul suo lato del letto, una
boccia di vetro piena di glucosio, analgesico e antimetabolico, trasparente consomm ora acceso di
arancione sporco nella boccia e nel tubicino alla luce filtrata dalle tende diafane della camera da letto e
proveniente dal lampione al sodio gi nella strada molto tranquilla e altrettanto rispettabile dove i
Silverfish abitavano a Skokie, una certa zona di Chicago. Silverfish, i pantaloni del pigiama ancora ai
piedi, guard per un istante, forse due, lattutita luce arancione che scendeva goccia a goccia dentro
Sophie. Dallestremit della linea del suo profilo, dal suo cuscino, dove cadeva pi luce, giunse la voce
di Sophie.
  Ira, vero, che chiama a questora?  Silverfish si alz dal letto con soltanto la giacca del
pigiama. Sophie non aveva dormito, si capiva dalla voce. Silverfish scroll una pila di vestiti su una
sedia riconoscendo i pantaloni del giorno prima dal peso nelle tasche. I boxer per fortuna erano ancora
dentro i pantaloni. Annus i boxer che fecero da filtro alla sua voce.   proprio
quellIra-sono-un-artista-troppo-importante-e-sensibile-e-neanche-a-dirlo-intellettuale-per-rispettare-le-
regole-elementari-del-vivere-civile-che-tutti-dobbiamo-rispettare-e-invece-me-ne-vado-sbevazzando-e-
guido-per-la-citt-cos-ubriaco-da-non
-reggermi-in-piedi-e-Dio-sa-se-non-poteva-capitare-solo-a-Ira-di-schiantarsi-contro-la-macchina-di-Kr
etzman-proprio-davanti-al-distretto-di-Dempster-street Schoenweiss, che lo possano appendere al
soffitto per le budella mentre Kretzman gliele suona sul culo con la prima cosa appuntita che gli capita
a tiro, e pi  appuntita meglio , fino al mio arrivo . Silverfish trov le scarpe e due calzini che chiss
se erano uguali.
Sophie si gir con cautela sulla schiena a guardare la sagoma di Silverfish, che si allacciava le
scarpe contro il bordo del letto.  La macchina di Zero Kretzman? Parli del signor procuratore
distrettuale nonch pubblico ministero Kretzman?
 Parlo di Ira-mi-ficco-sempre-in-qualche-casino-notturno Schoenweiss che a mia moglie 
toccato in sorte come fratello!  tuon Silverfish. Balz sul letto con lagilit di una persona molto pi
giovane e si mise a cavalcioni su Sophie. Le morse la spalla. Prese la parrucca dal comodino e la lanci
con la scioltezza che viene dallesercizio sulla boccia di vetro della flebo, che tintinn oscillando sulla
piantana. Silverfish baci Sophie sullo sterno. Le diede un buffetto sulla pancia.  Cicciona!  sibil. 
La mia oscena cicciona rosa sorella di un giudeo piantagrane, ciccione pure lui.
Sophie rideva forte quanto poteva. Il suono le riecheggiava nel petto come in un impianto
elettrico. Con il braccio scollegato sfior i bottoni della giacca di Silverfish.  Sei ancora in pigiama,
signor imparentato-con-giudeo-piantagrane-e-moglie-cicciona-avvocato-in-missione-umanitaria
Silverfish.
 Dovrei mettermi in frac per Ira e Kretzman? Con tanto di code, magari? Fingere che non sia
una scocciatura?  Silverfish sent Sophie sforzarsi in silenzio di respirare sotto il suo peso e si tolse
delicatamente, cammin sul materasso con passo lieve e and a prendere le chiavi sul com. Vicino
alle chiavi trov una cravatta e se la mise al collo. Sophie respir guardandolo in quella luce sporca.
Silverfish prese la spazzola e si gir verso il contorno dello scheletro di sua moglie sotto le
coperte.  Di, ti senti in forma? Posso andarmene qualche ora?
 Vattene per sempre,  disse Sophie.  Salva un pittore paffuto da una vita da criminale in
prigione. Linfermiera della clinica viene alle dieci ed  a mia completa disposizione tutto il giorno.
 Io non torno molto prima delle dieci, per il tuo Ira sar dura continuare a vivere dopo che
lavr ridotto a un colabrodo!  Silverfish schiaffeggi laria.
 Guida come uno che ha la testa sul collo, Solomon.
Silverfish apr la porta della camera da letto.  Luce accesa, che dici? Un libro da leggere?
Televisione?
Sophie sorrise e si pass la mano sul cranio.  Niente luce. Dormivo cos bene. Un ciocco.
 Un ciocco?
 Un pezzo di legno inanimato, ecco cosero,  disse Sophie.  Dormivo come una cosa morta.
 Allora torna a fare il legno inanimato,  bisbigli Silverfish.
Sophie sorrise.  Cos mi esercito per quando sar il momento.
Silverfish strinse gli occhi nella penombra. Sophie lo guard. Cominci a scusarsi con bisbigli
che solo lui sapeva sentire. Gi in strada, nellauto in fondo allisolato, nel buio tra due lampioni, Alan
Schoenweiss si puliva lunghia del pollice con il fermacravatta.
 Sta zitta e dormi, in questordine,  disse Silverfish alla moglie. Scese in cucina a mangiare
un boccone. Sophie fiss lo spazio della porta socchiusa e il fievole bagliore bianco caldo che ora
veniva dal piano di sotto illuminato, mischiandosi al sodio che veniva dalla finestra e creando un
arancione verdognolo. Respir.
Alan
ISTRUZIONI PER UNA PERSONA CHE AMMESSO CHE STIA FACENDO UNA COSA
LEGITTIMA E IO PREFERIREI CHE NON FOSSE COS LEGITTIMA POTREBBE VOLER
IDENTIFICARE SOLOMON SILVERFISH, LAVVOCATO, E MAGARI ANCHE SEGUIRLO
FINO AL QUARANTESIMO DISTRETTO DEL DIPARTIMENTO DI POLIZIA DI CHICAGO,
ALLANGOLO TRA DEMPSTER E PROSPECT STREET, CHICAGO, ILLINOIS, ALLE 3:00 DEL
MATTINO DI STAMATTINA.
Tenere gli occhi bene aperti casomai comparisse Ford Thunderbird rossa del 1961, nuova di
zecca che mantenerla costa Dio sa quanto, decappottabile, con pneumatici da neve ancora montati il
tredici di maggio per via del fatto che il proprietario dellauto ha una paura mortale di guidare sulla
neve dinverno e se ne infischia del rumore, figuriamoci poi dellusura del battistrada, pur di
risparmiarsi la scocciatura di togliere gli pneumatici solo perch il tempo si  aggiustato un po, che
anche a maggio con la neve non si sa mai, qui a Chicago. Questa Thunderbird di notte gira spesso a fari
spenti per via del fatto che il soggetto che  proprietario dellauto ha la testa tra le nuvole, e comunque
saprebbe andare nella Quarantesima a occhi chiusi e a proposito, prima di seguirlo troppo da vicino,
date retta a me, probabilmente  proprio quello che sta facendo. Alla voce testa tra le nuvole vedi anche
il fatto che il soggetto nella Ford Thunderbird rossa del 1961 indossa i pantaloni di un completo
costosissimo e devo ammettere assai elegante preso al reparto chic di Marshall Field, in vendita ogni
primavera ma meglio andarci in anticipo, e sopra un pantalone del genere ha una vecchia giacca del
pigiama di flanella gialla con macchia blu alla dottor Rorschach sul taschino, dovuta al fatto che una
volta il soggetto ha tenuto tutta la notte in tasca una penna che perdeva nel sonno. Una cravatta  legata
intorno al colletto di flanella del soggetto, legata come spesso il soggetto lega la cravatta quando ha
sonno e si lega le scarpe con un mezzo Scappino: s, la cravatta  legata come si legherebbe il laccio di
una scarpa. Attenzione a pericolose sterzate della Thunderbird rossa mentre il soggetto cerca di
aggiustare la cravatta nello specchietto retrovisore. Il soggetto frusta laria come un demente con mani
aperte da karateka quand arrabbiato, come lo si vede fare adesso per via della suddetta cravatta, e ha
fama di ripetere minacce come la minaccia di ridurre a un colabrodo le persone, e la minaccia che le
sue mani sono letali come armi. Tali minacce si disperdono spesso tra le raffiche di vento quando il
tettuccio della decappottabile  abbassato, vedi adesso per esempio. Quando il tettuccio  abbassato si
vede anche che il soggetto, affetto dal problema maschile della perdita dei capelli a chiazze che non
auguri nemmeno al tuo peggiore nemico, si fa crescere i capelli grigi lunghi e prodigiosi su un lato
della testa e poi li riporta sopra per nascondere una pelata da fare invidia a quel Kojak della televisione,
solo che col vento forte, come in una decappottabile, laria li sposta facendoli svolazzare da tutte le
parti, spesso drizzandoli di fianco e dietro la persona a mo di mezza aureola, come se non fosse
ridicolo parlare di aureole in rif. a questo soggetto che stanotte potrebbe andarsene tranquillamente
allinferno. Ma avendo vento o gesti nervosi vanificato laccurata pettinatura, i capelli lunghi del
soggetto penzoleranno su un lato della faccia del soggetto come una specie di velo per il resto del
giorno, o della notte, oscurando la visione periferica laterale del soggetto e costringendolo spesso a
dare varie angolazioni alla testa quando ti parla, angolazioni cos strane che spesso ti viene voglia di
dire smettila di contorcerti e pettinati quei capelli!
Ma il soggetto Silverfish con comportamento e modo di vestire eccentrici e voce stentorea come
un treno ha, a sentire chi sa il fatto suo, unaria molto distinta per essere un sessantenne che, problemi
di capelli a parte, dicono, non ha altri problemi nella vita, Silverfish con una rotondit fisica
compensata dal ragguardevole metro e ottantatre di altezza e da un portamento che la signora
Nussbaum moglie del suo socio davanti a un vermouth definisce principesca e da occhi intensi che la
mia bella mogliettina Orly dice chiss di che colore sono perch ti accorgi soltanto che sono penetranti,
e da fronte, guance e naso come quelli di tutti, e da un mento che chi se ne importa se non  il mento
pi pronunciato mai attaccato a una persona,  raffinatamente coperto da una ragguardevole barbetta,
color sale e pepe, che si collega intorno alla bocca a baffi del medesimo colore, un sistema di peli
facciali che copre il labbro superiore e poi il mento sfuggente, molto ragguardevole, e piccolo, come
quello che vedi agli intellettuali dellEuropa Orientale in dolcevita nera e giacca sportiva marrone, alla
televisione pubblica, ma che direbbe Barbara Nussbaum se le raccontassero che certi della facolt di
giurisprudenza a Chicago, tipi che escludono a priori lesistenza di una facolt di giurisprudenza
migliore in tutto il Paese, che certi compagni di corso e futuri avvocati di questa nazione sostenevano
che il piccolo apparato di barba e baffi di Silverfish, da lui ostentato gi alla facolt di giurisprudenza,
anche se un po meno ragguardevole, ma con lo stesso problema del mento, che il baffetto, la barbetta e
la bocca messi assieme sembravano una certa parte dellanatomia femminile, non so se mi spiego, e sai
le risate che un Silverfish ubriaco e forse gi allora squilibrato faceva fare a quei tizi quando teneva la
testa da un lato e magari increspava pure le labbra dopo averle inumidite, sai le risate per una
somiglianza che, credetemi sulla parola perch io cero, alla fin fine era solo il frutto sporcaccione di
giovani menti cos sporcaccione e luride che dovrebbero vergognarsi e se vi dicessi chi sono alcuni di
costoro e quali uffici importanti occupano adesso vi scapicollereste allufficio postale per scrivere a un
certo membro del Congresso cos in fretta da stirarvi i legamenti!
Ma una persona che segue il soggetto Silverfish a distanza di sicurezza ma anche di
osservazione dovrebbe stare attenta quando fa quei gesti esasperati con le braccia come certe mosse di
karate mentre supera gli uffici dello studio legale Baum, Nussbaum, Schneewind e Silverfish sulla
sinistra, tra la Clark e Vine, un angolo, dove Silverfish  socio anziano, come lo sono io al mio studio
Alan Schoenweiss e Associati.  Allora, dov Mr Associati?  mi domanda quel burlone di Solomon
Silverfish ogni volta che ha scolato un cocktail in mia presenza.  Quando riuscir a incontrare Mr
Associati?  Il soggetto Silverfish sa essere un vero cafone, e anche se lho sopportato per il bene di
mia sorella devo dire Dio mi perdoni che non sono poi tanto sconvolto da quello che  saltato fuori
come invece  sconvolto mio fratello Ira. Non mi sono mai fidato di Silverfish come si sono fidati gli
altri Schoenweiss con loro presente e ora futuro dispiacere, ma per onest e io desidero essere onesto a
questo riguardo devo ammettere che questo Silverfish  una persona che ha davvero dei punti a suo
favore, sempre che siano autentici e non messinscene come poi si scopre che quasi tutto quello che fa 
una messinscena. Un esempio forse di un buon punto a suo favore  che anche se Silverfish finge in
modo esagerato di considerare il suo lavoro di avvocato alla BNSS una scocciatura, di fatto ama quel
lavoro con tutto il cuore che ha in corpo, si capisce anche da come agita la testa di capelli svolazzanti e
mena fendenti verso gli uffici che gli sfilano accanto perch, e lo dico con orgoglio e affetto di vecchia
data talmente mischiati fra loro che manco ve limmaginate, Solomon Silverfish ha un profondo
rispetto per le leggi degli Stati Uniti dAmerica e ha anche quello che  sempre sembrato un desiderio
sincero di aiutare le persone che si trovano costrette a chiedere aiuto. A Solomon piace aiutare gli altri,
questo  vero, tutti, senza distinzioni, perfino uno come lodioso e delinquentissimo Londell Troppo
Carino Tyson, un giovanotto nero che di mestiere fa il pappa e che Solomon ha cavato dai pasticci con
arti e espedienti giudiziari tante di quelle volte che ormai ho perso il conto, e che nel corso dellultimo
mese ha pure fatto a Silverfish un paio di favori che grazie a Dio non sono quelli che immagino stiate
immaginando voi, il che sarebbe stato molto peggio di quello che Silverfish ha fatto alla nostra Sophie
e alla nostra famiglia che lha accolto sulla base di una montatura ora smontata grazie a un certo
ciabattino, che lha preso sotto lala della nostra famiglia come un componente della famiglia fidato, e
guarda ora come tratta la dignit forse agli sgoccioli della nostra Sophie, che possa guarire presto con le
sue forze anche se il marito  un goy disonesto che ora non riesce nemmeno ad aspettare che una certa
persona Dio mi perdoni magari muoia prima di gettarsi tra le braccia di una donna pi giovane, tanto
giovane da poter essere figlia di tutti noi. Per gli piace, devo ammettere, aiutare quasi tutti, e perfino
ora che noi della famiglia Schoenweiss lo rinneghiamo per leternit e ci piange il cuore a sentir
pronunciare anche solo le lettere del suo nome, devo ammettere che ha quello che pu essere
considerato un animo generoso per alzarsi nel cuore della notte sapendo che ad aspettarlo non c una
gonnella ma ci sono Zero Kretzman e mio fratello Ira, che alloccorrenza si rivela un discreto attore
drammatico anche se come artista mi convince poco. Cosa si pu dire di uno che vende quadri che
saprebbe fare anche una scimmia tirando un po di pittura su una tela, che vende quei quadri in cambio
di denaro sonante a persone rispettabili, certe perfino con una laurea in tasca?
Cose da dire al mio ex parente acquisito Mr   ormai non lo voglio nemmeno pi
nominare invece ce ne sono eccome, e Kretzman, che mi deve tanti di quei favori per il suo divorzio
che non chiedetemi nemmeno di cominciare lelenco,  pronto come Ira a recitare la sua parte e ad
attirare  in un luogo isolato che come  sa bene significa giustizia, per non dire verit, una
volta tanto, dove non si potr sottrarre a un confronto con i suoi cognati e dove, Dio massista, mani
letali o meno, voleranno parole grosse, ci metterei la firma, e anche un solo tentativo di menare
fendenti o ridurre a un colabrodo, non parliamo poi di negare, causeranno tanti di quei problemi che
non sto nemmeno a dirlo. Allora lasciamolo parcheggiare nella Quarantesima, sono le 3:15 e saranno le
3:25 quando  avr ultimato il suo leggendario parcheggio parallelo alla , che ha mantenuto un
esercito di figli di assicuratori fino alluniversit, lasciamolo parcheggiare nella Quarantesima tra uno
svolazzare di capelli, cravatta e camicia, perch  arrivato il momento che un certo signore barbuto
getti la maschera davanti a una certa ragazza dal cuore cos puro e buono che resto senza parole allidea
che il cuore di Sophie possa andare Dio mi perdoni nella tomba con lanima in pena e ingannata e una
lunga vita di bugie ignote a premere su di lei nella fredda terra, e alla sola idea ammazzeresti il
colpevole e ti consumeresti gli occhi per chi ha subito il torto, tanta  la bont di quella sorella. Non c
niente che Alan Schoenweiss non farebbe per quella sorella. Anche a costo di causare dolore. Un nuovo
sole sorger forse, ebbene s, su una scena di dolore, della quale personalmente non mi reputo la causa
quanto semmai il compimento. Chi diceva che pi tempo ci mettono i pezzi a comporsi pi risultano
compatti? Non quel certo , mi auguro.  il momento di guardare in faccia la realt e di gettare la
maschera.
Sophie
Sophie Silverfish fin di dare di stomaco e si alz dalle ginocchia tirando il pigro sciacquone.
Prima di cambiarsi la camicia da notte guard nello specchio a dove prima aveva i seni, sopra
lapertura a farfalla della gabbia toracica, e solo di recente si era accorta della saggezza di chi laveva
chiamata gabbia. Cos guard a dove lei non era. Due larghe buche da golf e, sotto, un gran lavorio
screziato di rosso simile a un impianto elettrico rosa dietro il tessuto sbiadito delle cicatrici e le
fondamenta sintetiche delle protesi che ora non avrebbe usato nemmeno se Solomon non glielavesse
proibito. Sophie pesava quarantacinque chili, una radiografia di Sophie. Le cavit di ascelle e inguine e
le punte di bacino, gomiti, nocche e spina dorsale tendevano lo stretto involucro della pelle malata
come le sporgenze delle corna di un cervo. Sentiva che ci che lei era rimpiccioliva progressivamente
dentro un corpo le cui zone pi distanti diventavano remote, esaurite, scollegate, da scaricare in volo
come le fasi di un missile. Troppo spesso ormai gli arti sembravano collegati alla persona n pi n
meno delle teste autonome e svolazzanti di unidra, volitive, recalcitranti e fuori sincrono. La sua
bellissima testa era un cranio lucido, una spruzzaglia di alghe al posto dei capelli soltanto sopra le
orecchie e un melone liscio teso ben bene sopra come involucro lucente, e poi gi lungo la fronte
rugosa come un asse da bucato fino ai graziosi occhi verdi incorniciati da cerchi di un nero cos carico
e totale che sembravano sprofondati dentro le orbite. Sophie premette un dito bianco su un cerchio nero
sotto locchio, inclin la testa e si sorrise.
Una fusione. Un distillato ottenuto da precipitati e scorie. Stava sprofondando dentro se stessa.
Ancor pi del dolore, o della nausea, era quella la sensazione che le dava il cancro: limpressione di
adattarsi alla dura e friabile struttura dentro di lei, una struttura centrale fatta solo di ossa nere e fumose
sorrette e collegate da unesile costellazione di nodosit e nervi bianchi, che il caldo di veleni
impronunciabili accendeva di un bagliore malato. Cadendo un pezzetto alla volta dentro un punto nero
e immobile che finiva col diventare tutto quello che cera.
Sophie ricordava i malati di tubercolosi visti da piccola. Adesso la loro sembrava una morte
elegante. Dimagrivano e espettoravano sgargianti colori in delicati fazzoletti di seta, impallidivano
sempre pi, diventavano quarzosi e traslucidi, quasi sbiadissero davanti agli occhi distolti del loro
mondo, trasferendo ci che erano in un altrove alto, freddo e delicato. Angeli erano sembrati, e le
lenzuola del letto di un lontano cugino malato erano bianco inamidato, pulite come dovrebbero esserlo
le ali. Ma laddove la tubercolosi era stata delicata, eterea, ultraterrena, il cancro era scuro e tozzo.
Umidiccio, rovente e centripeto.
E tecnico! Come non detestare che di questi tempi sembrava volerci una laurea anche per
morire? Che ormai accostarsi a quella cosa che non era vita richiedeva limpiego della vista e delludito
oltre che dei sensi di una persona. Quando  troppo  troppo. Per quanto tempo lei e il suo
Solomon-che-lei-amava si erano inginocchiati poggiando lorecchio su uno spaventoso binario
ferroviario di acciaio disinfettante ad ascoltare un lontano rumorio medico che diventava un boato:
ciste, neoplasma, neoplasma sospetto, linfoma, tumore maligno, mastectomia modificata, radiazioni,
remittenza, recidiva, neoplasma sospetto, linfoma con ripercussioni Hodgkins, mastectomia radicale,
linfectomia inferiore, metastasi, radiazioni, Metotrexate, Cytoxan, reazione contraria alle aspettative. Il
treno si chiamava Moribondo, era lEspresso del Moribondo, era quello che tutti allinfuori dei medici
affabili, rosei e sani parevano sapere. Lo sapeva anche Solomon, ma lui non ci credeva. Il treno si
chiamava Moribondo e diventando pi rumoroso si rimpiccioliva anche nel tuo campo visivo puntato
sulla realt. Non ti investiva come fossi una monetina su un binario ma si riduceva a semplice boato
che emergeva dal tuo profondo, dove cera solo il calore crescente di una lotta infuocata tra paroloni
incomprensibili. E tu ti accorgevi di essere travolto da quel treno solo quando era troppo tardi per
liberarti dal coltello lucido del binario, un coltello che ti taglia per dimostrare che lorecchio ascoltava
se stesso, un coltello il cui lato sottile  anche uno specchio dove vedi quello che senti mentre taglia ci
che sei. Mentre sprofondi e bruci. La malattia che aveva lei tutto era fuorch delicata.
E che male. Spesso Sophie sentiva un male cane, chiss cosavrebbe fatto Solomon se lavesse
saputo. E poi la nausea! I farmaci che le somministravano a casa, sotto il controllo del gentilissimo
personale della clinica, non erano cattivi come le vecchie medicine, niente a che vedere con le medicine
dellospedale, ma ci non toglie che Sophie avesse una nausea quasi costante tutti i giorni. I muscoli
dello stomaco sembravano quelli di un atleta, erano di pietra a furia di allenarli sulla tazza del bagno di
cui conosceva ogni curva, macchia e puntino neanche fosse una vecchia amica; avvertiva perfino le
pulsazioni a malapena visibili dellacqua sul fondo quasi fossero gli spasmi del proprio cuore e delle
proprie viscere. La malattia era orribile. Solomon si era perfino esposto a rischi legali per procurarle un
po di marijuana, tanto la faceva penare quella nausea. Glielaveva data un giovane cliente, un certo
Londell Tyson, che si faceva chiamare anche Troppo Carino, un ragazzo simpatico e educatissimo, ce
laveva scritto in faccia, anche se portava un cappello viola con una piuma di struzzo rosa e usava un
linguaggio che una madre, a sentirlo, si sarebbe strappata il cuore dal petto. E le prime settimane che
era tornata a casa la marijuana laveva aiutata, conteneva qualcosa che eliminava la nausea, certe volte
le stimolava perfino lappetito e Solomon le si metteva a cavalcioni sul petto con dei dolci e la
imboccava mentre lei rideva. E le aveva stimolato anche, Dio solo sa perch dopo tanto che l sotto era
come morta, dei desideri sessuali, e sapeva benissimo che per lultima volta in vita sua si era accostata
al sesso quei pomeriggi in cui Solomon le aveva offerto un dito delicato tenendo laltra mano sotto il
mento barbuto mentre sorrideva guardandola negli occhi rossi e lei gli accarezzava il velo sciolto di
capelli spettinati con mano scheletrica e tremante. Ora per la marijuana le fa precipitare gli zuccheri
del sangue mandandola quasi in coma quando cerca di fumarla. Sophie preferisce avere lo stomaco in
subbuglio piuttosto che andare in coma e dormire tutto il tempo. Il tempo passato a dormire  tempo
senza Solomon. E il tempo con Solomon per Sophie e con Sophie per Solomon spiega come mai
lhanno rimandata a casa quellultimo mese. Il tempo con Sophie spiega come mai Solomon in ufficio
trascura praticamente tutto fuorch le emergenze. Sophie  la vita di Solomon e viceversa, non si
discute. Dopo trentadue anni di simile fortuna e felicit, Sophie non sa nemmeno da dove cominciare a
ringraziare Dio in ginocchio. Il tempo da malata insieme a Solomon  molto meglio del tempo normale
in qualsiasi altro luogo, e viceversa: Solomon considera allo stesso modo il tempo passato con Sophie
malata.  tutto vero anche se Solomon in realt non vuole ammettere che Sophie  malata; o meglio,
cos malata da impedire a una Sophie Silverfish malata di tenere testa a qualunque cosa il mondo possa
scagliare addosso a una persona che sta bene, incluso Solomon Silverfish, lavvocato pazzo che si
ritrova per marito. Solomon ha giocato con la malattia della moglie in quel modo frenetico che ha di
giocare con tutte le cose che lo toccano nel profondo. La prendeva in giro e la torturava. Accusava una
Sophie radiografica di obesit dirompente. Le tirava lorecchio reggendole la testa sopra il water. Si
lamentava a gran voce dellumidore salato che sentiva in bocca quando di notte le baciava le lacrime
silenziose di un dolore silenzioso. Pasticciava con le sue parrucche. Una volta col rossetto le aveva
disegnato sul cranio una faccia sorridente con gli occhi storti mentre lei dormiva. Certe volte usava il
vuoto lasciato da un seno per poggiare il mezzo melone della colazione a letto, il mattino. Sophie sa
che a un estraneo pu sembrare poco gentile. Essendo sua moglie da anni sa anche che Solomon riserva
la gentilezza a chi secondo lui ne ha bisogno perch  messo male. Diventa gentile con qualcuno
quando gli dispiace per lui. E a Sophie Solomon non farebbe mai il torto di dispiacersi per lei. Sophie
sa che solo Solomon sa che una Sophie malata  sotto tutti gli aspetti importanti pur sempre una
Sophie, non un insieme di bacchette e tubicini da accarezzare e coccolare. Ecco perch, pens Sophie
mettendosi a letto con una camicia da notte pulita e prendendo due salatini da mandar gi perch una
persona che vomita deve avere sempre qualcosa nello stomaco altrimenti vomita acido, provateci voi se
pensate che sia divertente, e si rimise lago della flebo in quella tavoletta da cribbage gialla e piena di
lividi che era il suo polso, applicando di nuovo il cerotto con maestria e pratica consumate, sollevando
lo sguardo sulla boccia di zucchero e medicina con lassurda parrucca sbilenca di capelli neri in quella
luce al sodio arancione bruciato, ecco perch, pens Sophie, il suo Solomon era una persona magica
ora pi che mai, e perch nel suo animo cera tanto di quellamore per lui da salvarla anche ora che era
mortalmente malata.
 una cosa difficile da afferrare, il percome delle cose. Durante tutto questo brutto periodo
Solomon ha fatto sentire e capire a Sophie che lei  la malata, non la malattia. Lei  quello che , non
quello che ha dentro. Sophie respira molto meglio sapendo che lei per Solomon non morir mai, e a
questo Sophie aggiunge un viceversa ancora migliore riguardo alla vita di Solomon.
Ecco perch Sophie dora in poi prender solo gli antidolorifici che le evitano di smaniare
peggiorando la situazione per tutti quanti. Vuole stare con suo marito e con se stessa. Solomon
Silverfish, a parte il favore non da poco di averla amata per trentadue anni rendendola la donna pi
felice sulla faccia della terra, ha aiutato Sophie a usare la malattia per capire ci che lei  e ci che non
. Non sa di averlo fatto, perch da quando in qua anche il migliore dei maghi sa di usare la magia sulle
persone e non la semplice abilit di uno svelto di mano e sciolto di lingua? Sophie crede di avere ormai
capito alla sua et che la magia altro non  se non il semplice rapporto tra una persona e le altre persone
che la circondano.
Era nel letto, nellarancione, due cracker mandati gi e innaffiati con la tiepida acqua naturale
del bicchiere sul comodino. Respir abituando a piccole dosi lo sguardo a quella specie di luce, e si
sent meglio. Il braccio si intiepid per la sostanza che veniva iniettata dallalto. Lei aspett il sorgere
del sole e Solomon, e fece quello che sempre si fa quando si aspetta. Ricord.
Ecco Sophie Schoenweiss che conosce Solomon Silverfish nel 1953 al ballo di beneficenza che
la facolt di legge dellUniversit di Chicago d a favore dellospedale B- nai Brith di Berwyn, dove
Sophie studia da infermiera. Ecco Alan Schoenweiss, il fratello magro e dai capelli come spaghetti che
presenta Sophie a un tranquillo ragazzo di Vienna, in Virginia, residente nello stesso campus della
facolt di legge dellUniversit di Chicago. La cosa buffa del ragazzo  che  uscito dallinfermeria
delluniversit appena la settimana prima perch si  rotto la mascella, oltre che tutte due le braccia e
le spalle, nel tentativo di vincere una scommessa che laveva visto impegnarsi con Alan e altri studenti
a guidare unauto al centro del campus usando solo il sedere. Il ragazzo che azionava i pedali
accovacciato sotto di lui era ancora in trazione. Al ballo Silverfish teneva le braccia di gesso bianco
spalancate come uno psicotico che volesse abbracciarti, o come quelle di Ges sulla croce nel Nuovo
Testamento; e gli occhi sopra il pizzetto, il baluginio metallico del filo che gli imbrigliava la mascella,
il baffo spelacchiato e il naso, quegli occhi fatti di luce videro qualcosa in Sophie Schoenweiss,
qualcosa che di rimando vide anche lei. Sophie socializz con un invalido temporaneo. Interesse? Cos,
tanto per interesse, provate voi a ballare con uno che ha le braccia rotte e la base della spina dorsale che
a detta di tutti non  in perfette condizioni. Come far girare il manichino di un negozio per tutto il
negozio, dicono Alan e Ira. Sophie arrossisce e si mette a ridere. Ma provate voi a uscire con uno che
per un mese e mezzo anzich parlare mugugna tra i denti serrati! O provate a provare di scoprire com
una persona che vostro fratello Allie definisce una quantit sconosciuta, un simpatico ragazzo venuto
da Tidewater, una regione del Sud, anche se non ha laccento del Sud, un ragazzo serio e sveglio Dio
solo sa quanto con un futuro davanti, bench Alan la avvisi in tutta onest di stare attenta perch a volte
sembra volubile o squilibrato, a volte sbraita per oscuri motivi, guida con il sedere, schiaffeggia laria,
mena fendenti ai muri e durante la colazione si sfrega gli occhi con le nocche impazzite come una
specie di scoiattolo ogni mattina di ogni santo giorno. Chiss qual  la sua confessione, per non dire il
suo orientamento; Alan non ha mai visto Silverfish con la kippah in testa ma in questo periodo di
confusione e di Corea non si sa mai. Provate voi a essere confusi. Provate voi a innamorarvi di uno
mezzo scassato che non sapete nemmeno com tutto intero. Ma quando tutto va a meraviglia forse
provare  lultimo dei problemi.
Sophie, a letto, sonnecchiava, e i brandelli di ricordi affioravano con lintermittenza
stroboscopica che precede i sogni. Ecco una luminosa tempesta di ghiaccio, due sposini nella nuova
casetta a schiera di un agglomerato di Cicero. Lo scintillio grigio del ghiaccio su un croccante prato
marzolino, altro ghiaccio bagnato che cade da un cielo incolore. Solomon lo guarda da una finestra,
Sophie dietro di lui gli circonda la grossa vita con le braccia, i capelli una cascata nera che gli ricade
sul braccio, il mento sulla sua spalla, guarda anche lei. Le sporche palline dei cristalli di Cicero
colpiscono il prato duro, le perle balzellano e saltano schizzando vivacemente a fior di ghiaccio. La
voce di Solomon, pacata, piena di sogni Silverfish, il fiato appanna un cerchio color arcobaleno sulla
finestra mentre lui fissa le perle saltellanti, sussurrando fra s cavalletta, cavalletta, cavalletta. Un uomo
giovane che Sophie ama sogna la vita dentro il ghiaccio mentre lei giocherella col suo orecchio.
Ecco Solomon e Sophie insieme a Tata, il dottor Otto Schoenweiss e Mama, la signora
Schoenweiss, in una baita del Wisconsin, vicino a un lago, in vacanza. Sophie e Mama nella cucina
della baita. La signora Schoenweiss fa mettere a Sophie il grembiule ma poi limpasto vuole stenderlo
lei. Rovente luce prandiale dalla finestra. Dalla finestra si vedono anche il lago e, sulla spiaggia del
lago, Solomon e Tata concludono la passeggiata lunga e seria che in vacanza fanno ogni giorno. Tata
con le mani dietro la schiena, Solomon che agita le sue in aria, girandosi al suono della propria voce
che Sophie sente appena. Dietro i due che passeggiano una brezza insistente trasforma la superficie del
lago in pelle di elefante. Odore di madre e di impasto.
Ecco il dolore. Pena e sofferenza fisica e mentale. Ecco Sophie, malata, meno un tumore
maligno appena asportato e, a proposito, anche un seno.  malata, imbottita di farmaci, bianca come
una radice, gli occhi da procione, e sogna da sveglia. Ecco un animale scatenato che fa il diavolo a
quattro intorno al suo letto dospedale. In un intorpidimento di dolore e anestetico Sophie vede
Solomon Silverfish fare il matto, girare torno torno la stanza, schiaffeggiare mura e mobili, ruotare su
se stesso, menare fendenti alle sbarre metalliche del letto simile a una culla, poi incombere su Sophie
urlando e smaniando, una bruma colorata a schiumargli dalla bocca sotto laccecante luce bianca.
Schiaffeggia e si strappa la pelata e i capelli sciolti piroettando e sbraitando ripetutamente sulla sagoma
di una Sophie malata la parola Finiscila! Finiscila Finiscila! urla Silverfish. La mezza testa di capelli
ondeggia furiosamente mentre fa quella danza della rabbia, mentre salta per schiaffeggiare un soffitto
troppo alto per le mani letali, mentre sibila rivolto alle infermiere dalle bocche cucite, e poi urla di
nuovo a Sophie la parola Finiscila! La lingua di Sophie  una cosa morta e imbottita di farmaci, un
ciocco di legno inanimato, lei cerca di dire a Silverfish: Finire che cosa? Dimmi cosho cominciato e lo
finisco subito ma non viene fuori niente.  in preda al panico sotto la medicina che le agita le palpebre
e aromatizza laria che respira.  sofferente, abbattuta, malata. Sente venire da Solomon una vampa di
rabbia senza precedenti come se lavesse tradito con la malattia e la mutilazione. Non sente invece le
proprie lacrime finch non si fanno roventi. Si fanno roventi quando Sophie in quelloffuscamento
capisce che gli schiaffi e le urla del suo Silverfish sono per il cancro, non per lei, che la rabbia e la furia
sono dirette non a una Sophie senza seno bianca-come-una-radice, bens a quella cosa scura, tozza,
umidiccia e centripeta che le ha portato via parte del corpo, che lanimale scatenato urla per avvisare la
cosa che c dentro Sophie di farla finita e di lasciarla in pace altrimenti scatener un putiferio!
Silverfish con il completo comprato da Fields, le ciabatte e il velo grigio di capelli alla fine viene
portato via dagli inservienti in bianco stanco, tre marcantoni troppo grossi per farsi minacciare dalla
minaccia di essere ridotti a un colabrodo. Sophie resta l e le guance tracciano roventi righe di lacrime
scaturite da una cosa che non  gioia n dolore, con in pi un pizzico di medicine. Stavolta, lunica in
cui un Solomon Silverfish abbia alzato la voce con una Sophie Silverfish, Solomon non aveva alzato la
voce perch era arrabbiato con Sophie; ce laveva con una cosa dentro di lei, il treno il coltello
lorecchio il binario il rimpicciolimento e la fusione, la cosa che le era entrata in corpo senza invito e
senza scopo se non lintento di fare del male. A partire da quel giorno dentro una culla di metallo con le
lenzuola bianche inamidate e laltro seno una bomba a orologeria e il veleno in molti linfonodi del
corpo Sophie sa e lo sa per davvero che per il Solomon-chelei-ama lei non  solamente il suo corpo o
quello che c dentro il suo corpo. Che la malattia  una cosa che hai, non una cosa che sei. Se Sophie
andasse a raccontarlo al primo che passa quello forse riderebbe per limportanza che la donna magra e
bianco-radice d a una semplice stupidaggine come quella. Sar anche semplice, ma quella cosa salva
la vita di Sophie quando ce n pi bisogno. Ecco Sophie che dal corridoio sente arrivare dei Finiscila!
sempre pi attutiti e ha quasi la sensazione che lei e Solomon, o meglio, lei-e-Solomon, non moriranno
mai per davvero, indipendentemente da dove o che cosa sono. Avverte attraverso la promessa di altro
dolore e altra nausea una sensazione di pulizia e sicurezza nuove di zecca, come gelo scaldato, avvolto
in una coperta bollente sul grembo di una madre che irradia una mite fiamma in toni dolci e minuscoli
gesti.
Una cosa che per lei era magica, ricord Sophie sonnecchiando alla luce arancione che filtrava
dalla finestra diafana mentre la medicina le riscaldava il braccio. Sentiva i cracker nello stomaco. Erano
le 3:30. Attraverso un sogno madido ecco il suono del campanello di casa Silverfish e qualcuno che
entrava subito dopo, usando la chiave. Mary linfermiera della clinica non arrivava mai presto e non
suonava il campanello. Sophie sent delle voci reali lungo le scale.
Tutti tranne Troppo Carino
I primi, svariati minuti dopo larrivo dellassonnato Solomon Silverfish nella stanza degli
interrogatori del Quarantesimo distretto del Dipartimento di Polizia dove Ira Schoenweiss avrebbe
dovuto essere trattenuto, interrogato, intimidito e pungolato con oggetti acuminati invocando tra le
lacrime laiuto e la maestria di Silverfish, quei minuti furono pieni di confusione! Alan Schoenweiss,
fratello di Ira e Sophie, avvocato divorzista nonch giocatore di golf dilettante, scivol silenziosamente
con soltanto i calzini e senza scarpe lungo il corridoio della centrale di polizia al seguito di Silverfish, e
gli stava ancora silenziosamente dietro quando Silverfish apr la porta della stanza degli interrogatori
entrando alla maniera di ogni avvocato che entra in una stanza in veste di avvocato: guardando
lorologio. Silverfish si aspettava di trovare il cognato e cliente solo soletto in una stanza illuminata e
meditava di dedicare come minimo svariati minuti a fare una bella ramanzina a Ira. Invece entrando
Silverfish trov la stanza buia, le sagome indistinte di due persone al tavolo degli interrogatori e una
sedia in un angolo con uno strano aggeggio predatore curvato sopra, il tutto a malapena e tra laltro
arcanamente illuminato dal fievole marrone giallognolo di un vecchio lampione gi in strada la cui luce
si sforzava di trapassare la finestra e la protezione di ferro. Mentre Silverfish cercava a tentoni di
accendere la luce, pensando di avere interrotto qualcosa perch il sergente di turno gli aveva dato delle
indicazioni sbagliate, Alan Schoenweiss varc allimprovviso la soglia alle sue spalle con fare risoluto,
nonostante i calzini, e url allorecchio di Silverfish:   arrivato il momento di gettare la maschera,
Solomon Silverfish!  con una tensione drammatica che Zero Kretzman rovin scattando in piedi dietro
il tavolo e urlando nello stesso istante:
 La farsa  finita!  col risultato che Solomon sent solo un guazzabuglio di stupide metafore
teatrali urlate a squarciagola. Ma le urla sorprendenti, che si aggiungevano al buio sorprendente, che si
aggiungeva alla precedente sonnolenza e alla scocciatura in senso lato, bastarono a far s che Silverfish
aggredisse e schiaffeggiasse la risoluta figura di Alan, che nella relativa oscurit Silverfish non
riconobbe, e Alan si vide costretto a mettersi in salvo usando i calzini per scivolare forsennatamente sul
pavimento piastrellato al capo opposto della stanza, e mentre Silverfish restava momentaneamente
interdetto a domandarsi cosa stesse succedendo in senso lato, Zero Kretzman corse ad accendere la luce
rivelando se stesso, Alan e anche la sagoma di Ira, dopodich Zero chiuse la porta a chiave e mise la
chiave in bocca fingendo di ingoiarla, a fini simbolici. Silverfish guard prima lui, poi Alan, che si era
rimesso le scarpe e le stava allacciando appoggiato al bordo del tavolo, poi Ira, che sbatteva
rapidamente e ripetutamente gli occhi dietro gli occhiali spessi un dito tormentandosi la bocca con la
grossa mano chiara e lentigginosa. Kretzman finse di tossire e mise la chiave non-ingoiata-per-davvero
nel taschino della giacca del completo pied-de-poule. Dopo la tosse ci fu un attimo di silenzio in cui
Silverfish si guard intorno.
 Una spiegazione, Ira?  disse Silverfish, inclinando la testa per guardare attraverso il velo di
capelli scompigliati-dalla-Thunderbird-del- 1961 Kretzman, che stava addossato alla porta chiusa a
chiave con le braccia conserte e gli occhi cos stretti che aveva due fessure perlacee al posto degli
occhi.  Che centrano maschere e farse? Hai conciato lauto di Zero cos male da aver bisogno di me e
Allie messi assieme, e nonostante questo Kretzman sta qui a guardare di traverso, chiudere la porta a
chiave e fingere di tossire?
 Ipocrita,  disse Alan Schoenweiss da dietro il tavolo. Si alz.  Impostore. Ciarlatano. Falso.
Imbroglione. Mistificatore. Blasfemo. Traditore di fiducia e di sorelle.
 Potremmo aggiungere demonio?  domand Kretzman a Alan.
 Potremmo aggiungerlo senza esitazioni,  disse Alan.
 Demonio,  disse Kretzman a Silverfish.
Solomon Silverfish, sassone sorpreso, celta confuso, tast la cravatta-ancora-incasinata e
guard Ira Schoenweiss. Ira stava pulendo gli occhiali con la manica della camicia. Alan aveva avviato
il rabbioso lavorio di guancia e labbra tipicamente Shoenweiss, preludio fisico a uno scambio di parole
grosse. Zero Kretzman si diresse verso la gi citata sedia nellangolo della stanza, loggetto predatore
curvato sopra che ora rivelava di essere unenorme lampada di solida fattura presa in prestito dal
reparto delle foto segnaletiche. Kretzman accese la lampada e la sedia sottostante sillumin di una luce
bianca e accecante. Kretzman indic la sedia a Silverfish con gesto solenne mentre Alan guardava
impaziente e Ira giocherellava con il labbro.
 Luce?  disse Silverfish.  Mi strappate dal letto e da mia moglie nel cuore della notte per
piazzarmi sotto la luce?
 Non pronunciare quella parola,  disse Alan Schoenweiss.
 Luce?
 Moglie.
 Lasciaglielo dire finch non abbiamo sentito la sua versione,  bisbigli Ira. Silverfish si tast
la barbetta guardando Ira.  Ho come la sensazione che un certo cognato non abbia distrutto nessuna
macchina . Ira si guard i pollici. Silverfish diede uno schiaffetto allaria.  Vedrai che ti riduco a un
colabrodo, signor Cicciabugiardo Ira Schoenweiss,  disse.
 E non usare quel tono,  disse Alan senza scomporsi.  Sto usando un tono che non dovrei
usare?
  il tono di uno che cerca di imitare un ebreo,  disse Kretzman dalla sedia e dalla lampada.
Guard Alan.   appropriato dire imitare?
 Imitare sar urlato a squarciagola, perci preparate le orecchie  disse Alan. Squadr
Silverfish indicando la givarie-volte-citata sedia sotto il cilindro di luce.
Silverfish rimase l impalato lasciando che gli Schoenweiss guardassero la sua faccia passare
dalla confusione e dal leggero fastidio a una pericolosa rabbia condita forse da una punta di furia. Alan
fece di nuovo per indicare la sedia bloccandosi impacciato a met gesto.
 Drizzate tutti quanti le orecchie,  disse Silverfish. Riport un po di capelli sopra la testa con
una mano.  Sono un sessantenne con una professione forense e una Ford Thunderbird nuova di zecca.
Deve ancora nascere chi mi piazza sotto la luce.
 Quelluomo ha vissuto con te nella menzogna per trentadue anni e allincirca sette mesi, 
disse la signora Schoenweiss, seduta sul bordo del letto dei Silverfish, sfiorando la guancia di Sophie. 
Quelluomo ha finto di far parte del nostro retaggio, della nostra storia, religione e fede dal primo
momento in cui ha posato gli occhi sulla nostra Sophie. Ha dato per scontata e oltraggiato la fiducia di
una famiglia.
 Peggio,  disse il dottor Schoenweiss, e scosse la testa rivolto alla finestra dopo aver aperto le
tende bianche.  Peggio,  disse.  Una cultura. Un popolo.
 Peggio ancora,  disse la signora Schoenweiss. Si sporse poggiando laltra mano su quel
bastone protetto dalla coperta che era il ginocchio di Sophie.  Una moglie,  sussurr con fare teatrale.
 Quelluomo, a sentire Allie che lha sempre visto sbagliarsi di grosso sulle cose che contano,
si  rivelato una nullit,  disse il dottor Schoenweiss.  Un perfetto signor Nessuno. Una maschera.
Uno che si atteneva a tutte le regole del tempio. Una faccia allegra ogni venerd a casa nostra. Ma
dietro quella faccia, dietro quella maschera, chi cera?
 Un perfetto Nessuno,  disse la signora Schoenweiss.  Magari un diavolo. Hai presente: A
goy bleibt a goy, un gentile resta pur sempre un gentile. Non  nemmeno pi un gentile.  un
chissacch. Il giovane shaygets di un tempo  ormai va a sapere da quanto una cosa che non esiste, una
bugia con le braccia, le zampe e gli occhi di un animale e una lingua veloce che va a sapere quante
altre bugie ha detto e vissuto e possa Dio risparmiare alla nostra Sophie il dolore di scoprirlo. Solo a
pensarci mi vengono i brividi.
 Capisci perch abbiamo capito che ora che lo sappiamo noi dovevi saperlo anche tu,  disse il
dottor Schoenweiss, la faccia sporcata dalla vampa di colore al sodio che filtrava dalla finestra. 
Vivere in una menzogna morale per non dire emotiva la bellezza di trentanni. Essere sposata e
congiungersi a una cosa che come unica cosa finge di essere una cosa che non  . Si gir a guardare
Sophie, sospir passandosi la mano tra i folti capelli bianchi.  Quel diavolo di un goy ha costretto
anche te a vivere nella menzogna. Fortuna che grazie a tuo fratello Allie puoi dare un calcio a tutto .
Guard la signora Schoenweiss, che annuiva rivolta a Sophie. Il dottore si schiar la gola.  Siamo
venuti con tutte le naturali riserve dei genitori.
 Dei genitori preoccupati e amorevoli,  disse la signora Schoenweiss.
 ... una preoccupazione e un amore cos grandi da convincerli a causare magari un po di
dolore e di sofferenza pur di salvare una figlia che non ha rinunciato a una vita di bugie e finzioni. Non
puoi sapere quanto ci ha fatto penare questa decisione.
La signora Schoenweiss guardava schifata la boccia di medicina con la testa di capelli sbilenchi
sulla piantana della flebo. Tolse la parrucca sistemandola delicatamente sulla testa di Sophie.
Sophie si tolse la parrucca con altrettanta delicatezza poggiandola sul letto accanto a s.
Squadrava i genitori.  Vi siete presentati prima dellalba per dirmi che mio marito  un diavolo di un
signor Nessuno non ebreo e non goy?
 Marito  un termine ormai improprio,  disse il dottor Schoenweiss, tornando a girarsi verso
la finestra.  Diciamo piuttosto, per essere generosi, persona. E diciamo anche che siamo qui nel
momento pi opportuno. Alan e Ira stanno parlando con la persona alla stazione di polizia aiutati dal
signor Kretzman . Si interruppe.  Convinceranno la persona a concedere lannullamento.
 Annullamento?
Gran parte della confusione e dei problemi derivarono dal fatto che Silverfish si rifiut di sedere
sotto il fiotto bianco di luce sulla gi citata sedia, percorrendo invece il perimetro della stanza degli
interrogatori della stazione di polizia come un animale pericoloso nella gabbia dello zoo, e dal fatto che
Zero Kretzman  che, a voler essere sinceri fino in fondo, era uno zero quanto a cervello oltre che a
fascino e perfino a capacit legali, e che non si era mai tolto la soddisfazione di vincere una causa
contro Silverfish, e che tra le altre cose aveva stipulato un accordo di divorzio vantaggiosissimo grazie
allinverosimile abilit di Alan Schoenweiss, e che si trovava a voler disperatamente mettere Silverfish
in una brutta posizione e al tempo stesso aiutare Alan Schoenweiss, un Alan cos arrabbiato che in quel
momento la pressione sanguigna rappresentava un pericolo  dal fatto che Kretzman continuasse a
seguire Silverfish intorno alla stanza con una piccola torcia sfilata dalla tasca del pantalone
pied-de-poule, cercando continuamente di puntarla sulla faccia continuamente girata di Silverfish, per
sottoporlo a un parziale terzo grado; e quella specie di quadriglia tra chi puntava la luce e chi la evitava
and avanti finch Silverfish, che a dire il vero non aveva mai rivolto la violenza del proprio corpo
contro nessuno, si stuf talmente di quellassortimento di domande, accuse e parole grosse, di
Kretzman e della sua luce in faccia, che alla fine strapp di mano a Kretzman la piccola torcia e cerc
di ficcargliela nel naso, riuscendo soltanto a cavargli quasi un occhio, e di conseguenza Kretzman
lanci un urlo e cadde con labito e tutto il resto in ginocchio con le mani sulla faccia. Tale sviluppo
tolse il vento alle vele sorprendentemente sensibili di Silverfish e, dopo essere rimasto qualche istante
in piedi accanto alla figura di Zero che, in ginocchio, sembrava pregare in silenzio per salvarsi la vita e
locchio, dopo qualche istante cos Silverfish si ritrov al tavolo degli interrogatori davanti a Alan e Ira
Schoenweiss al limitare del rovente getto di luce proveniente dalla speciale sedia. A loro si un
momentaneamente anche Kretzman, con uno sfregio rosso sulla guancia e il labbro inferiore tremante.
Silverfish si rivolse a Ira, che aveva uno sguardo fisso e inespressivo negli occhi simili a quelli di una
formica, ingigantiti e non umani, tanto erano spessi gli occhiali.
Nel frattempo Alan non aveva staccato un attimo lo sguardo gelido dagli occhi penetranti di
Solomon Silverfish.  Delle tante spiegazioni per il tuo comportamento di una vita me ne vengono in
mente due,  disse in tono pacato, usando le dita per disegnarsi sotto il mento la guglia di una chiesa. 
Una. Hai smaniato e sbavato tanto per la nostra Sophie quel giorno del 1953 al ballo da essere disposto
a fingerti in un certo senso ebreo per una vita intera di inganni e finzioni.
 Finzioni?
 Oppure, due, cosa in un certo senso ancora pi sinistra e inquietante, allora come adesso sei
cos...  Alan ruppe la guglia e agit una mano in aria, come se la parola giusta fosse lass da qualche
parte.
 Privo di identit,  bisbigli Ira, guardando la macchia dinchiostro sul taschino del pigiama
di Silverfish.
Alan annu.  Cos privo di identit nella vita da essertene inventata una ancora prima di venire
allUniversit di Chicago a insinuare la tua falsa persona nella nostra amicizia e negli affetti di Sophie.
 Mancanza di identit? Insinuare?
 Loro sanno per certo che non sei n sei mai stato ebreo,  disse Kretzman, sorridendo quel
tanto che gli concedeva la guancia. Si schiar la gola.  Sapevi bene che Alan e Orly andavano al Sud a
giocare a golf durante le vacanze prima della Pasqua ebraica. Sapevi anche che andavano nella
Tidewater County in Virginia. Alan era in bagno a sfogliare lelenco del telefono. Quandecco che ti
trova Solomon Silverfish padre. Ciabattino. Scarpaio.
 Ormai quasi in pensione,  disse Silverfish, e annu sorridendo.
 Oltre che nemmeno lontanamente ebreo,  disse Alan, rifacendo la guglia e usandola per darsi
dei colpetti al mento.  Perch il sottoscritto  andato a trovare quel certo ciabattino, come se i privati
facessero ancora le scarpe di questi tempi.
 Vedessi per che scarpe, se ricordo bene,  disse Silverfish.  Una vera specialit. Non cera
lavoro n piede troppo grande o troppo piccolo. Che scarpe!
 Non era ebreo, per, e nemmeno deceduto, a proposito, oltre che di una religione troppo
inconsistente e superficiale per incantare il sottoscritto,  disse Alan.
 Gli hai parlato di me? Gli hai detto dove siamo io e Sophie?  Silverfish si sporse verso di lui.
 Ero troppo scioccato per dire qualcosa alla persona che mi stava davanti,  disse Alan.  Uno
di quei cosiddetti tra virgolette cristiani rinati del Sud che prendono la religione dalla tiv o dalle
videocassette arrivate per posta. Sul bavero portava una croce di plastica che luccicava al buio. E aveva
una moglie che per decenni ha venduto cosmetici bussando alla porta di estranei e ora guida una
Cadillac rosa.
 Una Lincoln,  disse Silverfish.  Della Mercury. Ho seguito un po le tracce di mamma e
pap.
 Alla famiglia hai fatto credere che quei genitori fossero morti.
 Abbiamo tagliato i ponti quandero giovane. Non ci rivolgiamo quasi nemmeno pi la parola.
Non ho mai parlato di genitori con voi. Non averne parlato vi ha spinti a credere che fossero morti?
 Non hai parlato del fatto che ti hanno cresciuto da goy amorale senza nemmeno la parvenza di
una religione degna di questo nome, che ti sei presentato dalla nostra Sophie con unidentit culturale
interessante n pi n meno di un formaggio da ammannirle per tutti gli anni della sua vita?  sibil
Alan, rosso in viso. Sinterruppe, dandosi una calmata.  Parlavi come noi. Ci hai portati fuori strada
con quel tuo modo di parlare.
 Parlare? Ho per caso letto la Costituzione Americana sbagliata? Non  un Paese dove si pu
parlare liberamente, questo?
 Qui c il dolo, Solomon,  si intromise Kretzman, sorridendo un pochino con un solo lato
della faccia. Ignor lo sguardo inferocito di Alan.  Parlavi con lintento di imitare e fuorviare.
 Parlavo come parlavano i miei amici. Mi adeguavo. Parlavo come parlava la
donna-che-amo-e-che-mi-ha-fatto-felice-per-trentanni. Parlavo come mia moglie.
 Ti sei presentato al tempio,  bisbigli Ira Schoenweiss.  Hai accettato gli inviti alla
preghiera. Ti sei attenuto ai mitzvah, hai recitato il Mairev. Hai ballato la horah. Ti sei seduto al tavolo
del seder. Hai bevuto Mogen David e mangiato pane azzimo.
 Ero compagno e ospite di mia moglie. Non ho detto una sola volta di essere nato ebreo.
 Ti sei convertito?  disse Kretzman.  Sei andato da solo a convertirti da qualche parte? 
cos che  andata?
 Sappiamo tutti che non pu essere cos,  disse Alan con un sospiro.  E poi, convertirti da
che cosa? Dallaver finto di essere chi non sei? Ha fatto una scelta, no?  disse guardando Silverfish. 
Ha scelto di fuorviare e fingere fin dallinizio.  stato abile e attento. Non lavevano quasi sentito
nemmeno parlare prima che gli levassero le ingessature e i fili dellincidente dauto, e a quel punto la
nostra Sophie era gi vittima del suo incantesimo.
 Demonio,  disse Kretzman.
Alan fece altri sospiri, sfregandosi le tempie.  Ti sei servito perfino del tuo stesso nome per
ingannare,  disse.  Hai sfruttato anche quello . Abbass lo sguardo sul notes e sul dossier che aveva
davanti.  Dopo un minimo di ricerche ho scoperto senza grandi difficolt che il nome Silverfish in
realt deriva dal sassone antico seolfor-fisc, termine idiomatico che significa grossomodo: Pastore
che ama alcune delle sue pecore oltre i limiti del buon gusto. Kretzman rise sotto i baffi. Alan guard
Silverfish scuotendo la testa.  Un nome non soltanto non ebreo, ma pure ripugnante. E Solomon, a
sentire lo scarpaio, non viene dai testi sacri ma da un certo Arnette Solomon, vice del generale Robert
Lee durante la Guerra Civile, schiacciato dal suo cavallo alla Battaglia di Antietam. Una falsit
dallinizio alla fine.
 Mi sono dato il nome da solo? Ora sarei anche responsabile dei nomi?  Silverfish assest
qualche debole fendente al tavolo degli interrogatori.  Che storia  mai questa, Allie? Di che
parliamo?
Alan Schoenweiss si sporse verso di lui.  In tutta seriet parliamo dellannullamento di un
matrimonio.
Silverfish guard Alan come si guarda un pazzo.
 Lannullamento di un matrimonio mai coniugato per davvero perch  stato coniugato con
linganno,  disse Zero Kretzman.
 Consumato, Zero,  mormor Ira.
Allimprovviso si cap che erano tutti stanchi. Silverfish guard i suoi accusatori acquisiti. Si
sfreg gli occhi. Scosse la testa, agitando i capelli.  Cos dicendo date per scontata una cosa
fondamentale oltre che sbagliata,  disse.  Date per scontato che tra me e Sophie sia come tra me e
chiunque altro, nella fattispecie voi. Date per scontato che Sophie proceda alla cieca come voi. Tra me
e Sophie ci sono gli stessi segreti che tra Ira e la sua pancia. Vale a dire nessuno.
 Nostra sorella non ingannerebbe n mentirebbe come hai fatto tu.
 Ma quale inganno e inganno, Alan, per lamor di Dio . Silverfish alz la voce svettando sugli
altri, la luce del lampione filtrata dalla pesante protezione di ferro alla finestra della stazione di polizia
che gli tracciava un accenno di scacchiera sul viso.  E posso chiedervi perch cavolo fare questa cosa
nel cuore della notte? Dimmi perch proprio ora, Allie. Perch ora in generale e ora in particolare?
 Ora in generale perch cos sotto la fredda terra mia sorella non sar schiacciata dal peso di
anni di oltraggi alla sua fiducia e a quella della famiglia,  disse Alan in tono pacato.  Ora in
particolare perch volevamo che fosse ora in particolare. Vogliamo veder sorgere unalba del tutto
nuova su Solomon Silverfish. Vogliamo guardarti guardare il sole che sorge sulla tua persona.
 E anche perch non dimentichiamo che con ogni probabilit vorrai andare al cimitero di prima
mattina,  disse Kretzman.  Lungi da noi lidea di trattenerti.
 Zero, per favore,  disse Ira.
Alan si sporse un altro po.  Parliamo di annullamento sulla base dellinganno,  disse, 
oppure di divorzio sulla base delladulterio morboso . Scosse la testa guardando il dossier.  E saprai
senzaltro a cosa mi riferisco.
 Adulterio? Morbosit?
 Fare il cretino nel cimitero della famiglia di tua moglie,  disse un Kretzman dalla guancia
gonfia, scuotendo la testa.  Scopazzare di nascosto sulle tombe dei tuoi parenti acquisiti con una
fanciulla cos giovane che potrebbe essere figlia per tutti noi.
Solomon si guard intorno.  Fermi tutti. Mi sono perso. Di cosa sarei accusato ora?
Alan strinse le labbra e sollev il dossier.  Ho assunto una persona che seguisse un certo
Solomon Silverfish.
Silverfish fece tanto docchi.  Mi hai fatto seguire? E perch mai?
 Linvestigatore che ho assunto sostiene e giura di averti visto varie volte al Sinai, cimitero
degli Schoenweiss da generazioni. Ti vede l la mattina. Nel toup di una giovincella. Sostiene anche
di averti visto con i suoi occhi tra le braccia di una ancora pi giovane. Dice che certe volte balli sulle
tombe. Le tombe degli Schoenweiss. Che smani. Cio che vai scopazzando nei modi pi impensati.
Con una ragazza giovane, mentre nostra sorella  malata e si fida di te.
 E voi credete a una cosa simile?  disse Silverfish.  Questo presunto inseguitore avrebbe le
prove di quello che dice? Vi ha convinto dicendo di avermi visto con i suoi occhi? Ha delle foto? Mi
piacerebbe proprio vederle.
 Ammette di avere dei problemi con la macchina fotografica,  disse Alan.  Sostiene che per
procurarsi le foto richieste per un qualsivoglia processo gli basta che tu ti dia per qualche altra mattina
ai tuoi bagordi irrispettosi e traditori. Io e Ira, per, non possiamo n desideriamo sopportarlo.
Volevamo affrontarti e sentire quello che hai da dire, faccia a faccia.
 Dopo trentanni di finzioni e menzogne vorresti che credessero a te anzich a una persona che
non ha nessun interesse a mentire?  disse Kretzman.
 Kretzman, ti riduco a un colabrodo tale che non te lo scordi mai pi,  bisbigli Silverfish.
Guard la grata, la finestra. Gli parve di scorgere laccenno di unombra sfocata della prima luce
mattutina. Ma non era detto.
Ira Schoenweiss si mise a piangere sommessamente. La mano che non reggeva un lurido
fazzoletto a quadretti contro il naso era sul tavolo, una cosa flaccida e lentigginosa vicino al punto dove
qualcuno sottoposto in passato a interrogatorio aveva lasciato intendere con unincisione nel legno del
tavolo che Zero Kretzman si facesse da solo una cosa anatomicamente impossibile.
Silverfish mise la mano pelosa sulla mano bianca di Ira. Rimasero cos. La lampada presa al
reparto delle foto segnaletiche emise un acuto, fievole lamento.
 Racconta,  bisbigli Alan.
 Confessa,  bisbigli Kretzman.
Qualcuno allesterno buss alla porta chiusa a chiave con fare concitato.
Se volete vedere degli ottantenni che magari io e voi ci arrivassimo cos bene, guardate i
genitori di Sophie. Il dottor Otto Schoenweiss e consorte. Il dottor Schoenweiss, dentista in pensione
alto, dritto e in carne come un albero ben piantato, i folti capelli bianchi pettinati indietro a sormontare
una faccia da uccello da preda di dimensioni maestose, con occhi che hanno visto il dolore e il declino
nella bocca degli uomini e conoscono poco la paura e meno ancora la piet.  un uomo la cui bellezza
di uomo  pari alla dignit e alleleganza. Il suo bavero sembra sempre reclamare un garofano. E la
bellezza della signora Schoenweiss consiste nellessere ben conservata, e fa pi effetto a ottantadue che
a quarantadue anni perch che ci crediate o no  rimasta pi o meno uguale. Fisicamente fredda e dura
fin dalla nascita,  invecchiata protetta come una mosca nellambra, linterno vistosamente immune al
tempo mentre solo linvolucro traslucido diventava via via pi duro e friabile e forse un po meno
trasparente. I capelli neri duri e vaporosi che non cambiano forma dai tempi di Eisenhower, let del
viso una questione non tanto di rughe quanto di rigidezza, il corpo sottile, spigoloso e coriaceo che a
sbatterci la mano ti faresti male, le unghie di un rosso violento e simili ad artigli che ben si combinano
con i suddetti maestosi tratti da uccello del marito dentista. Non un solo tremito nelle mani dei due
Schoenweiss. Anziani in forma che dovrebbero essere desempio. Hanno sempre fatto sentire Sophie
morbida, piccola e leggermente sporca. E, adesso,  in loro presenza che sente pi forte la puzza della
propria malattia.
 Annullamento o divorzio,  dice la signora Schoenweiss lisciando la coperta di Sophie. 
Preferibilmente lannullamento sulla base di un matrimonio contratto con linganno.  questo che io e
Tata, dopo tanto penare fra noi, veniamo a consigliarti.
 Veniamo adesso, caldi di letto, per veder cominciare insieme, tutti e tre, un giorno nuovo e
sincero per la nostra unica figlia,  disse il dottor Schoenweiss, alla finestra, controllando lorologio. 
Anche se Mama va a colazione dalla signora Rotner a Hindsdale per il bridge.
 Lascia perdere la colazione,  disse la signora Schoenweiss, perlustrando con gli occhi il viso
della figlia.  Io, Tata, Allie e Ira ne abbiamo discusso a lungo. In questo preciso istante Zero
Kretzman, il procuratore distrettuale, li sta aiutando a torchiare quel falso per costringerlo a fare quella
che secondo gli Schoenweiss  la cosa migliore, anche a costo di usare minacce di ripercussioni legali.
Sophie fece tanto docchi.  Dunque Ira ha mentito per far andare Solomon alla stazione di
polizia con Allie e Kretzman? Ira Schoenweiss ha mentito nel cuore della notte allunico vero amico
che ha? Mente per contribuire a tendere una trappola che fa leva sulla messinscena, il trauma e lingiustizia?
 Ingiustizia  una parola molto lontana dallingiustizia quando si parla della persona di cui
stiamo parlando,  sibil la signora Schoenweiss mostrando denti che in sessantunanni erano stati
unicamente motivo di gioia e di orgoglio per il marito. Poi fece un sospiro e si ammorbid.  Non
costringerci a fare una cosa dolorosa. Te lo chiedo come madre. Non costringerci a darti le
informazioni che ti daremmo se fossimo costretti a dartele, Sophie.
 No, no, diamole le informazioni,  disse Sophie, spostando lo sguardo dalla madre al padre. 
Informiamoci pure . Respir toccando la parrucca che aveva accanto.  Che ne dite se vi informo io
per un minuto circa? Che succede quando il dottor Prinzmetal scopre che io e Solomon non possiamo
avere figli per colpa mia? Ce lo ricordiamo? Come si sente ciascuno di noi? Informiamoci su come ci
sentiamo. Ira, Alan e Orly Schoenweiss sono dispiaciuti per Ira, Alan e Orly Schoenweiss, perch non
possono diventare zii e zia dei piccoli Silverfish. Il dottor Otto Schoenweiss e signora sono dispiaciuti
per il dottor Otto Schoenweiss e signora, perch la famiglia non si allarga oltre i figli di Allie e Orly.
Sophie Silverfish  dispiaciuta per Sophie Silverfish, perch non pu diventare madre e perch ha
deluso la famiglia Schoenweiss e il marito-che-lei-ama . Sinterruppe, respir e sbatt gli occhi malati
e viscosi guardando fuori dalla finestra verso il piccolo cerchio sospeso di luce arancione sempre pi
tenue dei lampioni.  E per chi  dispiaciuto Solomon Silverfish?  disse.  Solomon Silverfish 
dispiaciuto soltanto per Sophie Silverfish, ecco per chi. Fiori ogni giorno per una settimana, sorprese e
calore dogni genere e specie. Finge di dire che a pensarci bene lui i bambini non li sopporta, anche se
possiamo sempre adottarne uno senza grandi problemi, se io e lui lo vogliamo. Dice che pu
trasformare la stanzetta dei bambini che avevate fatto costruire voi in uno studio per s, pieno di
peluche e con gli orsacchiotti sulla carta da parati. Mai un pensiero per Solomon Silverfish da parte di
Solomon Silverfish. Mai un pensiero che non fosse per sua moglie, benedetta la mia fortuna perch 
una vera magia che lui mi ami al punto da anteporre i miei sentimenti ai suoi . Respir.  Parliamo
delle prestazioni legali gratis per tutti gli Schoenweiss, senza contare i vari Rotner, Kripke e Gupta e
tutti quelli a cui basta fare il nome degli Schoenweiss; o se non proprio gratis comunque a prezzi
stracciati, mentre Allie si rifiuta bellamente di fare altro che divorzi per tutti quanti, cosa che a me,
fossi al posto delladorata Orly, darebbe da pensare. Parliamo di Solomon che per ventanni tira fuori di
galera quel piantagrane ubriacone per guida in stato debbrezza nel cuore della notte. Parliamo di me,
parliamo del fatto che Solomon ha dimostrato sempre e solo di amare sua moglie, la quale non merita
n ha mai meritato un amore e una persona cos . Respir.  Parliamo del cancro. Ricordiamoci che
una certa persona si  accampata nella mia stanza al Bnai Brith per una cosa come ventiquattrore al
giorno finch i medici non dicono che quel Silverfish ha gi penato abbastanza e gli danno il permesso
di portarmi a casa. Parliamo di un uomo che trascura un lavoro che ama e che  la sua vita per la
moglie che dimostra di amare di pi proprio quando lei ha pi bisogno di saperlo. Parliamo di un uomo
con questa moglie che  mutilata...
 Sophie.
 Una moglie priva di importanti attributi femminili, che le pupille di questuomo ancora si
dilatano quando i suoi occhi mi guardano. Un uomo che mi guarda ridurmi a un mucchietto dossa e
protuberanze e odora il mio odore e asciuga le mie lacrime e quando serve porta via i miei escrementi
come fossero regali e pulisce il mio vomito quando non faccio in tempo ad andare in bagno e non mi fa
mai sentire debole, sporca, o meno persona, o meno Sophie del giorno in cui ha ballato insieme a me
con le braccia rotte . Sophie ebbe un violento attacco di tosse.  Potreste anche scoprire che  un
marziano venuto dallo spazio, per quanto me ne importa.  mio marito e io e lui siamo uniti da una
cosa chiamata amore che, casomai non laveste ancora sentita nominare, non  solo un sentimento,  un
modo di vivere la vita con una persona, e la vostra Sophie malata  fatta di questo amore, di questa vita
e di questo Silverfish, e la mia vita  la sua e tutte due siamo quello che siamo grazie allaltro .
Respir rumorosamente.  Perci se parlate ancora di divorzio, annullamento e fine del matrimonio mi
vedr costretta con grande rammarico a chiedervi di andarvene da casa mia . Si appoggi di nuovo ai
cuscini. Quel discorso le aveva fatto diventare la pelle grigia, madida di sudore, e gli occhi verdi erano
infossati dentro le orbite rotonde nere e livide, ancora pi nere di prima.
 Ma quelluomo ha mentito!  url il dottor Schoenweiss dalla finestra, dimostrando che forse
una cosa in lui era invecchiata: la voce per gridare.  Bugie sistematiche, della peggior specie, per una
vita intera. Un popolo e una cultura...
 Un popolo e la sua cultura non valgono una cicca se a tenerli insieme non c quello che Dio, e lo ringrazio ogni minuto, ha concesso a me e al mio Solomon di avere insieme,  disse Sophie pi forte che poteva. Respir e chiuse gli occhi. Deglut.  E questa  una, la cosa che ho detto. Ecco laltra. Credete davvero che sia cos stupida? Solomon non mi ha mai detto una sola bugia, n io ho mai detto a mio marito una cosa che non fosse vera.
 Ti ha detto che la sua era una messinscena?
 Potrei vivere con un uomo trentanni e non conoscere il suo cuore? Se tu e Mama vi amate,
fate la messinscena quando ricordate le vostre origini?
 Dunque ti ha detto: Sophie, ha detto, non sono ebreo ma diamola a bere alla fiduciosa famiglia? Facciamoci due risate?
 Non mi hai capito. No, non lha fatto.
 Allora posso chiederti cosha fatto?
Sophie guard i propri capelli sul letto.  Abbiamo semplicemente smesso di essere diversi
luno dallaltra nelle cose che contano.
 E invece salta fuori che tu sei diversa, ecco perch dopo esserci dati tanta pena siamo venuti.
 Non  cos,  disse Sophie. Respir. Deglut. Sotto il sudore era diventata del colore che
hanno le vongole vecchie.
 Ti senti bene, Sophie?  La signora Schoenweiss la guardava.
 Sto per vomitare, temo,  disse Sophie con un filo di voce. Cerc debolmente di uscire dalle
coperte. Aveva il polso ancora legato al tubicino. La boccia piena di luce tintinn sulla piantana.
 Oddio . La signora Schoenweiss si alz dal letto e indietreggi, tastandosi i lati dei capelli,
guardando.  Oddio.
Sophie diede di stomaco sul letto. Una volta finito smise di sprofondare dentro se stessa e torn
a sprofondare nei cuscini.
 Troppo tardi,  disse.  Un attacco di nausea . Toss.
 Mi sa che il nuovo sole sta per sorgere,  disse il dottor Schoenweiss dalla finestra.
 Lascia perdere il sole! Tua figlia ha appena vomitato sul letto!
 Ora sto bene, credo,  disse Sophie con un filo di voce.
 Viene qualcuno a pulire?  domand la signora Schoenweiss da diversi metri di distanza.
Guard il letto e la camicia da notte di Sophie.
 Mary, quella della clinica, alle dieci. Sto bene. Scusate.
 Ti senti bene?
 Sono stanca, Mama.
  colpa nostra che siamo venuti cos. Lho detto ad Alan ho detto sole o non sole, signora
Rotner o non signora Rotner.
Sophie scosse la testa umida.  Colpa vostra la stanchezza? No. Dare per scontato che vostra
figlia non sappia leggere dentro un cuore e che vostro-cognato-che-vivuole-bene-pi-che-a-se-stesso
non sia la persona che , che...  toss di nuovo,  sia diverso. Gettate discredito su tutti gli
Schoenweiss e su due... Silverfish.
 Ti senti bene?
 Sto bene.
  sangue, quello? Otto, vedo del sangue!
 Sangue?
Cera del sangue.
 Otto!
 Sophie?
 Chiamate mio marito.
 Chiama lospedale!
 Chiamate mio marito.
 Chiamo Alan.
 Otto, ma lei sta bene?
 Chiamate Solomon, per favore.
 Otto, sta sanguinando!
 Che ti credi, che sono cieco? Che non vedo il sangue?
 Sophie?
 Sto bene.
Ecco Solomon Silverfish, due mesi fa, a marzo, sessantenne, la sera del giorno in cui i medici
avevano riportato Sophie in ospedale dopo che la febbre era schizzata alle stelle arroventando ogni
cielo. Recidiva, avevano sentenziato i medici senzombra di dubbio, forse anche metastasi. Ora  sera e
Silverfish  a casa a lavare i piatti incrostati della colazione, a lavare se stesso e a preparare le cose da
portare a Sophie nella stanza dospedale al reparto oncologia.  profondamente sconvolto. In questo
momento si predispone a lavare i piatti, strizzando le ultime gocce di detersivo liquido dalla bottiglia
quasi vuota dentro il lavandino pieno dacqua tiepida. Guarda il lavandino di schiuma, le bolle tante
piccole cupole rifrangenti viola e rosso diafano. Fuori  tutto uno sciogliersi delle nevi di marzo. Le
auto passando rombano sulla neve di marzo sciolta. In casa di Silverfish invece  la fine di una lunga
estate gialla. La testa di Silverfish  insieme ai piatti dentro lacqua saponata del lavandino. La braccia
schiaffeggiano un pochino laria. Sotto lacqua dei piatti lui lancia un unico lunghissimo urlo. Lurlo di
Silverfish riempie le bolle di sapone che lasciano il lavandino. Salgono. Turbinano nellaria della
cucina schiaffeggiata appena da Silverfish, salgono e scoppiano contro il soffitto con piccoli, nitidi
friniti avanzati dallurlo di Silverfish. Ci sono tante di quelle bolle che sembra di essere al Lawrence
Welk Show. Il suono invece  quello delle cavallette di tanto tempo prima, un campo di cavallette e
insetti tra il friabile tabacco della Virginia, la gramigna e il grano nano, a cuocere e urlare in una
canicola tarda e secca che si porta dietro lodore della propria fine. Vi provocherebbe uno choc fisico
scoprire quanto tempo Silverfish riesca a tenere una nota.
.
Ecco di nuovo Silverfish, di nuovo sessantenne, la mattina prestissimo, stamattina, nella Thunderbird rossa decappottabile, tornare a casa a tutta velocit dalla centrale di polizia dove si trovava. Con lui ci sono Alan e Ira Schoenweiss. E anche Zero Kretzman. Le parole pronunciate nellauto sono per lesattezza nessuna. La nenia di una sirena in lontananza. Il vento colpisce con violenza i capelli di Silverfish. I capelli scagliati da un lato dal vento coprono la faccia di Ira Schoenweiss, compresi gli occhiali assai appannati. Ira non accenna un solo gesto per spostare il velo di capelli. Tutti i semafori vengono ignorati. Il cielo a est, sopra il lago, sta passando dal nero a qualunque sia il colore pi chiaro che viene subito dopo il nero.
...
.
...
Troppo Carino.
...
.
...
Se ti va di giocare, lascia perdere lamico mio S. S. Perch lamico mio ti fa un culo cos con
quella ventiquattrore, quelle bracciacce che va sparazzando di qua e di l e la voce come il treno
soprelevato che tacchiappa al volo dal binario, cha un ruggito che manca poco che tinghiotte. Meglio
girare al largo dallamico mio. Ti fa un culo cos, ti fa. Ma a quel figlio di buona donna ci piace il mio
karma, va a sapere perch. E pure a me mi piace quel bianco di merda.  fuori come un balcone. Cha
la moglie col cancro e cazzi vari. Sembra una specie di morta vivente e cazzi vari. Ma che ti credi che
lamico mio lama quella bagascia? Lamico mio fra un po muore tanto che lama. Sono pappa e ciccia
quei due.  sempre a lei che ci va a rompere i coglioni per ogni minima stronzata, come fai con le
bagasce quando diventano uguali a te. S. S. ora  un mese che fa? piglia e mi porta a cena al suo
country club. Io sono tutto in tiro quella sera e porto il culo in sto posto pieno di facce color vomito
tirate a lucido e in tenuta da funerale e vestitini scollacciati addosso alle vecchie bagasce piatte come
tavole e il luccichio di scintille delle forchette dargento che  come uno che quando si fa poi dopo 
cieco. Uno stronzetto collo smoking non ti prova a levarmi il cappello prima che ci fa sedere? Il muso
bianco ha rischiato di brutto, caro mio. Ma lamico mio S.S. ci pensa lui, e zitto zitto dice al pinguino
che o si leva di torno o lo riduce a un colabrodo, e il pinguino schioda senza un fiato. Me ne sto l che
mi mangio ste buonezze dei bianchi con la bella argenteria del club e davanti cho pure una buonezza
di scotch whisky dannata, mentre lamico mio non beve e manco tocca quasi cibo, sta solo l che per
un casino di tempo mi guarda che mastico e cazzi vari, mi rende nervoso, e alla fine si guarda attorno e
savvicina tanto che ci vedo gli spazi fra i capelli lunghi e fini fini che fanno pena e cazzi vari col
riportino sopra la zucca. Si guarda attorno e savvicina e ci chiede a Troppo Carino un poco derba per
la sua bagascia, che quella piglia le medicine per il cancro che ci fanno vomitare pure gli occhi che si
sente cos male che vorrebbe morire tanto che cha la nausea. Lamico mio ci chiede a Troppo Carino
un po di marijuana di prima qualit, che  cos che dice lui, perch alla sua bagascia cos non ci fa pi
male la pancia e cazzi vari. Io piglio malzo subito e lo porto alla mia macchina che sta al parcheggio e
ci do una bustina di quella proprio buona che Troppo Carino quel giorno ce laveva per s. Non voglio
manco che lamico mio mi paga, non voglio mica. Oh, ci dico, tu tieni il culo mio e quello delle mie
bagasce fuori dal gabbio e allo sgobbo cos Troppo Carino se la passa cos bene che se ne sbatte assai
dessere pagato e cazzi vari. Ci dico che non voglio sentirci dire stronzate, solo che la sua bagascia si
sente meglio prima  meglio . E quella  roba che taggiusta un casino di cose, taggiusta. Troppo
Carino la d a Candice, a Monica e a Wardine quando sono cos ubriache che poco ci manca che
vomitano davanti ai clienti e cazzi vari. Una bagascia che vomita davanti al cliente quel cliente poi se
lo scorda per sempre. E le bagasce devono stare allo sgobbo. La roba che cho dato allamico mio le
rimette al mondo, le rimette.
Ma lamico mio piglia e dice che la sua bagascia  la vita sua. Dice che la sua bagascia  lui,
dice. Sophie si chiama. Che  carina pure, la bagascia. Una volta la vado a trovare allospedale del
cancro collamico mio. Ma quant secca sta bagascia, oh. Gli occhi tutti pesti attorno al fuori, e il
dentro tutto impiastricciato da quello che vede che sta per arrivare. Tuttimpiastricciati dalla morte, oh.
Come Brenda quando s sparata in vena quella merda tailandese che caveva dato Reginald e ha capito
subito che proprio no, quella merda non andava e che mo ci lasciava le bucce. Gli occhi vedono la
morte e simpiastricciano tutti come quelli della bagascia che veniva. Se a Troppo Carino ci chiedi
com darci una leccatina l sotto a una bagascia che sa che sta per lasciarci le bucce lui mica te lo sa
dire. Ci devi passare per capirlo. Ma lamico mio dice che la sua bagascia  la vita sua, dice. Chi ci
capisce  bravo. Mha messo in moto le rotelle della capoccia, mha messo. Il Carino qui presente non
vedeva lora di telare da quellospedale, caro mio, quel posto tanfava di merda incrostata e tutti gli
occhi erano biglie impiastricciate, ma quella bagascia secca e sofferente senza capelli n tette e coi
bozzi su tutto il corpo suo bianco  la vita dellamico mio. Mica scherza, quello. Ci dico S. S., ci dico,
io lamore lo vedo da certe angolazioni che tu manco te le sogni ma mai ho visto un bianco che ama
una bagascia come tu ami sto stecchino senza tette dentro a sto lettino di ferro. Che ti credi, che
lamico mio sincazza? Non sincazza mai con Troppo Carino, quello. Guarda solo Troppo Carino in
faccia coglocchi belli azzurro dopobarba e profondi come tutta quanta la testa e mi domanda se amo
me stesso. E quando dico chi cazzo devo amare se non quel culo nero di Troppo Carino, lamico mio
dice te lo dico io, negretto, lui mi chiama cos, negretto, e mi stende. Mi dice ce lhai davanti, Londell.
La bagascia  la mia vita. La vera lei, per il sottoscritto, non  malata,  solo che al momento non sta
proprio una bellezza e cazzi vari. Altro che una bellezza ci dico la bagascia  conciata proprio male con
tutti quei bozzi e i tubi che ci spuntano dappertutto. Lamico mio si scalda. Dice che tubi bozzi e cazzi
vari sono la malattia e cazzi vari, non la sua Sophie. Che non c malattia che pu mettere le grinfie sue
bianche e congelate su quello che la sua signora  per davvero. Lamico mio lui s che la sa lunga. E
Troppo Carino sa che  per questo che S. S. non sta l a torcersi le budella e a consumarsi gli occhi e
cazzi vari,  tutto seriet di ferro e logica avvocatesca, vuole che la bagascia sua non sente pi male
dentro. Allamico mio ci do certa roba di prima qualit giusto l nel parcheggio. Mha steso, mha, sto
ebreo. Come se non era manco bianco e cazzi vari. Come se era un casino di cose tutte quante assieme.
Ma questa qui, questa  roba bianca assai. E buona? Louise, Louise. Si capisce che  roba buona
perch quando che entra dentro  una goduria. Devi vedere cosa che non provano le bagasce. Che poi 
il mestiere di Troppo Carino.  roba che mi sono procurato da DuWayne. DuWayne se la fa dare da un
muso giallo che vive colla sorella. Quello conosce certi in Birmania. DuWayne sa come te lho
conciato Reginald dopo che ci ha dato quella roba a Brenda, e mo sta attento che alle bagasce non ci
succede niente. Ti scivola dentro che  una bellezza quella roba, oh. Si scioglie e tu senti dentro tanti
ghirigori lisci lisci come il ghiaccio che si scioglie dentro al gin destate e ti sale bollente e sottile per
tutto quanto il corpo finch non arriva alla testa e tu ti stacchi da terra come una mongolfiera, ti stacchi.
Lamico mio S.S. dice a Troppo Carino io leroina non lapprovo, Londell. Niente eroina, grazie tante.
Leroina  una faccenda legale brutta e rischiosa. Ma a fine serata a Troppo Carino ci piace di mettersi
comodo nella macchina sua a contare i guadagni e a fare le prove e cazzi vari per capire che si cacciano
in corpo le bagasce. Un capo che non divide lago con le sue bagasce  un pappamolla e cazzi vari.
Wardines sta l fatta come una biglia sul sedile posteriore, ci devo togliere il laccio emostatico tanto che
 partita, sta bagascia. Sto dentro una nebbia birmana calda e rosa e cazzi vari pure io mo e cho
intenzione di rannicchiarmi e farmi un bel viaggetto interiore per un po di spazio e tempo, finch non
torno coi piedi per terra tutto infoiato che poi una volta a casa mi faccio Wardine e magari pure
Monica. Prima per Troppo Carino guarda lalba dal parabrezza della macchina sua. Volete vivere una
cosa bella della vita? Giratevi a est e guardate il sole sorgere sotto leffetto di certa roba birmana di
quella buona. Quel sole ti rivolta come un calzino, ti rivolta. Il posto dove a Troppo Carino piace di pi
guardarlo  sto bel cimitero antico dei bianchi, il cimitero Sinai, un parco mortifero per ricconi a un
tiro di sputo da Pulaski e Fuller. Parcheggi la macchina in sta stradina di lapidi vicino al cancello
laterale a ovest, ti spari sta roba buona di DuWayne, parti e guardi la vita salire in un cerchio di sangue
al rallentatore sopra file di morte bianco lapide. Cazzo, ti vengono i brividi per quanto  bello e strano.
Quello sorge e tu senti dentro sta cosa sciogliersi e guardi quella figata della curva nera del cielo di
Dio diventare cenere e poi viola e poi rosso sangue su un oceano di ghiaccio di musi bianchi che sotto
le lapidi bianche fanno certi sorrisi freddi e bianchi. Troppo Carino mo vede il sole diventare rosso e
cazzi vari. Capito? Una mezza moneta rovente che brucia a est tra le sbarre di sto cancello di ferro a
ovest fa una gabbia di sangue dellalba e c sta foschia mattutina che sembrano tanti fiumi di carta
sulla terra grigioverde e le lapidi bianche e Troppo Carino non sa se  foschia dellalba o  lui che 
fatto ma  sangue bollente, quella luce, sangue bollente che pompa dietro la gabbia di quel cancello con
quelle sbarre belle nuove di ferro chiaro e una stella grande quanto il sole che sta pure lei in cima al
cancello, una stella strana ma proprio strana, manco che due triangoli scopassero nel cielo con quella
cazzo di nebbia rosso sangue che brucia e li attraversa e si spacca in tante ombre puntute e angoli
smangiati di luce sangue.
E io ci provo, caro mio. Sento Wardine fare le fusa come una gatta mentre attraverso il
parabrezza pulito guardo il cerchio intero del sole tutto nuovo che comincia a sanguinare attraverso
lerba verde lucida e bagnata, la pietra fredda e due mezze stelle che scopano nel fuoco. E sono cos
fatto che comincio a sclerare e alla luce di quel calore rosso e nuovo attraverso il vetro attraverso il
parabrezza mi sembra che vedo lamico mio S. S. dietro la gabbia di un cancello.  lamico mio.
Lamico mio S. S.  l, tra le lapidi che girano e girano, e balla pure con una bagascia! E attraverso la
foschia birmana che cha dentro gli occhi Troppo Carino guarda il fuoco e vedo. Sono lamico mio e la
sua bagascia, la secca, mo per mica  secca, caro mio, lei e lamico mio due ragazzini sembrano,
pieni di sogni latte e fotti, e ballano dritti dritti con unallegria tutta nuova in quella foschia di sangue
nuovo, ballano torno torno a un mucchio di lapidi bianche che non channo il nome sul marmo. E il
cancello a ovest manda un luccicore ch troppo rosso per essere giusto, e lamico mio e la sua bella
giovincella ballano, lei lo tiene per la vita mentre lui cha le braccia belle spalancate, come se s fatto
male, come che sta inchiodato allaria e cazzi vari. Ballando ballando tornano alla lapide e la bagascia
dellamico mio apre le gambe con ste belle calze bianche da infermiera o da suora, mette le gambe
attorno alla vita dellamico mio, che lui sta sulla lapide fredda, e colle mani sue tutto da sola sta bella
bagascetta toma toma si prende ste calze bianche e se le strappa, se labbassa, e quelle scendono
squarciate ai lati delle gambe che sono due belle gambe bianche, curve lucide di latte, io mi raddrizzo
dentro la macchina e lei fa alzare lamico mio, e si fanno le cosette come i bambini, troppo pulite,
troppo felici, lamico mio sul marmo, e gli unici rumori che senti sono il respiro mio e il respiro di
Wardine e sto mugolio alto alto e fino fino del cancello in fiamme e le lapidi che sparano un fuoco di
luce tutto loro al sole. Troppo Carino comincia a pensare che sta roba di DuWayne devessere che  un
po troppo forte quando lamico mio e la sua signora che cha attorno cominciano a venire verso il
cancello, verso di me, S. S. che cammina come niente fosse con le braccia inchiodate in un mare di
nebbia rossa che salza attorno alle gambe biancolatte biancopanna che lei ci tiene attorno, e la
bagascia cha la testa buttata allindietro, e lamico mio cha gli occhi negli occhi di Troppo Carino
attraverso la luce, la gabbia e il vetro, e io succede che sclero, caro mio. Il sole  pi caldo pi gonfio
pi rosso pi nuovo di ogni altro ieri, e una nebbia di sangue che non mi riesco a levare dagli occhi
salza attorno allamico mio che poi si vedono solo la faccia e un gira gira di capelli lucidi neri come la
notte che poi sono i bei capelli di Sophie la sua signora, e lei ci tiene le braccia intorno al collo e ride
cos felice che Troppo Carino non lha mai sentita una cosa cos. Sono troppo fatto. La nebbia birmana
rossa scoppia come atomi di luce e cazzi vari, brucia attraverso la gabbia e la macchina e io e i miei
occhi, gli occhi sos di Troppo Carino bruciano ch una bellezza, e le ossa sono un forno, e Wardine si
lamenta per conto suo. La luce passa attraverso tutti quanti noi, e il rosso che chho dentro ribolle
attorno allamico mio e alla sua signora, e poi il sole brilla di un giallo bello nuovo nuovo ma la gabbia
della tomba rimane piena della luce insanguinata di prima, e le lapidi e le stelle vanno a fuoco e poi io
mi caco sotto e dalla bocca mi esce il succo del libro degli ebrei perch vedo la faccia biancovomito,
biancopanna, biancomorte dellamico mio alle sbarre della gabbia delle tombe, e la sua signora gli sta
combinando qualcosa nel rosso che c dietro, e sopra a tutto quel nuovo rumore forte lamico mio dice
negretto zitto zitto e io lo sento che lamico mio dice negretto, vuoi sapere lultima? E da come parla
oggi capisco che  sempre lamico mio. Cho la bocca piena di paura sporca e lamico mio fa vieni qui
col dito, e io mi chiedo se la sua signora s persa nel rosso, e Troppo Carino si ritrova col naso
spiaccicato contro il parabrezza e lamico mio Solomon Silverfish sta l nel sangue della gabbia
infuocata e apre la bocca per dire cazzo nessun bastardo bianco ha il diritto di sapere e io lecco con la
lingua secca e sporca il vetro pulito e bollente, e aspetto.
.
E poi dal nuovo sole esce la signora Sophie dellamico mio che sta dietro allamico mio alle sbarre e ci attorciglia i bei capelli notte attorno alla faccia e alla barbetta e lo acceca nel sangue e la mia bagascia Wardine l dietro piglia e mi mette le mani sugli occhi e sussurra lenta come la crema emolliente biancomorte indovina chi sono Carino caro, mi copre la visuale, e ride e mi respira dentro lorecchio come s cos fatta che col cavolo che ci ritorna sulla terra, e cha le belle mani scure sopra la mia faccia e gli occhi colla foschia e ride e la signora dellamico mio grida forte dallalto e il dentro della mano di Wardine  sangue che mi acceca sangue che vedo arrivare dalla nuova luce e bruciare attraverso le mani sangue che vedo pompare in una gabbia di belle ossa sottili che dallodore sono bianche come lapidi. E in quella gabbia di ossa il sole rosso va su e gi e su e gi.
...
.
...
Altra matematica.
...
.
...
1.
 Nonno?
 Joseph? Entra.
 Posso entrare?
 Entra. Siediti.
 Come ti senti?
 Bene, bene. Bene.
 Sono innamorato di te.
 Come sei arrivato fin qui, figliolo? Non c scuola oggi? Che giorno ?
 Sono innamorato di te, nonno.
 Innamorato di me?
 S.
 In che senso?
 Nel senso che sono innamorato di te, nonno. Voglio stare solo con te. Con te e basta.
 Che cavolo significa che sei innamorato di me?
 Io...
 Cos, uno scherzo? Che giorno ?
 No, nonno.
 Ma insomma, Joe, anchio ti voglio bene. Io e tua nonna siamo sempre andati molto fieri di te.
Anche noi vogliamo stare con te. Vedrai, non appena esco di qui...
 Io non sto parlando di questo, nonno. Sono innamorato di te. Penso soltanto a te. La tua
immagine vive e si muove dentro di me. Antepongo i tuoi interessi ai miei. La tua presenza agisce sul
mio sistema nervoso, vivo nellattesa che tu mi tocchi. Voglio stare con te. Sempre.
 Sono sposato. Sono sposato con tua nonna.
 S.
 Siamo dello stesso sesso.
 Questo  certo.
 Che giorno , Joe? Come sei arrivato fin qui?
 ...
 Sono vecchio, ragazzo mio. Sono malato. Ho soltanto mezzo colon. La faccia mi pende dal
cranio. Dal sapore che ho in bocca capisco che lalito mi puzza di uova marce.
 Aspetti marginali.  te che amo.
 Ne hai parlato con tuo padre?
 Non lho detto a nessuno. Lho portato dentro di me. Da solo. Ho pensato che dovevo prima
parlarne con te.
 Capisco.
 Bene.
 ...
 ...
 Che classe fai, a scuola, Joseph? La quinta elementare?
 La prima media.
 La prima media.
 S.
 E sei innamorato di me.
 S.
 Credo di non sapere proprio cosa dire. Non so nemmeno che giorno della settimana . Come
potrei sapere cosa dire?
 Non dire nulla, nonno. Resta l seduto. Cos.  perfetto.
...
.
...
2.
...
.
...
 Aspetta un attimo, nonna. Fammi capire bene. Due ragazze e un uomo camminano, e una
delle ragazze tiene luomo per mano, e questo significa che fra loro c del tenero, che lui le piace
tanto, a differenza dellaltra, che li accompagna e basta?
 S.
 E se si scambiano, se luomo prendesse per mano laltra ragazza, significherebbe che ora c
del tenero tra luomo e laltra ragazza? Che la prima ragazza li accompagna e basta?
 S.
 ...
 Fatti aggiustare la cravatta, Joseph. Il nodo  tutto da una parte.
 E si tengono per mano solo per dimostrare tra chi c del tenero? Per dimostrarlo in pubblico?
Oppure sentono qualcosa, quando lo fanno?
 Non  chiaro. Non  chiaro se provano qualcosa, o se  solo per fare scena.
 Tu non lo sai?
 No.
 Non hai mai camminato mano nella mano con nessuno?
 No.
 Nemmeno con il nonno?
 Quella di tuo nonno non era una mano. Quella di tuo nonno era una cosa morta, attaccata al
polso dalla stessa forza che scagliava tutto verso di lui, morta e marrone, una cosa piatta e squadrata
che emanava gelo, una propaggine che non ho mai riconosciuto e che di sicuro non ho mai stretto.
 Capisco.
 Ecco fatto. Impara a tenere il nodo al centro, Joseph.  Sar per questo che noi non abbiamo
pianto? Ho visto che piangevano tutti.
 ...
 ...
 Salvavita?
 Grazie.
...
.
...
3.
...
.
...
 Tuo padre ti ha mai raccontato che, quando studiava medicina, uno dei suoi compagni di
corso si era innamorato di un cadavere?
 No.
 Quel tizio, a sentire tuo padre, si era innamorato perdutamente di un cadavere. Laveva rubato
dal reparto delluniversit di medicina dove tenevano i cadaveri. Lo portava sempre con s, ovunque
andasse. Perfino in pubblico, a teatro.
 Qui la cosa  completamente diversa, nonno.
 Tuo padre dice che quel tizio gli raccontava di essere perdutamente innamorato del cadavere.
Raccontava a tuo padre che per lui andava benissimo che il cadavere fosse sempre tranquillo e passivo,
perch il cadavere era gentile, portatile, e sempre disponibile.
 Qui la cosa  diversa, nonno. Non c paragone.
 Ora che ci penso tuo padre dice che hanno dovuto rinchiuderlo da qualche parte, quel tizio.
Diceva di non poter vivere senza il suo cadavere.
 ...
 Non mi fissare cos, figliolo, fa il favore.
Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta
Prendo gli antidepressivi da, quanto sar, un anno, e ritengo di avere i numeri per dire come
sono. Sono straordinari, davvero, ma sono straordinari come sarebbe straordinario vivere, che so, su un
altro pianeta caldo e comodo fornito di cibo e acqua fresca: sarebbe straordinario, ma non sarebbe la
cara vecchia Terra. Ormai  quasi un anno che non sto sulla Terra, perch sulla Terra non me la cavavo
troppo bene. Diciamo che me la cavo un po meglio dove mi trovo adesso, sul pianeta Trillafon, con
grande piacere, credo, di tutti gli interessati.
A prescrivermi gli antidepressivi  stato un dottore molto simpatico che si chiama dottor
Kablumbus in un ospedale dove mi hanno portato per pochissimo tempo dopo un incidente davvero
ridicolo con certe apparecchiature elettriche dentro la vasca da bagno del quale non ho davvero voglia
di dire granch. Sono dovuto andare in ospedale per le cure mediche in seguito a quello stupidissimo
incidente, e due giorni dopo mi hanno trasferito a un altro piano dellospedale, un piano pi alto, pi
bianco, dove cerano il dottor Kablumbus e i suoi colleghi. Hanno discusso un bel po delleventualit
di sottopormi alla TEC, che poi sarebbe labbreviazione di Terapia Elettroconvulsivante, solo che la
TEC a volte cancella pezzi di memoria  piccoli particolari trascurabili tipo come ti chiami, dove abiti,
ecc.  ed  terrificante anche sotto certi altri aspetti, perci noi  io e i miei genitori  abbiamo deciso
di non farla. Una legge del New Hampshire, che poi sarebbe lo Stato dove vivo, stabilisce che la TEC
non pu essere praticata senza il consenso dei genitori. A me sembra una gran bella legge. Cos il
dottor Kablumbus, che ha davvero a cuore unicamente il mio interesse, mi ha prescritto invece gli
antidepressivi.
Se qualcuno vi racconta di aver fatto un viaggio, vi aspettate come minimo uno straccio di
spiegazione sul perch  partito per quel viaggio. Alla luce di questo vi racconter certe cose che
spiegano come mai le cose sulla Terra per me non andavano troppo bene ormai da un pezzo. 
stranissimo, ma tre anni fa, quandero allultimo anno delle superiori, ho cominciato a soffrire di quelle
che ora chiamerei allucinazioni. Ero convinto che unenorme ferita, una ferita davvero enorme e
profonda, mi si fosse aperta sulla faccia, sulla guancia vicino al naso... che la pelle si fosse spaccata
come un frutto maturo, che uscisse il sangue, scuro e lucido, che si vedessero chiaramente le vene, i
pezzetti di grasso facciale giallo e di muscolo grigio-rosso e perfino qualche sfolgorante bagliore
dosso, l dentro. Ogni volta che mi guardavo allo specchio, eccola l, la ferita, e sentivo la contrazione
del muscolo scoperto e il calore del sangue sulla guancia, di continuo. Ma se dicevo a un medico, a
mamma o a qualcun altro:  Ehi, guarda questa ferita aperta che ho sulla faccia, dovrei andare in
ospedale,  loro dicevano:  Aho, non hai nessuna ferita sulla faccia, sicuro che ci vedi bene?  Eppure
ogni volta che mi guardavo allo specchio, eccola l, e sentivo sempre il calore del sangue sulla guancia,
e ogni volta che ci passavo sopra la mano le dita sprofondavano in quella che sembrava gelatina
bollente con dentro ossa, tendini e cose varie. E sembrava sempre che la guardassero tutti. Sembrava
che mi squadrassero in modo buffo, e io pensavo: Dio santo, hanno davvero il voltastomaco, la
vedono, devo andare a nascondermi, levarmi di torno. Invece forse mi squadravano perch sembravo
spaventatissimo e sofferente e mi tenevo la mano sulla faccia e barcollavo ovunque e di continuo come
un ubriaco. Allepoca, per, sembrava proprio vera. Strano, strano, strano. Subito prima di diplomarmi
 o forse un mese prima, forse  la faccenda si era messa davvero male, nel senso che quando toglievo
la mano dalla faccia vedevo sulle dita il sangue, i pezzetti di tessuto e cose varie, e sentivo pure lodore
del sangue, come rame e metallo rovente arrugginito. Cos una sera che i miei erano usciti ho preso ago
e filo e ho cercato di cucirmi la ferita da solo. Ho sentito un male boia perch naturalmente non avevo
una goccia di anestetico.  stato brutto anche perch ovviamente, adesso lo so, non cera davvero
nessuna ferita da cucire. Mamma e pap non sono stati per niente contenti quando rientrando a casa mi
hanno trovato ricoperto di sangue vero e con una caterva di punti tutti storti e malfatti di filo arancione
sgargiante bello spesso sulla faccia. Erano davvero sconvolti. E poi i punti erano troppo profondi  a
quanto pare avevo affondato incredibilmente lago  e quando in ospedale hanno cercato di tirare via i
punti, sotto  rimasto impigliato un po di filo che dopo ha fatto infezione, cos mi  toccato tornare in
ospedale dove per togliere tutto, spurgare e ripulire hanno dovuto farmi una ferita vera. Quando si dice
lironia della sorte. E poi mi sa che facendo i punti cos profondi devo aver infilato lago dentro
qualche nervo della guancia mettendolo fuori uso, e adesso certi pezzi di faccia mi si intorpidiscono
senza motivo, e la bocca pende un poco sul lato sinistro. So per certo che pende e che ho questa bella
cicatrice, qui, perch non si tratta solo di guardarmi allo specchio, vederla e sentire che c; gli altri,
anche se con estremo tatto, mi dicono che la vedono anche loro.
Fatto sta che secondo me quellanno se ne sono accorti tutti che ero un soldatino pieno di
problemi, me compreso. Dopo tante chiacchiere e consultazioni abbiamo deciso di comune accordo che
forse era nel mio interesse rinviare lingresso alla Brown University del Rhode Island, dove sarei
dovuto andare subito dopo, e frequentare invece un anno post-diploma in unottima, prestigiosa e
costosissima scuola di specializzazione che si chiama Phillips Exeter Academy opportunamente situata
nella mia cittadina. E cos ho fatto. In apparenza  stato un periodo pieno di soddisfazioni, solo che ero
ancora sulla Terra, e le cose andavano sempre meno bene per me sulla Terra in quel periodo, anche se
la faccia era guarita e avevo pi o meno smesso di avere lallucinazione della ferita sanguinolenta, a
parte alcuni flash davvero brevi in cui con la coda dellocchio vedevo specchi e cose varie.
Per, s, tutto sommato le cose andavano sempre peggio per me in quel periodo, anche se a
scuola me la cavavo benissimo con il mio programmino post-diploma e tutti dicevano:  Per la miseria,
sei davvero uno studente modello, dovresti andare dritto alluniversit, che aspetti?  A me era
chiarissimo che non dovevo andare dritto alluniversit, ma non potevo mica dirlo a quelli dalla Exeter,
perch i motivi per non andarci non centravano niente col far quadrare le equazioni a Chimica o
interpretare le poesie di Keats a Letteratura. Centravano col fatto che ero un soldatino pieno di
problemi. A questo punto non  che muoia dalla voglia di fornire un resoconto lungo e sanguinolento di
tutte le belle nevrosi che allincirca in quel periodo cominciarono a spuntarmi dentro al cervello, tipo
foruncoli grigi e grinzosi, ma certe cose le dir. Tanto per cominciare, vomitavo un casino, avevo
sempre la nausea, specie la mattina appena sveglio. Ma poteva scattare in ogni momento, bastava solo
che ci pensassi; se mi sentivo bene, di punto in bianco pensavo: Ehi, non ho nemmeno un po di
nausea. E scattava subito, manco avessi un grosso interruttore di plastica lungo il tubo che collega il
cervello alla pancia e allintestino deboli e infiammati, ed ecco che vomitavo nel piatto della cena o sul
banco di scuola o sul sedile della macchina, o nel letto, o dove capitava. Era davvero paradossale per
tutti gli altri, e profondamente sgradevole per me, come chiunque abbia avuto davvero problemi di
stomaco capir benissimo. La cosa  andata avanti un pezzo, e io sono dimagrito un casino, il che non
era un bene perch ero gi magrissimo e senza un filo di forze. E poi ho dovuto fare un casino di
accertamenti allo stomaco che contemplavano squisiti beveroni al bario, farsi appendere a testa in gi
per le radiografie e via dicendo, e una volta mi hanno prelevato pure il midollo spinale, che  la cosa
pi dolorosa che abbia mai fatto in vita mia. Io coi prelievi di midollo ho chiuso per sempre.
Poi cera quella faccenda di piangere senza motivo, che non era dolorosa ma era molto
imbarazzante e anche abbastanza spaventosa perch non riuscivo a controllarla. Succedeva che mi
mettevo a piangere senza motivo, dopodich mi prendeva come la paura di mettermi a piangere o che
una volta cominciato a piangere non sarei pi riuscito a smettere, e quello stato di paura aveva la
gentilezza di azionare un altro interruttore bianco lungo il tubo tra il cervello foruncoloso e gli occhi
infiammati, e gi a piangere ancora peggio, come quando spingi uno skate-board senza mai fermarti.
Era molto imbarazzante a scuola, e incredibilmente imbarazzante in famiglia, perch i miei pensavano
che fosse colpa loro, che avessero fatto qualcosa di male. Sarebbe stato incredibilmente imbarazzante
anche con gli amici, solo che allepoca in realt non avevo tutti questi amici. Che era un vantaggio, pi
o meno. Ma cerano anche tutti gli altri. Adottavo tutta una serie di trucchetti per il problema del
pianto. Quandero in mezzo agli altri e gli occhi diventavano tutti infiammati e pieni di acqua salata
rovente fingevo di starnutire, o ancora pi spesso di sbadigliare, essendo due cose che giustificano le
lacrime agli occhi. A scuola dovevano pensare che fossi il pi grande morto di sonno del mondo.
Peccato che sbadigliare non giustifica per davvero il fatto che le lacrime scorrano lungo le guance
piovendo in grembo o sul banco o facendo delle grinze bagnate come tante stelline sui fogli dei compiti
in classe e roba varia, e poi sono pochi quelli che hanno gli occhi superrossi per aver soltanto
sbadigliato. Perci quei trucchetti non dovevano funzionare benissimo.  strano ma anche ora, qui sul
pianeta Trillafon, ripensando a tutto questo sento scattare linterruttore e sento gli occhi riempirsi pi o
meno di lacrime, la gola bruciare. Brutta storia. Cera anche il fatto che allepoca non sopportavo il
silenzio, non lo sopportavo davvero. Questo perch quando non cerano rumori esterni i peletti dei miei
timpani o che so io producevano un rumore tutto loro, per tenersi in allenamento o cose simili. Era
come un ronzio forte, scintillante, metallico, sfavillante che chiss perch mi metteva davvero una fifa
blu e mi faceva quasi impazzire quando lo sentivo, come una zanzara dentro lorecchio a letto in una
notte destate ti fa quasi impazzire quando la senti. Avevo cominciato a cercare il rumore pi o meno
come una falena cerca la luce. Dormivo con la radio accesa, guardavo una quantit incredibile di
televisione a tutto volume, tenevo il fidato Walkman della Sony sempre acceso a scuola e ogni volta
che giravo a piedi o in bici (quel Walkman della Sony  stato di gran lunga il miglior regalo di Natale
che abbia mai ricevuto). Certe volte parlavo perfino da solo quando non avevo altri rumori a
disposizione, il che doveva sembrare una bella mattana a chi mi sentiva, e immagino che fossi davvero
matto fradicio, ma non come immaginavano loro. Non  che pensassi di essere due persone che
possono avere un dialogo, o che sentissi le voci da Venere o cose simili. Sapevo di essere ununica
persona, ma quella persona unica era un soldatino pieno di problemi che non sopportava n la sostanza
n le implicazioni del rumore prodotto dallinterno della sua testa.
Fatto sta che tutta questa roba cos piacevole andava avanti mentre me la cavavo bene e rendevo
i miei genitori, peraltro preoccupatissimi e niente affatto contenti, felici dal punto di vista scolastico
durante tutto lanno e lestate successiva, quando lavoravo per il Building and Ground Department di
Exeter potando cespugli, piangendo e vomitando senza farmi notare, e nel frattempo preparavo i
bagagli e ricevevo miliardi di dollari in vestiti e apparecchiature elettriche dai miei nonni, pronto a
partire per la Brown Univeristy del Rhode Island a settembre. Mr Film, che era pi o meno il mio capo
alla B and G mi faceva continuamente un indovinello che lui trovava spassosissimo. Diceva:  Di
che colore  il mal di pancia?  E vedendo che non rispondevo, diceva:  Brown, nel senso di marrone! ah, ah, ah!  Lui
rideva, io sorridevo, anche dopo la quattrocentomilionesima volta, perch Mr Film nel complesso era
un tipo simpatico, e non si era nemmeno arrabbiato la volta che avevo vomitato nel suo furgone. Gli
avevo raccontato che mi ero fatto la cicatrice tagliandomi con un coltello alle superiori, che poi in fondo era vero.
Cos in autunno vado alla Brown University, che si  rivelata del tutto simile alla P.G. di
Exeter: doveva essere tanto dura ma in realt non lo era, perci avevo tutto il tempo per ottenere buoni
risultati e sentirmi dire: Magnifico continuando allo stesso tempo a essere nevrotico e strano come
pochi, tanto che il mio compagno di stanza, un tipo molto simpatico dellIllinois che scoppiava di
salute, aveva comprensibilmente chiesto una singola e qualche settimana dopo se nera andato
lasciandomi una singola enorme tutta per me. Cos nella mia stanza sono rimasti soltanto il povero
sottoscritto e nove miliardi di dollari circa in rumorosissimo materiale elettronico.  stato subito dopo il
trasferimento del mio compagno di stanza che  cominciata la Cosa Brutta. La Cosa Brutta  pi o
meno il motivo per cui non sono pi sulla Terra. Il dottor Kablumbus mi ha raccontato, dopo che io gli
ho raccontato come meglio potevo della cosa Brutta, che la Cosa Brutta  una grave depressione
clinica. Sono sicuro che un dottore della Brown mi avrebbe detto pi o meno la stessa cosa, ma non
ho consultato nessun dottore alla Brown, soprattutto perch avevo paura che se avessi aperto bocca in
quel contesto sarebbe venuta fuori roba che mi avrebbe fatto finire dritto in un posto come quello
dovero finito dopo quella stupida, ridicola faccenda del bagno.
Non so davvero se la Cosa Brutta sia davvero depressione. Prima avevo sempre pensato che la
depressione fosse come una tristezza davvero profonda, tipo quella che ti prende quando muore il tuo
bravo cagnolino, o quando in Bambi uccidono la madre di Bambi. Pensavo che timbronciassi un po e
magari se eri una femmina versavi qualche lacrimuccia dicendo:  Per la miseria, sono davvero
depressa,  ma poi vengono gli amici, se ce li hai, a tirarti su il morale e a rimetterti in sesto e poi al
mattino  come un colore sbiadito e dopo un paio di giorni chi se lo ricorda pi. La Cosa Brutta  e mi
sa che la depressione  questo e nientaltro   molto diversa, e indescrivibilmente peggio. Mi sa che
dovrei dire pi o meno indescrivibilmente, perch nellultimo paio danni ho sentito le persone pi
disparate cercare di descrivere la vera depressione. Uno della televisione con lo scilinguagnolo ha
detto che secondo certi  come sottacqua, sotto una massa dacqua che non ha superficie, almeno per
te, che qualunque direzione prendi trovi soltanto altra acqua, niente aria fresca n libert di movimento,
solo restrizioni e soffocamento, e niente luce. (Non so quanto sia azzeccato dire che  come essere
sottacqua, ma provate a immaginare il momento in cui vi rendete conto, in cui improvvisamente capite
che per voi non c superficie, che potete nuotare finch vi pare tanto l dentro ci affogate; immaginate
come vi sentireste in quel preciso istante, come Cartesio allinizio della sua seconda cosa, poi
immaginate quella sensazione in tutta la sua piacevolissima intensit soffocante protrarsi per ore,
giorni, mesi... forse questo  pi azzeccato). Una poetessa davvero meravigliosa di nome Sylvia Plath,
che purtroppo non  pi in vita, diceva che  come stare sotto una campana di vetro a cui hanno
risucchiato tutta laria, e tu non puoi respirare nemmeno un briciolo di aria fresca (e immaginate il
momento in cui i vostri movimenti sono invisibilmente impediti dal vetro e voi capite di essere sotto
vetro...) Certi dicono che  come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un
buco nero, nerissimo, con dentro qualche spunzone, magari, e tu fai parte di quel buco, e cadi anche
quando rimani dove sei (... magari quando capisci che il buco sei tu, e nientaltro...)
Io non ho uno scilinguagnolo incredibile, ma voglio raccontarvi com secondo me la Cosa
Brutta. Per me  come una nausea completa, totale, assoluta. Cercher di spiegarmi meglio.
Immaginate di avere una nausea davvero tremenda che parte dallo stomaco. Quasi tutti hanno avuto
una nausea davvero tremenda, perci tutti sanno come ci si sente:  tuttaltro che divertente. OK. OK.
Ma quella  una sensazione circoscritta: si accentra grossomodo intorno allo stomaco. Immaginate che
tutto il corpo abbia la nausea: i piedi, i grossi muscoli delle gambe, le clavicole, la testa, i capelli, ogni
cosa, tutto nauseato come uno stomaco in subbuglio. Poi, se ci riuscite, vi pregherei di immaginare la
stessa sensazione ancora pi diffusa e totale. Immaginate che ogni cellula del vostro corpo, ogni
singola cellula del vostro corpo stia male come quello stomaco nauseato. E non solo le cellule, ma
anche gli e.coli e i lactobacilli, i mitocondri, i corpi basali, tutti con la nausea a ribollire infiammati
come larve nel collo, nel cervello, ovunque, dappertutto, in ogni cosa. E tutti con una nausea da morire.
Ora immaginate che ogni singolo atomo di ogni singola cellula del corpo abbia quella stessa nausea,
una nausea insopportabile. E ogni protone e neutrone di ogni atomo... gonfio e pulsante, malaticcio,
nauseato, senza speranza di vomitare per liberarsi da quella sensazione. Ogni elettrone ha la nausea,
perde lequilibrio e sbarella negli orbitali da luna park inondati da un turbinio screziato di gas velenosi
gialli e viola, tutto stordito e sbarellante. Quark e neutrini fuori di testa che schizzano nauseati
dappertutto, impazziti. Immaginate questo, immaginate una nausea diffusa capillarmente in ogni vostro
minimo frammento, perfino nei frammenti dei frammenti. Di modo che la vostra essenza, la vostra...
quintessenza  caratterizzata unicamente dalla nausea; voi e la nausea siete, come si dice, una cosa sola.
Ecco pressappoco cos in sostanza la Cosa Brutta. Tutto in voi  nauseato e paradossale. E
siccome lunica conoscenza che si ha del mondo intero passa attraverso le varie parti del corpo  tipo
gli organi sensoriali, la mente, ecc.  e siccome queste parti hanno una nausea da morire, il mondo
intero che voi percepite, conoscete e abitate vi arriva filtrato da questa brutta nausea e diventa brutto. E
tutto diventa brutto in voi, tutto il bello esce dal mondo come laria esce da un pallone rotto. Di questo
mondo conoscete solo mefitiche puzze di marcio, visioni tristi e paradossali dai lividi colori pastello,
suoni aspri o di una tristezza mortale, situazioni insopportabili e indefinite disposte in un continuum
senza fine... Idee incredibilmente stupide, disastrose. E succede proprio come quando ti viene la nausea
e sotto sotto hai paura che non passer mai: la Cosa Brutta ti spaventa allo stesso modo, solo peggio,
perch la paura stessa  filtrata dalla brutta malattia e diventa pi grande, peggiore e famelica di quando  cominciata. Ti squarcia, si insinua e ti si agita dentro.
Perch la Cosa Brutta attacca non solo te facendoti sentire male e mettendoti fuori uso, ma
attacca in special modo, fa sentire male e mette fuori uso proprio le cose che ti servono a combattere la
Cosa Brutta, a sentirti magari meglio, a restare vivo. Non  facile capirlo, ma  davvero cos.
Immaginate una malattia davvero dolorosa che, per dire, colpisca le gambe e la gola provocando dolori
davvero fortissimi, paralisi e sofferenza di tutte le zone circostanti. Come se non fosse gi abbastanza
brutta di per s, questa malattia  anche indefinita; non riuscite a fare niente per contrastarla. Le gambe
sono paralizzate e fanno malissimo... ma non riuscite a correre a cercare aiuto per quelle povere gambe,
perch quelle gambe vi fanno troppo male per permettervi di correre. La gola vi brucia da morire
manco stesse per esplodere... ma non riuscite a chiamare un dottore o a chiedere aiuto, perch la gola vi
fa troppo male per riuscirci.  cos che funziona la Cosa Brutta:  particolarmente brava ad aggredire i
vostri meccanismi difensivi. Il modo per combattere o sfuggire la Cosa Brutta sta chiaramente nel
pensare in modo diverso, nel ragionare e discutere con voi stessi, giusto per cambiare il vostro modo di
percepire, sentire e elaborare le cose. Ma vi serve la mente per farlo, vi servono le cellule cerebrali e i
loro bravi atomi, le facolt mentali e compagnia bella, vi serve il vostro io, ed  proprio quello che la
Cosa Brutta ha fatto ammalare troppo perch funzioni a dovere. Ha fatto ammalare proprio quello. Vi
ha fatto ammalare in modo da non permettervi di guarire. E voi cominciate a pensare a questa
situazione veramente atroce e vi dite:  Mannaggia, come cavolo  riuscita la Cosa Brutta a fare
questo?  Ci pensate su, ci pensate davvero bene perch  nel vostro interesse, e poi tutta un tratto
avete come unintuizione... la Cosa Brutta riesce a farvi questo perch voi siete la Cosa Brutta! La Cosa
Brutta siete voi. Nientaltro: nessuna infezione batteriologica n colpi di spranga o di martello in testa
quando eravate piccoli, n scuse daltro genere; voi siete la malattia. La malattia vi definisce, specie
dopo che  passato qualche tempo. Vi rendete conto di tutto questo. Ed  allora, mi sa, che se avete lo
scilinguagnolo vi rendete conto che lacqua non ha superficie, oppure sbattete il muso contro il vetro
della campana rendendovi conto di essere in trappola, oppure guardate il buco nero e vedete che ha la
vostra faccia.  in quel preciso istante che la Cosa Brutta vi divora, o meglio, che voi divorate voi
stessi. Che vi uccidete. Facciamo tante storie quando chi ha una grave depressione si suicida;
diciamo:  Per la miseria, dobbiamo fare qualcosa per impedire che si suicidino!  Errore. Perch,
vedete, tutte quelle persone a quel punto si sono gi uccise, nel senso che conta per davvero. Quando
scolano interi armadietti di medicine, schiacciano un pisolino in garage o che so io, si sono gi uccisi
da un pezzo. Quando si suicidano si dimostrano semplicemente coerenti. Danno semplicemente
forma esteriore a un fatto la cui sostanza in loro esiste gi da molto tempo. Una volta che ti rendi conto
di quello che sta succedendo, il fatto dellautodistruzione esiste sotto tutti gli aspetti pratici. Rimane
ben poco da fare in una situazione simile, a parte formalizzarla, altrimenti, se non  quello che
volete, c sempre la TEC o un viaggio che dalla Terra vi porta su altro pianeta.
Ma ho detto pi di quanto volevo sulla Cosa Brutta. Ancora adesso, se ci penso un pochino su,
diventando introspettivo, la sento tendere la mano verso di me, cercare di incasinarmi gli elettroni. Ma
io non sono pi sulla Terra.
Sono riuscito a finire il primo semestre alla Brown University, rimediando pure un premio
come studente modello al corso introduttivo di Economia, duecento dollari, che ho subito speso in
marijuana, perch fumare marijuana tiene a bada la nausea e non ti fa vomitare.  vero: la danno ai
malati di cancro che fanno la chemioterapia, certe volte. Io avevo cominciato a fumarne tantissima
durante lanno di specializzazione alla P.G. per non vomitare, e aveva funzionato un casino di volte.
Alla nausea dei miei atomi faceva il solletico, per. La Cosa Brutta si faceva certe risate. Ero un
soldatino strapieno di problemi alla fine del semestre. Rimpiangevo i giorni felici in cui mi sanguinava la faccia.
A dicembre io e la Cosa Brutta montiamo su un autobus per andare a trascorrere le vacanze
natalizie nel New Hampshire. Era tutto molto allegro. Peccato che uscendo da Providence, Rhode
Island, lautista non ha guardato bene prima di svoltare a sinistra e un pickup che veniva da sinistra si 
schiantato contro lautobus, ha sfondato la fiancata anteriore sinistra e ha sbalzato lautista dal posto di
guida spedendolo dove cerano le scale per salire e scendere dallautobus, e quello si  rotto il braccio e
secondo me pure la gamba e si  fatto un gran brutto taglio alla testa. Cos ci  toccato fermarci,
aspettare lambulanza per lautista e un altro autobus per noi. Lautista era incredibilmente sconvolto.
Era sicuro che ci avrebbe rimesso il posto, perch sera incasinato con quella svolta a sinistra e aveva
provocato lincidente, e anche perch non aveva la cintura di sicurezza  prova ne sia che era stato
sbalzato dal posto di guida finendo sulle scale, cosa che avevano visto tutti e che tutti avrebbero detto
di aver visto  che  contro la legge pi o meno in tutti gli Stati dellUnione se sei un autista di autobus.
Per poco non si metteva a piangere, e io pure, perch diceva di avere una settantina di figli e che quel
lavoro gli serviva davvero, mentre ora lavrebbero licenziato. Un paio di passeggeri avevano cercato di
rasserenarlo e di farlo stare buono, senza nemmeno avvicinarsi, comprensibilmente, al sottoscritto.
Eravamo solo io e la Cosa Brutta. Alla fine lautista dellautobus  pi o meno svenuto per via delle
ossa rotte e del taglio, lambulanza  arrivata e gli hanno messo addosso una coperta color ruggine. Dal
tramonto  spuntato un altro autobus e anche una specie di dirigente degli autobus, che si  davvero
arrabbiato quando alcuni dei passeggeri incredibilmente solerti gli hanno raccontato comera andata.
Sapevo che lautista probabilmente avrebbe perso il posto, proprio come temeva. Mi dispiaceva in
modo incredibile per lui, e naturalmente la Cosa Brutta  stata cos gentile da filtrare quella tristezza e
da peggiorarla un casino. Era strano e irrazionale ma tutta un tratto ho sentito fortissimamente che
lautista ero davvero io. Mi sentivo davvero cos. Perci mi sentivo come doveva sentirsi lui, ed era
orribile. Non solo mi dispiaceva per lui, mi dispiaceva come a lui, o cose simili. Tutto grazie alla Cosa
Brutta. A un tratto dovevo andare da qualche parte, davvero in fretta, cos sono andato dove cera la
barella dellautista sullambulanza aperta e sono entrato a dargli unocchiata, l. Aveva un cartellino di
identificazione della compagnia dei trasporti con la sua foto, ma si vedeva davvero poco perch era
coperto dalla striscia del sangue che gli colava dalla testa. Ho preso il centinaio di dollari che avevo e
una bustina di marijuana sensimilla e li ho infilati sotto la coperta color ruggine per aiutarlo a
sfamare tutti quei figli e a combattere nausea e vomito, poi me ne sono riandato davvero in fretta, ho
preso le mie cose e sono salito sullaltro autobus.  stato solo dopo, quanto sar, una mezzora, in
notturna, in autostrada, che mi sono reso conto che trovando quella marijuana vicino allautista
avrebbero pensato che magari ce laveva fin dallinzio e lavrebbero licenziato davvero, e magari
spedito pure in prigione. Era come averlo incastrato, ucciso, solo che lui era anche me, ho pensato, e
questo confondeva davvero le acque. Era come se avessi ucciso simbolicamente me stesso, perch
sentivo che in un senso profondo lui era me. Credo di non essermi mai sentito male come in quel
momento, prelievo di midollo a parte, ed era completamente diverso. Il dottor Kablumbus dice che
succede cos quando la Cosa Brutta mi prende davvero per le palle. Parole testuali. Mi dispiace davvero
per quello che ho fatto e per quello che la Cosa Brutta ha fatto allautista dellautobus. Intendevo
davvero sinceramente soltanto aiutarlo, come se lui fosse me. E lho come ammazzato, invece.
Sono arrivato a casa e i miei hanno detto:  Ehi, ciao, ti vogliamo bene, complimenti,  e io ho
detto:  Ciao, ciao, grazie, grazie . Non ero esattamente nello spirito vacanziero, devo confessare,
per via della Cosa Brutta, e per via dellautista dellautobus, e per via del fatto che eravamo tutti e tre la
stessa cosa sotto gli aspetti che contavano.
La cosa estremamente ridicola  successa la vigilia di Natale.  stata stupidissima, ma credo
anche quasi inevitabile visto tutto quello che succedeva allepoca. Si potrebbe semplicemente dire che
mi ero gi pi o meno ucciso dentro durante il semestre autunnale, e mi ero ucciso simbolicamente
rispetto allautista dellautobus, e adesso da bravo soldatino dovevo formalizzare il tutto, renderlo
chiaro, squadrato ed esteriore; dovevo piegare gli angoli e creare angoli dospedale. Mentre mamma,
pap, le mie sorelle, nonna, nonnino, zio Michael e zia Sally erano di sotto a bere cocktail e ad
ascoltare il disco bellissimo e mortalmente triste che parla di un bambino segnato e di tre re la notte di
Natale, io mi sono svestito e sono entrato nella vasca piena dacqua calda tirandomi appresso una cosa
come tremila apparecchiature elettriche dentro la vasca. Peccato che a completare la perfetta idiozia
dellintero episodio cera il fatto che nel mio stato confusionale non avessi oculatamente inserito la
spina di quasi tutte le apparecchiature. Solo un paio erano davvero vive, ma sono bastate a far saltare
la corrente in tutta la casa, a fare un gran fracasso e a darmi una scossa niente male, tanto che hanno
dovuto portarmi in ospedale per le cure fisiche. Non so se dovrei dirlo, ma la scossa davvero peggiore
se la sono beccata i miei organi riproduttivi. Mi sa che erano come in parte fuori dallacqua, formando
una specie di ponte elettrico tra lacqua, il corpo e laria. Fatto sta che la scossa  stata dolorosissima e
a quanto dicono le conseguenze si faranno sentire di pi se mai decider di mettere su famiglia. Non
che la cosa mi preoccupi pi di tanto. La mia famiglia si  preoccupata per quello che  successo, per;
erano a dir poco scontenti. Io ero come mezzo svenuto o addormentato, ma ricordo di aver sentito
lacqua come sfrigolare e loro che entravano dicendo:  Santo Iddio, ehi!  Ricordo che se la sono vista
brutta perch il bagno era buio pesto, cero solo io a fare un po di luce. Hanno dovuto tirarmi fuori
dalla vasca con grande cautela perch non volevano prendere la scossa anche loro. Li capisco
benissimo.
Dopo un paio di giorni dospedale  diventato chiaro che ragazzo e organi riproduttivi sarebbero
sopravvissuti. Ho fatto il mio piccolo trasloco verticale su al Piano Bianco. Riguardo al Piano Bianco 
il Piano del Soldatino Pieno di Problemi  non ho davvero nessuna voglia di addentrarmi in una
quantit gigantesca di particolari. Ma alcune cose le dir. Il Piano Bianco era bianco, ovviamente, ma
un bianco non di quelli accecanti, dannosi, come nel reparto ustionati. Era pi un bianco delicato, quasi
grigiognolo, molto tenue e lenitivo. Ora che ci penso, quasi tutto quello che cera al Piano Bianco era
delicato, sottotono e... dimesso, come se si sforzassero di non suscitare impressioni grandi o forti negli
ospiti  in termini mentali o sensoriali  perch sapevano che ogni singola vera impressione sulle
persone che avevano bisogno di andare al Piano Bianco forse sarebbe stata una brutta impressione, una
volta filtrata dalla Cosa Brutta.
Il Piano Bianco aveva le pareti di un bianco delicato e la moquette di un marroncino delicato, e
le finestre erano come opache e molto spesse. Tutti gli angoli acuminati di cose tipo cassettiere,
comodini e porte erano smussati, scartavetrati e levigati, perci sembrava tutto un po strano. Che io
sappia nessuno ha mai cercato di uccidersi con langolo acuminato di una porta, ma immagino che sia
meglio essere pronti a ogni evenienza. Alla luce di questo, ne sono certo, si assicuravano che tutto
quello che ti davano da mangiare fosse mangiabile senza forchetta n coltello. Il budino andava per la
maggiore al Piano Bianco. Dovevo indossare una certa cosa durante la mia permanenza al Piano
Bianco, ma non ero certo legato al letto, a differenza di certi miei colleghi. La cosa che dovevo
indossare non era una camicia di forza o cose simili, ma era decisamente pi stretta di una normale
vestaglia, e avevo come la sensazione che lavrebbero stretta ancora di pi se fosse stato nel mio
interesse. Quando qualcuno voleva fumare una sigaretta di tabacco, uninfermiera psichiatrica doveva
accenderla, perch a nessun ospite del Piano Bianco era consentito avere fiammiferi. Ricordo anche che
il Piano Bianco aveva un odore molto pi buono del resto dellospedale, femminile e un po onirico,
come letere.
Il dottor Kablumbus voleva sapere che succedeva, e io glielho raccontato in sei minuti circa.
Ero un po troppo stanco e a pezzi perch allepoca la Cosa Brutta era super-brutta, ma avevo un
discreto scilinguagnolo. Il dottor Kablumbus mi piaceva abbastanza, anche se succhiava di continuo
certe caramelle davvero puzzolenti  lo aiutavano a smettere di fumare, a quanto pare  e dava un po
sui nervi perch cercava di parlare come un ragazzino  dicendo un mucchio di parolacce, ecc. 
quando si vedeva benissimo che non era un ragazzino. Era molto comprensivo, per, ed era
incredibilmente bello vedere un dottore che non voleva trafficare sempre con i miei organi riproduttivi.
Dopo aver inquadrato la situazione, il dottor Kablumbus ha esposto le alternative prima a me, poi a me
e ai miei genitori. Dopo che abbiamo scartato tutti la terapia con le convulsioni elettriche, il dottor
Kablumbus si  preparato a farmi lasciare la Terra per mezzo degli antidepressivi.
Prima di aggiungere qualcosa sul dottor Kablumbus o sul mio viaggetto, voglio raccontare
brevissimamente lincontro con una collega del Piano Bianco che purtroppo non  pi in vita, non per
colpa sua ma per colpa del suo ragazzo che si  messo al volante ubriaco uccidendola in un incidente
dauto. Incontrare e conoscere quella ragazza, che si chiama May, nel ricordo spicca ancora come pi o
meno lultima cosa bella che mi sia successa sulla Terra. Ho conosciuto May un giorno nella sala della
TV per via del fatto che lei aveva la dolcevita al rovescio. Ricordo che davano Simpatiche canaglie e io
ho visto, l, il retro di una testa bionda appartenente a chiss quale sesso perch i capelli erano davvero
corti e spettinati. E sotto quella testa cerano la targhetta con la taglia e la composizione del tessuto e la
cucitura bianca indice del fatto che una dolcevita  al rovescio. Cos ho detto:  Scusa, lo sapevi che hai
la dolcevita al rovescio?  E la persona, che era May, si  girata e ha detto:  S, lo sapevo . Quando si
 girata non ho potuto fare a meno di notare che purtroppo era molto carina. Non mi ero accorto che era
una ragazza carina, altrimenti  quasi sicuro che avrei fatto scena muta. Ho sempre cercato di evitare di
parlare con le ragazze carine, perch le ragazze carine hanno un effetto deleterio su di me nel senso che
ogni parte del mio cervello si chiude fuorch la parte che dice cose di una stupidit incredibile e la
parte consapevole che dico cose di una stupidit incredibile. Ma a quel punto ero ancora troppo stanco
e a pezzi per preoccuparmi pi di tanto, e mi stavo preparando a lasciare la Terra, cos ho detto quello
che pensavo, anche se May era carina in modo allarmante. Ho detto:  Perch la porti al rovescio? 
riferendomi alla maglia. E May ha detto:  Perch non mi piace che letichetta mi graffi il collo . Io,
comprensibilmente, ho detto:  No, dico, perch non tagli letichetta?  Al che ricordo che May ha
risposto:  Perch non riconoscerei il davanti della maglia.  Eh?  ho detto, facendo lo spiritoso. May
ha detto:  Non ha tasche, scritte n altro. Il davanti  uguale e identico al didietro. Con la differenza
che il didietro ha letichetta. Perci non li distinguerei . Cos ho detto:  No, dico, se il davanti 
uguale e identico al didietro, che differenza fa da che parte la indossi?  A quel punto May mi ha
guardato serissima per una cosa come undici anni, quindi ha detto:  Per me fa differenza . Poi ha
sfoderato un grosso sorriso di una bellezza mortale e mi ha chiesto con estremo tatto come mi fossi
fatto quella cicatrice. Io le ho detto che avevo una fastidiosa etichetta che mi spuntava dalla guancia...
Cos pi o meno per caso io e May siamo diventati amici, e abbiamo parlato un po. Lei voleva
guadagnarsi da vivere scrivendo storie inventate. Io ho detto che non sapevo fosse possibile. Il suo
fidanzato lha uccisa con quella sua macchina ubriaca appena dieci giorni fa. Ieri ho cercato di
telefonare ai genitori di May solo per dire che mi dispiaceva incredibilmente, ma la segreteria mi ha
informato che il signore e la signora Aculpa erano fuori citt per un periodo imprecisato. Li capisco,
perch sono fuori citt anchio.
Il dottor Kablumbus sapeva un casino di cose sulla psicofarmaceutica. Ha detto a me e ai miei
genitori che in linea di massima ci sono due tipi di antidepressivi: quelli triciclici e gli inibitori M.A.O.
(non ricordo cosa significano esattamente le iniziali, ma qualche idea sullargomento ce lavrei). A
quanto pare funzionano bene tutti e due, ma il signor Kablumbus ha detto che con gli inibitori M.A.O.
non puoi mangiare e bere certe cose, come la birra, e certi tipi di salsiccia. Mia madre aveva paura che
me lo dimenticassi e mi ritrovassi magari a mangiare e bere alcune di quelle cose, cos ci siamo
consultati e abbiamo deciso per i triciclici. Secondo il dottor Kablumbus  stata unottima scelta.
Come in un lungo viaggio che non ti porta subito a destinazione, con gli antidepressivi devi
salire per gradi; cio, cominci con una dosettina minuscola e procedi verso una dose intera per
permettere ai livelli del sangue di abituarsi e compagnia bella. Perci in un certo senso il mio viaggio
verso il pianeta Trillafon ha richiesto pi di una settimana. In un altro senso, per,  stato come lasciare
la Terra e salire sul pianeta Trillafon fin dalla mattina in cui ho iniziato. La grande differenza fra la
Terra e il pianeta Trillafon , ovviamente, la distanza: il pianeta Trillafon  lontano, lontanissimo. Ma
ci sono altre differenze che sono come pi immediate e intrinseche. Secondo me laria sul pianeta
Trillafon non devessere tanto ricca di ossigeno, nutrimento e quelle cose l, perch ti stanchi molto di
pi molto pi in fretta, l. Ti basta spalare la neve dal marciapiede, correre per prendere lautobus, fare
un paio di tiri a canestro o scalare unaltura da ridiscendere con lo slittino per sentirti molto, molto
stanco. Unaltra scocciatura  che il pianeta Trillafon  appena appena inclinato sullasse, perci
quando guardi il suolo non  tanto in piano; sbanda un po a dritta. Ti ci abitui quasi subito, per, come
quando trovi la stabilit in barca.
Unaltra cosa  che il pianeta Trillafon  un pianeta molto sonnolento. Devi prendere gli
antidepressivi di sera, e ti conviene assicurarti che ci sia un letto nei paraggi, perch dopo averli presi
lora di andare a letto arriva incredibilmente presto. Anche durante il giorno il residente del pianeta
Trillafon  un soldatino assonnato. Assonnato e stanco, ma troppo lontano per essere superpieno di
problemi.
Questo non ha niente a che vedere col ridicolissimo incidente della vasca da bagno la vigila di
Natale, ma c un che di elettrico riguardo al pianeta Trillafon. Su Trillafon non ho il solito problema
della testa che trasforma il silenzio in uno sfavillante scintillio, perch lantidepressivo triciclico 
Tofranil  fa come un rumore elettrico tutto suo che soffoca completamente lo scintillio. Il nuovo
rumore non  che sia piacevolissimo, ma  meglio dei rumori vecchi, che davvero non sopportavo. Il
nuovo rumore sul mio pianeta  una specie di trillo elettrico ad alta tensione. Ecco perch da quasi un
anno sbaglio puntualmente il nome del mio antidepressivo se non guardo bene la boccetta: lho
chiamato Trillafon anzich Trofanil, perch Trillafon  pi trillante e elettrico, e somiglia pi a
com abitarci. Ma lelettricit del pianeta Trillafon non  solo un rumore. Immagino che ad avere lo
scilinguagnolo di May direi che il pianeta Trillafon  caratterizzato semplicemente da uno stile di vita
pi elettrico. Il che  vero, pi o meno. Certe volte sul pianeta Trillafon ti si rizzano i peli sulle
braccia, senti un gelo correre lungo i grossi muscoli delle gambe e i denti vibrare quando chiudi la
bocca, come se fossi sotto un cavo dellalta tensione, o vicino a un trasformatore. Certe volte scoppietti
senza motivo e vedi le cose blu. E perfino il suono della tua voce cerebrale quando pensi pensieri fra te
e te sul pianeta Trillafon  diverso da comera sulla Terra; ora sembra venire come da un altoparlante
collegato a te solo da chilometri e chilometri di filo, come se fossi tornato ad ascoltare il vecchio
programma radiofonico Golden Days of Radio.
 difficilissimo perfino leggere sul pianeta Trillafon, ma non  un grande inconveniente, perch
tanto ormai non leggo quasi pi, se si esclude il Newsweek, di cui mi hanno regalato labbonamento
per il mio compleanno. Ho ventunanni.
May aveva diciassette anni. Ora certe volte mi prendo come in giro dicendo che dovrei passare
a un inibitore M.A.O. Le iniziali di May sono M.A., e ora quando penso a lei divento cos triste che
faccio:  O!  In un certo senso, mi piacerebbe comprensibilmente inibire il M. A.: O. Sono sicuro
che il dottor Kablumbus converrebbe che  nel mio interesse. Se lautista dellautobus che ho pi o
meno ucciso avesse le iniziali M.A., ci sarebbe davvero da ridere.
Le comunicazioni tra la Terra e il pianeta Trillafon sono difficili, ma non costano niente, perci
 sicuro che probabilmente telefoner agli Aculpa per dire quanto mi dispiace per la loro figlia,
aggiungendo magari che pi o meno lamavo.
La grande domanda  se sul pianeta Trillafon ci sia la Cosa Brutta. Non so se ci sia o no. Magari non se la passa troppo bene in unatmosfera pi rarefatta e meno nutriente. Io non me la passo bene per niente, sotto certi aspetti. A volte, quando non ci penso, penso di essere ormai completamente sfuggito alla Cosa Brutta, e che sar in grado di condurre una Vita Normale e Produttiva come avvocato o roba del genere qui sul pianeta Trillafon, non appena riuscir di nuovo a leggere.
Essere lontani aiuta rispetto alla Cosa Brutta. Solo che  sommamente idiota se si pensa a quello che dicevo prima riguardo al fatto che  Cosa Brutta davvero.
...
.
...
Crollo del 69.
...
.
...
KARRIER.
...
 fantastico. Mi sbaglio sempre.  fantastico.
Chiedete a chi vi pare tranne che al mio agente se non  fantastico. Lui sar l col vestito a
quadri e i mocassini Weejuns a puntare il binocolo sui sottili cavalli con la gualdrappa di raso che
vengono condotti ai box.
Mr Diggs dir che  fantastico. Tiene il prospetto delle corse in un certo modo. Piega i lati e li
accosta, per confrontare le possibilit.
Dir: Che ne pensi di Rusty Hull nella Quarta, ragazzo?
E io dir: Vincente,  cos sicuro che mannoio pure a dirlo, denaro sonante sul conto che pi ci
piace, Mr Diggs.
Lui accoster i prospetti toccandosi il quadratino di peli sul mento e dir: E che ne pensi del
Puttaniere-Piattoloso siberiano, Karrier? Secondo te il Puttaniere-Piattoloso siberiano, Karrier, ha
qualche speranza con la Quarta?
Io dir: Mr Diggs, signore, non se ne parla. Nel senso di nessuna speranza. Nel senso che il
cuore e lo stomaco mi dicono che il Puttaniere-Piattoloso siberiano non ha manco uno straccio di
speranza.
Il prospetto gli trema in un certo modo fra le mani mentre dirige il binocolo su un certo cavallo,
da qui una minuscola carcassa sopra le zampe.
Ma ne sei sicuro Karrier.
Me lo sento, Mr D. La sensazione  quella, con la pelle tesa e le labbra di velluto. Quella
sicurezza da non se ne parla neppure.
LA DONNA CHE PRESTO SAR LA SUA AMANTE
Prender il braccio di pap e faremo la nostra passeggiata di salute lungo i corridoi albeggianti
della Federal Reserve, scandita dal ticchettio dei miei tacchi e dallo scricchiolio della sua sedia, mentre
alla finestra orientale il fuoco ingiallisce. Lui dice: Non possiamo vivere cos, bambina mia. Una
nazione intera non sa pi apprezzare il lato buono delle cose. Ogni mattina come prima cosa sento in
bocca il potenziale maligno degli umani.
Il lento tic che ha al collo gli spedisce la testa sopra la spalla. Ha smesso di essere fantastico.
Lunico splendore che vede  sopra la sua spalla, ormai.
KARRIER
E siccome  fantastico, finisce in modo fantastico, Mr Diggs come sempre avr riscosso le
nostre vincite, saremo in autostrada di ritorno al sud bevendo liquore attinto al mobile bar dei sedili
posteriori e tirando noccioline alla nuca piccola e lontana dello chauffeur, imberrettato.
Come sar nellarco di un anno, dir Mr Diggs, ispezionando, spogliando il corpo di una
bottiglia: Tira a indovinare, ragazzo. Verser, soffiando via la schiuma.
Io tirer a indovinare.
Un anno terribile. Bleah. Che schifo. Bleah. Puah.
Niente male, dir lui.
Se io lo detesto, per Mr Diggs sar niente male. Perch mi sbaglio sempre.
QUELLA DONNA
Mio padre, dietro la pappetta sdentata della colazione e il giornale che  la quinta parete della
stanza: Guarda qua: secondo questo ragazzo il peso colossale di quella cosa fantastica che  la verit
piega la luce intorno allintera circonferenza del pianeta, consentendo al suo agente di guardarsi la
nuca.
La sua testa di girasole si gira di scatto verso il sole. La nuca di pap ha una strana sporgenza
frenologica, come se il teschio cercasse di uscire. Il giornale  finito dentro lo yogurt. Un uomo
segaligno, oltre il Termine, nel dubbio, la sua sola bellezza ormai le ossa.
MR DIGGS
Non conosco lautista che ha parlato con il Journal? Vedi un po se sto anacardo  della misura
giusta, autista. Deng! Dritto sulla capoccia. Visto, Karrier? Deng!
KARRIER
Mio padre si sbagliava sempre. Era fantastico.
Lavorava a Wall Street. Era Wall Street. Analizzava il mercato. Si sbagliava sempre. Si
sbagliava sempre per conto di una grossa ditta che lo teneva abbarbicato in un ufficio dangolo con le
imposte chiuse e una lampadina nuda. Era il peggiore.
Era il peggiore, il tuo vecchio, mi diranno gli ex analisti di mercato in pensione, ammirati, senza
rancore, le facce ritratte e sporgenti, gli occhi rosso lattiginoso, allanniversario del Crollo.
Io dissentir.
Era il peggiore, insisteranno loro, scuotendo le criniere, levando bicchieri di sherry sopraffino.
Yadley qui si ricorda della volta che  andato dal tuo vecchio e ha detto: Karrier, ha detto, ha
detto: Karrier, hai gi esaminato il materiale di questa nuovissima societ Eastman Kodak? e il tuo
vecchio fa: macch, Yadley. Nel senso di non ha manco un briciolo di speranza. Come dire potenziale
di crescita pari a zero spaccato. Ha implorato Yadley, Yadley, tha implorato o tha implorato? ha
detto: Mi devi credere. Fidati di me stavolta. Un uccello morto. Un aborto. Un fallimento. Una mezza
tacca. Un uccello morto, che esce a spirale dal cielo. Ti supplico ha detto. Ha detto: Acchiappa Mr
Lynch per il bavero. Fai a Mr Merrill una presa di testa se necessario. Non un centesimo in questa
spugna secca. Questo ricettacolo di fondi. Me lo urlano le viscere.
Yadley ha tutto fotografato nella mente, dir.
Era fantastico, diranno.
Ed era davvero fantastico. Si era sbagliato sulla Coca Cola. Il succo darancia surgelato. La
Ford. La ITT. La CBS. La AT&T. La radio. La Nabisco. La Xerox. Si era incaponito con il Dumont
Network; le assi da bucato, la scuola di buone maniere di Calvin Coolidge; la bambola pubblicizzata da
Fatty Arbuckle. Un rompighiaccio automatico prodotto a Sag Harbor. Il futuro della pancetta a cubetti.
La Teapot Dome Petroleum. La vernice al piombo. Lo strudel; le focaccine da t; i fratelli Ritz in
contrapposizione ai fratelli Marx.
Lui era Wall Street. Gli bastava aprire la bocca e la sua grande ditta faceva il contrario. E si era
ingrandita al punto da diventare Wall Street, per qualche tempo. Si affidava a lui. Lui era la sua arma
vincente. Ecco cosa cera di tanto fantastico: si sbagliava sempre.
AMANTE, FIGLIA, DONNA
Cos quando pap precipita nei dubbi che circondano questintera politica fiscale di aggressione
economica, opponendo il burro alle armi, e io lo porto dal fidato Billy G., Billy G. gli dice: Non essere
cos ingenuo, pap, riguardo a questa cosa. Alla democrazia e alla libert di scelta. Non puoi permettere
a quelle persone di tenere unelezione e poi prendere e eleggere qualcosa che significa basta con le
elezioni. Puoi farle votare per dire basta al voto? Puoi avallare la loro libert di parola per intimare il
silenzio? Si unisce allapostolo che intona, portando a termine il pedicure di Billy, il canto gregoriano
che ha finito con lamare:
Quod fervet tanto circum te, Christe, tumultu
Non hoc ira maris, Christe, sed ambitio est
Haec illa ambitio est hoc tanto te rogat ore,
Possit ut ad monitus, Christe, tacere tuos.
Ma pap vacilla. Vorrebbe fidarsi di qualcuno che non sia semplicemente sincero, ma di chi?
Hanno tutti ragione dalla loro prospettiva: la Sinistra, Stato, la Destra, Guerra. Noi ridiamo, allaltro
capo del tavolo: Puoi votare per dire basta al voto?
KARRIER
Anche se Mr Diggs, in tutta onest, non sar daccordo:
MR DIGGS
La chiave era sbagliare sempre. Karrier, il vecchio di Karrier, sbagliavano sempre.
Infallibilmente. Che poi se andiamo a stringere va bene come azzeccarci. Azzeccarci? Ci ho azzeccato?
Karrier mi d una dritta su una determinata cosa, io so per certo che la dritta  sbagliata  Karrier mi
dice fondamentalmente a modo suo qual  la cosa azzeccata. Azzeccata? Lui  un mago.  come un
cane da punta che punta con la nuca. Perci chi se ne frega se la Commissione per la Borsa gli ha
sbarrato le porte di Wall Street. Noi lo consultiamo su certi nomi davvero giganteschi nel campo dello
spettacolo e del gioco dazzardo: i casin di Los Angeles, Atlantic City e Las Vegas. Cavalli e levrieri
da corsa. D delle dritte per stimare il potenziale di certi elementi dello spettacolo, programmi
televisivi pilota, certi interpreti, quali star frutteranno quali dividendi in quale anno, quali sceneggiature
e canzoni Sfonderanno, con la S maiuscola. Le antenne ci vengono dai politici. Candidati che se ne
fregano se lui sta nellombra dietro le quinte. Anche industrie dellenergia alternativa. Carbone. Certi
enti governativi stranieri. Commercianti di valuta. L fuori c una galassia di mercati per gli errori
infallibili. E noi ci buttiamo a capofitto. Il ragazzo  una miniera, date certe premesse. Io continuo solo
a farlo felice: lui continua a sbagliarsi.
QUELLA DONNA CHE PLASMER GLI EVENTI
E, alla maniera di uno sinceramente tormentato, pap ha ragione. Di chi fidarsi? Di chiunque
abbia quel minimo di distanza critica dalle proprie convinzioni pi profonde da saperla lunga? Ci
spremiamo tutti le meningi.
Billy G. nomina Dio, sorseggiando uno sherry. Ma Allen G. si picchietta rabbiosamente con il
tovagliolo. Dio? Nel 1969 Dio sta operando su un margine di utile pari a zero, in termini di fiducia.
Billy G. torna ad assestarsi in un sorriso paziente sventolandosi con un gesto consumato della mano.
Davvero, domanda, un pezzetto di focaccina da t a forma di nautilo allangolo della bocca.
Se Allen G. ci ha azzeccato su questa intuizione, questa predizione-del-presente secondo la
quale la realt pubblica dove tutti affittano uno spazio  fondamentalmente testuale, allora Dio, il
grande nom-de-plume,  o un sadico o un dislessico. La sua realt deve fare perno sulle contraddizioni:
le linee dritte diventano curve; io sono al tempo stesso soggetto e oggetto; Billy G.  attraente in un
modo che non ha niente di attraente; la migliore speranza di immortalit che ha mio padre  morire
entro il Termine; io amo e odio mio padre. Bene. Ma allora perch investirci di schemi mentali in cui le
contraddizioni sono lacunose o lunatiche, il positivo oltre il limite del negativo? Perch iscriverci alla
voce esseri razionali quando la nostra stessa fiducia nellefficacia dello scrivano richiede un salto
a-razionale? Perch investirci di una coazione allAmore Romantico e dare poi ai nostri genitali
laspetto che hanno?
Allen G. si sbaglia. Pap  Rovinato da domande comportamentali diventate pi grandi di tutti
noi. Gli servono gli aspetti pratici, le direttive. Rimprovera Allen di trastullarsi mentre il Diem si
consuma.
Gli serve Qualcuno in Cui Credere. Billy G., che  diventato suo supplice, supplica le volte a
botte della Federal Reserve.
Anche se dopo ci rideremo tutti e due su, insieme, separati da metri a colazione, il Journal:
nuovo Nietzsche: Dio  Dislessico, mentre pap esamina il prospetto delle corse.
KARRIER
Sono piuttosto infelice. Vivo in un condominio dei quartieri alti che sembra una torre di
controllo ed ero sicuro che lavrei odiato quando Mr Diggs ha versato la caparra.  allultimissima
moda, in metallo e vetro liberty, e le finestre di vetro e metallo sono altre opere darte; mi fanno sentire
vuoto, quando non sono al loro interno. Il prezzo per  pi che equo.
Ho la tendenza a incupirmi. Sono sovrappeso e asmatico. Il petto mi cinguetta quando respiro.
Le labbra sono sempre umide. Ho una specie di incavo sulla fronte, come se avessi preso una badilata.
Ho il retro del cranio sporgente. Sbando e sudo. Ho eiaculazioni retroattive e lalito cattivo. Mia moglie
 una bellissima ragazza che dubito mi ami per davvero. Vedo lodio dietro il suo sorriso. Dietro ogni
massaggio al collo sento neri istinti tenuti a freno.
E il bambino. Non provate nemmeno a chiedermi del bambino grasso e bianco con il piccolo
incavo e il vacuo sorriso alla Halloween.
 fantastico sbagliarsi sempre, per. Grazie a Dio mi sono ritrovato Mr D. accanto quella notte
su quel ponte. Mi ha detto di avere accostato quando mi ha visto equilibrare il mio peso tra il peso e la
corda. Mi ha domandato: Perch, ragazzo, perch. Dammi qua ha detto. E io ho dato l. Sul ponte
passavano le macchine. Sono riuscito a vedergli gli occhi, avevano il colore della pelle alla luce della
cravatta fosforescente. Quelle cravatte spopolavano. Mi sono fidato di lui.  stata una cosa istintiva. Ho
la tendenza a farmi guidare dallistinto. Mi sono rifiutato anche solo di considerare lidea di tornare
allufficio della sua Agenzia con lui. Nella sua macchina gli ho raccontato diverse bugie.
Negli uffici della sua Agenzia Mr Diggs mi ha messo a lungo alla prova.
La Edsel, ragazzo? ha domandato, mangiando con le dita il tonno preso da una scatoletta sulla
scrivania in un ufficio vicino ai dock, a due passi dal ponte.
La Edsel metteva in moto i miei istinti.
Come no. Un fenomeno nazionale. Vendi lintera baracca. Corri a spron battuto dal pi vicino
speculatore della Edsel.
E questo giovanotto, Elvis?
Tutto bocca e bacino. Sporco, scuro, buono solo a scopiazzare, con il destino segnato, secco
come un chiodo, squattrinato. In stato darresto. Accuse di immoralit.
Ha ripulito linterno della scatoletta con il dito.
Sento cose cos, ho detto. Mi sembra di sentirle, dentro.
Lui ha guardato la scatoletta di pesce vuota.  il tuo destino? ha detto.
Ho cominciato a rimpiangere di non poter vedere il capestro intrecciato delle luci sul ponte oltre
i dock e il Long Island Sound non illuminato. Cercare di seguire le orme di mio padre, ho detto, e non
riuscirci. Mancare ogni orma nella neve.
Ho cominciato a non singhiozzare. Ho ripetuto che pap non centrava niente, n centravano
limmagine sfocata di panciotto da banchiere e visiera da cassiere, la spirale delluccello morto sul
marciapiede di Manhattan.
26. Lui ci aveva azzeccato. Aveva supplicato la sua ditta di non investire nelle proprie azioni.
Basta cartacce senza valore aveva urlato a colazione. Il mercato corre per pura fame aveva detto.
Usando un muffin a mo di confusionaria dimostrazione. Fame ovunque, che d come risultato il
Panico Consumistico. Al pari di un animale in fin di vita, corre. Tutta un tratto ci sono solo
investimenti, accaparramento di profitti, predizioni e niente produzione n intuizioni n arte di
arrangiarsi. Lo sento sprofondare dentro se stesso, aveva detto a Mr Lynch. Nel futuro.
Ma la voce si era diffusa, anche con le imposte chiuse. Erano corsi tutti a investire su se stessi.
E invece ci aveva azzeccato, nel 26. La ditta fran su se stessa. Lynch col a picco. Merrill
prese pap a schiaffi, sotto la lampadina nuda dellufficio. Dal corridoio polveroso Yadley lanalista
sent che pap veniva preso a schiaffi, tacciato di essere un fallibile impostore che secondo Merrill
aveva causato la rovina.
Il mercato era unaltalena rabbiosa e famelica.
Pap disse di aver guardato fuori dalla finestra con le imposte chiuse mentre i capitani
dellindustria e degli investimenti si turavano il naso buttandosi dalle loro tane lungo tutto il canyon
grigio di Wall Street. Piovevano bancari in panciotto blu e capitani dindustria. Laria era satura di
sagome ben vestite che cadevano a piombo. Era stato un giorno seminale. Magritte aveva dipinto le
sagome che cadevano a piombo. Un certo Rorschach aveva concepito il test di Rorschach nel suo
studiolo di analista che affacciava sul marciapiede.
E il marciapiede. Trovammo un biglietto nella tasca del panciotto di pap, spianato ben bene.
Cera scritto che per lui limbarazzo della fallibilit del fallibile portatore di squilibrio era insostenibile,
anche se era sicuro, sotto sotto, che avrebbe trovato un modo per superarlo emotivamente.
MR DIGGS
A parte che ultimamente mi domando per quanto tempo il ragazzo riuscir a reggerlo, il fatto di
sbagliarsi. Ormai va avanti da, quanto sar, sei anni? E poi questa convinzione errata che il suo vecchio
sia morto nel 29. Figurati se il suo vecchio lo contraddice. Il ragazzo gli domanda: Sei tu quello morto,
e che dovrebbe rispondere uno che si sbaglia sempre? Tocca stare molto attenti a cosa si chiede a certi
soggetti. Il vecchio  ancora lass convinto di essere morto stecchito. Gli hanno pure attrezzato una
specie di cripta nellufficio. Volete andare in una cripta per chiedere un consiglio finanziario? Con
laggiunta di interiora di pollo, effluvi terrestri, e magari un goccetto di vino? In che anno siamo?
La faccenda sta diventando meno fantastica, mi sa tanto.
KARRIER
Parlo spesso e volentieri con lo spirito resistente e inestinguibile di pap. Sono pi legato a lui
che a chiunque altro. Andiamo a trovare mamma al cimitero. Lui mi d consigli su Mr Diggs, che io
accetto, visto che sono sbagliati. La faccenda butta sullo spirituale, sullonirico, a un passo dalla tomba.
La faccenda, a dire il vero,   oltre che tuttora fantastica, naturalmente  onirica. Ogni mattina
mi sveglio con in bocca un sapore maligno che va sputato, e mi ritrovo faccia a faccia con il sorriso
sorridente di mia moglie e, al di l, le sbarre della culla. E ora ogni mattina mi sembra di preservare
questa oniricit di tipo spirituale da una specie di semidisastro.
Al lavoro la faccenda somiglia anche al mutismo di un sogno. Allincapacit di parlare quando
le cose da dire sono cos importanti da diventare un impedimento. Mi sembra di non parlare mai, ora.
CHE LO AMER
Sto per salire su un treno. Washington D.C. si ritrarr, facendo ciuff ciuff. Il West Virginia sar
lurido e congestionato, la Pennsylvania rigogliosa e olandese, Philadelphia un lume contro il suo
ombrello di fuliggine.
Il Bronx sar riarso, lunare, scabro, recessivo. Quando scender sar pomeriggio, autunno, il
sole un minuzzolo sanguinolento oltre il cielo che osserver riarso. Le strade non avranno nulla dei
canyon. La carta svolazza nei tombini col soffice sincronismo delle colombe. Il muso di un furgone
porta uno pneumatico di scorta a mo di scudo.
Vedo tutto questo.
Prender un taxi. Lautista sar uno di quei tassisti newyorkesi, nati oltre il tempo, che bloccano
le serrature e si mettono a chiacchierare. Scandir ogni sillaba di interesting e pronuncer especially,
expecially. Chieder di portarmi al quartiere finanziario, termine che nella lingua dei
tassisti-senza-tempo-di-New-York, sembra significare:  Mi dica il suo parere su ogni problema che
luomo medio si trova ad affrontare, facendo tutti i riferimenti possibili alla sua vita e alla sua
esperienza personale.
Restringo la richiesta a Wall Street. Ma siamo a Cuba, al Muro di Berlino, e dubito di essere
arrivata.
KARRIER
Mi sembra di essere seguito. Mi sembra che sia la ragazza del taxi. Ovunque vado mi ritrovo
dietro quel taxi. Il tassista ha la faccia a forma dasino, porta il berretto regolamentare e parla di
continuo nello specchietto alla ragazza eventuale, gesticolando con la mano sinistra. Voglio dirlo a Mr
Diggs cos lui mi assicurer che sbaglio.
Sono quasi sicuro che sia una ragazza.
Mi segue anche ovunque vado a piedi, con gli occhiali da sole che fanno tanto Jackie O.
Cammina lentamente, ma non si apposta n si finge minimamente interessata alle vetrine quando mi
giro nel tentativo di affrontarla, nelleventualit che mi stia alle calcagna.
Quando a me sembra di guardare, lei mi guarda e sorride, masticandosi le labbra.  facile
sorridere e masticarsi le labbra allo stesso tempo. Io non ci ho mai provato, ma la ragazza e inseguitrice
eventuale si mastica le labbra in un modo che trovo significativo, sembra il modo che ha un elefante di
masticare le foglie: lentissimo, totalmente centrato allinterno. Mi ricorda unelefantessa magra, carina
e con gli occhiali da sole che pilucca delicatamente il cibo da un ramo incentrandosi allinterno della
bocca, quando sorride accanto alla vetrina. C una specie di grazia lenta, elefantesca, inevitabile in
quel suo possibile modo di seguirmi. Non ne sono sicuro. E mi piace, in un certo senso.
MR DIGGS
A parte che ora bisogna stare attenti a quello che si chiede al ragazzo. Tutta un tratto ci vuole
un quadro base del tipo s-o-no. Ci vuole un quadro che ti permetta di dire: Karrier, ho questa
alternativa qui, oppure quellaltra alternativa l, non posso scegliere altro. 50 e 50 dici. A quel punto se
puoi dargli due alternative lui stroncher quella giusta implorandoti di scegliere laltra. Ti mostrer
quello che vuoi indicando dalla parte opposta.
Per s devo ammettere che si prospettano possibili guai sulle alternative pi ampie offerte dal
mercato che diventano pi ampie e numerose ogni giorno che passa. La cosa rischia di diventare
fuorviante ora. Ora se chiedi al ragazzo quanto fa 2 + 2, lui ti risponder tutto fuorch 4. Perci OK,
non mi fraintendete, non  un oracolo che vado cercando, lui si sbaglia ancora. Ma:  infallibile? Perch
si tratta di arrivare esattamente a 4 a partire magari da 6, o da 19, o da 3000, o da
tutte-le-risposte-fuorch-4 che ti dar sempre ora. Capito? Mica  tanto fantastico, ora. Prima lui sapeva
dare un nome al tutto-fuorch, sapeva dire tutto-fuorch 4, Mr Diggs, basta che si tiene alla larga dal 4.
Ora magari dice 6, o 19. Ora pu dire tutto fuorch 4, ma non dice Tutto Fuorch 4.
Gli sta prendendo la paura, oppure sta alzando la cresta. Si ribella alle reclusioni, le protezioni,
le imposte chiuse e la pietra arenaria della Terza Strada. Vuole le onde, una famiglia. Dice di voler fare
qualcosa di pi che limitarsi a interpretare male quello che c oltre la finestra. Va maneggiato con
cura. Va manovrato, ora, come una cosa che vuoi pensarci prima di puntarla in una precisa direzione.
Poi zitti e mosca ma vivo nel terrore che un bel giorno qualcuno faccia perdere la fiducia al
ragazzo. Sapendo che si sbaglia sempre. Perch se ci crede, se dice mi sbaglio sempre, allora non c
pi verso di farlo sbagliare infallibilmente. Giusto? Avremmo chiuso. Per lui sarebbe la fine. Sarebbe
pari pari la storia del suo vecchio. E L. Dempsey Diggs tornerebbe dritto ai fumetti porno, alle ballerine
sado-maso e al pesce in scatola.
LA DONNA DEI SOGNI DI KARRIER
E quando finalmente attraverso, mi apposto e lo ritrovo sul mio cammino, in cima alla strada,
quando lo vedo, al tavolo pieghevole, in ufficio, non vedo lui: al bagliore spoglio della lampadina vedo
una specie di embrione, raggrinzito e rosa cervice, che galleggia, i pugni contro il viso, a testa in gi in
un amnio di sporca luce tungstenica e di pulito errore danzante. Sento, dentro di me, che ci che  stato
detto  vero. Porgo i saluti di pap, accenno a quello che  stato detto lungo tutta la costa, dai
cinodromi in Florida ai promotori di musica britannica a Boston.
Mi accomodo sulla sedia pieghevole e mi apro a lui, cosa che si rende necessaria. Perch pap,
oltre il Termine, sta morendo dal dubbio.
Esprimo la mia pace.
KARRIER
I suoi capezzoli  mi rende nervoso sapere che  stata lei a pedinarmi, dunque ci avevo
azzeccato, anche sul fatto che  una ragazza, con gli arrapanti occhiali neri alla Jackie,  una ragazza
perch mentre si spoglia coi modi spicci di una bambina i capezzoli sembrano come esploderle dai
seni. (Ha il seno). Capitombolano fuori, davvero, come da quelle cose nel Giorno del Ringraziamento.
Una... cornucopia di capezzoli.
UNA DONNA CHE HA IL PADRE VIVO, PER AMORE DEL QUALE AMER
KARRIER, CONSENTENDOGLI DI PARTECIPARE AGLI EVENTI, TRAMITE LEI
Aperta, vedo quello che vede lui, mentre fa avanti e indietro con il Websters Cs. Ecco cosce
da pin-up, la voluta di una pancia nutrita di burro. Un aspide di capelli nellincavo di ciascuna tempia.
Occhi senza occhiali che rompono quello che vedono.
 vero quello che lautista, lo scrittore e Allen G. dicono di te?  fantastica la realt, per te?
KARRIER
I capezzoli dei suoi seni sembrano puntare, alla maniera dello zio Sam, ovunque io mi trovi. Lei
continua a schermare le pudende e a guardare le imposte aperte. Forse aspetta che io le chiuda. Non
chiudo mai le imposte, non sarebbe giusto.
Faccio avanti e indietro davanti alla potente ragazza del governo che probabilmente legge di me
sui giornali, mi segue e si mastica delicatamente le labbra, svestita. Mi sorge il dubbio che labbia
mandata Mr Diggs. Mi tocco il retro del cranio, che sporge.
MISS M. LYNCH, FIGLIA DEL PRIMO PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE
BANK DEGLI STATI UNITI, OTTOBRE 69
Sono costretta a ridere vedendolo cos umidiccio, intimidito dalle donne, la mano sullincavo
della fronte mentre fa avanti e indietro rifiutandosi di guardare con la ferma avversione del Guardone
Nato.
Gli domando se ha mai ricevuto proposte in precedenza.
Dio santo, dice, nervoso oltre ogni dire,  la porta quella che vedo laggi?
Ma la parte di lui su cui ha abbassato gli occhi conosce la verit. Questo non  un bugiardo
nato.
KARRIER
Se ci tengono tanto a fidarsi di me, si fidassero. Che succede quando la sua figlia nuda,
capezzoluta e masticante fa ruotare gli occhiali intorno a un dito dallunghia rosa chiedendoti se 
fantastico sbagliarsi sempre: ti vedi come lei non pu vederti. Gli occhi sulle cosce lucide promettono il
conseguimento di cose fantastiche, una rosa dei venti di alternative. Lei ha negli occhi tremiti sismici,
strali di infusione monetaria. Mi vede come un uomo vede unarma. In attesa, nuda, di promettere che
cosa fare.
DIGGS
Il resto lo so. Risparmiatemi tutte le stronzate lassiste sui cicli finanziari. Perch in fin dei conti
chi ha posto al vecchio la domanda che ha permesso di prendere in pugno la faccenda? Nemmeno lui
negherebbe di trovare la faccenda fantastica.
KARRIER
 fantastico.  come una cosa che sento. Lo ammetto.
Ordine e fluttuazione a Northampton
Barry Dingle, fornitore strabico di germogli di fagiolo, nutre per Myrnaloy Trask, fotocopista e
reggente della pi autorevole bacheca di annunci al Collective Copy nel centro di Northampton, un
amore smodato.
Myrnaloy Trask, riproduttrice provetta, nubile, vegetariana, figlia dei fiori un filino sfiorita,
responsabile e curatrice di Annunci e risposte al mozzo comunicativo tre metri per tre di una
vertiginosa ruota di esteti sinistrorsi a basso contenuto di sodio, donna politicamente corretta, attivista
nelle relative cause, sciatta ma non priva di sensualit, indossatrice indefessa di gonnelloni lisi e
calzettoni di lana, sessualmente problematica, con trascorsi sessuali ambigui, padrona di Nixon, una
setter da riporto spettacolarmente incontinente cos chiamata dallamico Don Megala per linfrangibile
abitudine di cacare dove mangia: Myrnaloy ha occhi soltanto per Don Megala: Don Megala,
progressista di mezzet, aspirante sbandato, fabbricante di dolcimele antichizzati per vocazione,
studente professionista per elezione, frequentatore assiduo di sale laurea, allo sbando, con frazioni di
dottorato in ogni cosa, dalla fonetica celtica alla sociobiologia dei fluidi, prese alla University of
Massachusetts di Amherst, attualmente impegnato nella sua settima e potenzialmente pi sagace
dissertazione incompiuta, uno studio esaustivo della necrofilia edipica sublimata di Stephen Dedalus in
relazione a Mrs D. nellUlisse, saggio provvisoriamente intitolato: La modalit ineluttabile
dellineluttabilmente modale.
Ai suddetti dati sulla Trask si aggiunga il fatto che, nonostante Lintegrale, bottega del
mangiar sano, negozio in franchising impeccabilmente diretto, si trovi proprio accanto al Collective
Copy sulla Great Awakening Avenue, arteria principale di Northampton, Myrnaloy indirizza le sue
esigenze nutritive verso Cose buone da mangiare, Ltd., concorrente fuori mano con la segatura sul
pavimento il cui proprietario, tale Adam Baum,  grande amico di Megala, e si aggiunga anche che
Lintegrale dispone di una sua fotocopiatrice, e la situazione narrativa messa a fuoco  la seguente:
Myrnaloy Trask sa a malapena dellesistenza di Barry Dingle, nel negozio accanto.
Per Barry Dingle, invece, lamore per Myrnaloy Trask  diventato il campanello emotivo che
domina la sua tranquilla esistenza, la condizione di un cuore ormai guidato dalle fluttuazioni, una cosa
che per Dingle  vicina e intima almeno quanto Myrnaloy  otticamente pi che mai distante o irreale.
Sospendete lincredulit e credete che lamore divorante e appassionato per Myrnaloy Trask di
fatto ha assunto le sembianze di una piccola presenza omuncoloide dentro Barry Dingle, un io formato
bambola a s stante, dotato del potere di un muto linguaggio e di esplicite mire allautonomia di azione.
Lamore di Barry Dingle si considera il catalizzatore capace di trasformare Barry Dingle da carica
neutra a carica positiva nella delicata equazione della vita. Si considera dotato del potere di rifare,
riformare, ricostruire Barry Dingle. Di fatto  perch qui  di fatti che si tratta  lamore di Barry
Dingle per Myrnaloy Trask vuole in senso assoluto essere Barry Dingle, e di recente ha avviato una
virulenta campagna per assumere il controllo della vita di Dingle, per distogliere e perfino disgiungere
Dingle dalla settennale etichetta di direttore dellIntegrale, da una tendenza alla passivit e alla muta
paura acquisita a caro prezzo: in parole povere, per coloro che lo conoscessero, dalla dinglitudine stessa
di Barry Dingle.
Si pu fissare la nascita dellamore di Barry Dingle per Myrnaloy Trask grossomodo in un
presente di circa due anni prima, quando Lintegrale, come tutta lindustria del cibo salutare, si
affanna a sfruttare senza ritegno lentusiasmo crescente del consumatore americano per la crusca. Il
preciso istante vecchio di due anni in cui gli occhi strabici, il cuore sano, il cervello modesto e i
trascorsi mansueti di Barry Dingle hanno coronato il bisogno di intersecarsi nel punto della scelta di un
oggetto pu essere fatto risalire alle 16:30 del 15 giugno 1981 quando Dingle, allestendo con maestria
unallettante esposizione di muffin alla crusca e noci sugli scaffali in alluminio riciclato della vetrina
dellIntegrale, si ritrova a fissare, come solo gli strabici sanno fare, il finestrino nerofumo di un
autobus della Public Transit Authority di Northampton, bloccato nella strada di fronte da uno di quegli
odiosi semafori di Northampton perennemente rossi. Nel sole che si riverbera dal vetro terra di Siena
c la muta immagine riflessa di Myrnaloy Trask, del negozio accanto, fuori dal Collective Copy, in
gonnellone e grembiule da fotocopista, che passa al vaglio con fare da curatrice la congerie di foglietti
volanti e inserzioni scritte a mano sulla bacheca degli annunci pubblici del C.C., pronta a eliminare
quelli non pertinenti, non progressisti, irrisolti.
Nel vedere e nel provare qualcosa che somigli a ci che Barry Dingle prova mentre fissa a
bocca aperta da dietro gli occhiali e da dietro la vetrina del negozio il vetro che riflette oscuramente
dellautobus impantanato, lo studioso del fenomeno Barry Dingle deve provarsi a immaginare
linimmaginabile ricchezza, portata, promessa dei bollettini comunitari di fronte ai quali Myrnaloy si
pone come selezionatrice e sentinella, una bacheca di svolazzanti annunci estrosi, sfregi
allEstablishment, presentazioni  richieste di attenzione da parte di gruppi di sostegno delle lesbiche
cifotiche, bar maoisti, lotti di orti biologici in affitto, dentisti che deprecano mercurio e alluminio,
partiti politici dallorientamento oscuro con nomi pi lunghi delle liste dei candidati, insegnanti di sitar,
telefoni amici per anoressici, diffusori orientali e mediorientali della coscienza spirituale, telefoni amici
per bulimici, medici che curano con cristalli e grano, troupe di ballerini interpretativi di tip tap,
massaggiatori olistici, agopuntori, agopuntori chiropati, mimi marxisti che hanno ricavato una
pantomima dal Kapital, dattilografe, medium, specialisti in nutrizionismo, compagnie teatrali che
rappresentano solo Brecht, riviste letterarie della Pioneer Valley con diffusione a due cifre, e avanti di
questo passo  un aggeggio enorme, piatto, tempestato di graffette e puntine da disegno, con una
speciale tenda del Collective Copy a proteggerlo dalle apatiche vicissitudini delle condizioni
atmosferiche del New England. La bacheca  il ganglio avanguardista della zona, una calamita che con
forza centripeta attira dal centro citt gli ioni diffratti della vasta notte organizzativa di Northampton,
che ogni mattina rampolla rinnovate, rutilanti rivendicazioni di esistenza e efficacia, curate, ordinate,
setacciate nel tardo pomeriggio da Myrnaloy Trask che, al momento, riflessa nello scudo grigiastro del
vetro dellautobus, col vento di giugno a tracciarle serpenti tra i capelli, un dito dallunghia
mangiucchiata su uno scintillante volantino di legittimit e valore discutibili, sta l a decidere se quelle
parole abbiano il diritto di esistere; e in questo istante, alle 16:30 del 15 giugno 1981, solleva dietro di
s la gamba sinistra  sul finestrino dellautobus una distante gamba destra  la piega allaltezza del
ginocchio chiaro per favorire lascesa della caviglia, tira su un calzettone di lana a fasce orizzontali
facendolo aderire bene al polpaccio bianco; e il movimento, quel delicato, inconsapevole sollevare la
tozza caviglia,  cos pudibondo  finisce col ricordare Sandra Dee che solleva con fare pudibondo il
robusto polpaccio mentre, nei panni di Gidget, bacia giovanotti emmetropi intercambiabili al culmine
di tutti gli intercambiabili film di Gidget che tanto hanno influenzato linfanzia di Barry Dingle  un
movimento cos giovane, stanco, inconsapevole, triste, giusto, naturale, riflesso, distante, sexy senza
essere sexy, di un erotismo sporcaccione...
... cos e via dicendo, in parole povere, che dalla rifrazione del finestrino dellautobus e da
dietro la vetrina dellIntegrale e gli occhiali assai angolati e spessi un dito di Dingle, la parallasse
dellimmagine della gamba si lacera, squarciando il senso dellio e del luogo di Dingle, sprofondando
con crepitio dozono sessuale dentro la superficie immobile della stagnante pozzanghera ad altezza
caviglie che in questo momento caratterizza la dinglitudine di Dingle; e grazie alle miracolose
manipolazioni di ontemi umani primari troppo primari e troppo umani per prenderli anche solo in
considerazione, probabilmente, partorisce: dal limo rappreso della mancanza dinteresse al centro di
Barry Dingle emerge lo zigote salamandrico di una robusta creatura animata, una vita, lo smodato
amore omuncoloide di Barry Dingle, concepito dallepifania rifratta incredibilmente distante di
Myrnaloy Trask, pudibonda con quel calzettone ora non pi calato, una Myrnaloy inconsapevole come
il carbonio stesso di aver messo in atto la produzione della vita grazie al suo ruolo nellinterazione di
forze che probabilmente trascendono la comprensione di tutte le cose e le persone coinvolte.
Northampton si trova sulla frangia settentrionale della Pioneer Valley del Massachusetts, al
margine orientale delle Berkshire Mountains. A sud ci sono Amherst, Springfield e Hartford CT.
Annessa nel 1698, Northampton  lottavo centro urbano dello Stato quanto ad anzianit.  patria dello
Smith College for Women. La chiesa congregazionalista del college, tuttora edificata solo in parte, tra
il 1711 e il 1717 vide il dentista/teologo Solomon Stoddard tenere le sue geremiadi sul Grande
Risveglio in cui il reverendo prediceva la fredda e imminente fine del mondo, indicando tale fine come
una specie di lugubre stasi entropica gi preannunciata, tra gli altri portenti, da: malnutrizione con
conseguente decadenza morale e dentale; aumento dellinfertilit nella donna moderna; ascesa del
romanzo; Grande Risveglio stesso.
La citt acquis una preminenza economica sul finire del Settecento, quando si liber altro
spazio per lo sviluppo e gli scambi commerciali. A fare spazio per lo sviluppo e gli scambi commerciali
in tutta la Pioneer Valley fu il comandante britannico Lord Jeffrey Amherst, che nel 1783-1784 riport
una significativa vittoria sullinfida popolazione nativa che si spacciava per amante della pace
regalando alle sue trib coperte precedentemente infettate ben bene con il vaiolo.
Oggi Northampton vanta il secondo posto dellintera nazione quanto a omosessuali, calcolato su
base pro capite, merito che ha fatto guadagnare alla citt la definizione di San Francisco dellest.
Vanta anche il sesto posto dellintera nazione quanto a senzatetto, di nuovo pro capite, uninfinit di
capiti che ogni inverno si raggruppano intorno allo sfarfallio sbrindellato di uninfinit di fuochi accesi
nei bidoni dellimmondizia. Ma vanto superiore a tutti  la pi bassa percentuale di repubblicani
tesserati dellintera nazione con un ulteriore fiore allocchiello: un totale pari a zero assoluto entro i
confini delle aziende1.
Fatto: certi sventurati esistono come giustificazione vivente alle fobie tipiche delle madri. Barry
Dingle  tra questi. La sua infanzia, la sua intera esistenza  oscuramente condizionata dallincapacit
della signora Dingle di fare una sola cosa scorretta. Gli esempi costellano tutta la storia del poveretto.
La pi piccola trasgressione prima di cena guasta lappetito del piccolo Barry. La pi breve esposizione
delle scarpette senza para di gomma alla pioggia o alla neve assicura, con certezza matematica, un
malanno. Il pi smussato degli oggetti affilati ferisce, i pi innocui giochi allaperto danneggiano, la
pi infinitesimale disattenzione alligiene orale vede loscuro fiorire al rallentatore di una carie
istantanea.
Il Barry Dingle che detesta bere il latte, lo evita a ogni costo, non cresce grande e robusto come
la sorella, un prodigio del campo da hockey.
Altro fatto: certe persone, specie le madri, col tempo finiscono per assomigliare sempre pi alle
loro automobili. La signora Dingle  fuori moda, rumorosa, ha la carrozzeria arrugginita e tende a
emettere fumi;  spaziosa e va piano e ha un raggio di sterzata limitato; ma  ideale per il trasporto di
molti bagagli, e i consumi sono da favola.
Immaginatela, dunque, supplicare il piccolo Barry Dingle di non incrociare mai e poi mai gli
occhietti. Crede, con la completa convinzione della madre fobica, che il bambino che incrocia gli occhi
rester cos per sempre. Blandisce, intima; la manovra di indottrinamento  ampia, lenta e irresistibile
come la station wagon dei Dingle. Lorientamento degli occhi diventa per il piccolo Dingle oggetto di
sinistra malia. Sogna, nella parte oscura della notte, che gli occhi si incrocino per sbaglio e che le loro
strade non divergeranno mai pi. Evita di osservare oggetti che non siano stabili. Resiste alla tentazione
naturale nei bambini di guardarsi il naso. Con la signora Dingle a piantonare le loro rispettive nevrosi,
Dingle ha a cuore la nitida binocularit della sua vista come fosse una biglia che non sbaglia un colpo.
Resiste a quindici anni di deliziose tentazioni senza un fremito retinico.
Fatto da temere: la ribellione del giovane timorato, per quanto momentanea,  cosa che va
temuta. Il 15 giugno 1961 a Troy, nello stato di New York, furioso per limposizione di una sanzione
domestica dimenticata un istante dopo, Barry Dingle si piazza di fronte alla madre nella calda cucina
dei Dingle con le piastrelle a scacchi e cede alla terrificante, meravigliosa tentazione della trasgressione
suprema alla legge di natura e di madre. Lincrocio  una delizia; gli occhi corrono luno verso laltro
con il dolce sollievo della catarsi a lungo procrastinata. Due signore Dingle urlano levando quattro
braccia al cielo, invocando unintercessione che eviti linevitabile...
Un Barry strabico viene trascinato da uno specialista allaltro. Come da lacrimose previsioni
della signora Dingle, costoro nulla possono. Per sei mesi binari, pieni di verit e smentite, Dingle
sterza, sbarella e sbatte procedendo lungo il raddoppiato sistema di peccato e punizione di cui  lui
stesso artefice. Alla fine, a dicembre, a Buffalo, un ottico tecnologicamente allavanguardia fornisce a
Dingle un complesso paio di occhiali  lenti spesse un dito e angolate che catturano e riorganizzano la
disordinata doppiezza delle cose in ununit che si fonde in un punto messo a fuoco vari metri davanti
allapparato compromesso di Barry. Il sollievo  ottenuto a caro prezzo: gli occhiali funzionano,
uniscono, ma ora al Barry occhialuto gli oggetti sembrano due volte pi lontani di quanto in realt non
siano. Pi piccoli, pi distanti. Perci per la bellezza di ventanni Dingle ha scelto in ogni istante tra la
doppiezza e la distanza, tra il fatto che per lui ci sia esattamente il doppio o esattamente la met di
quanto esiste nella realt.
Il punto  che ingrediente chiave del magnetismo che Myrnaloy esercita su Barry Dingle, oltre
che costante irriducibile nella mezza equazione sensoria la cui somma d lamore smodato che anche in
questo istante agisce al fine di controllare il presente e il futuro di Barry Dingle,  il fatto che Myrnaloy
deve sempre rimanere o fondamentalmente distante da Dingle, oppure raddoppiata, e perci irreale, per
lui. Nel senso che la vera Myrnaloy Trask per Dingle non  nemmeno uneventualit: lui  nella
posizione (non indegna dinvidia?) di chi  in grado di volere senza linquietante alternativa di essere
davvero mai in grado di avere. Da qui un romanticismo classico, quasi classicamente statico, quale
fondamento, elemento primario, requisito indispensabile dellesperienza stessa di essere B. Dingle.
Fatto aggiuntivo: la signora Dingle predice, molto tempo prima, sorseggiando un vermouth, che
un giorno lamore render Barry Dingle mostruosamente infelice. Si  avverato anche questo. Dingle ,
per cos dire, fuori di s, in uno stato di totale fluttuazione emotiva che rende alto e basso, bene e male
indistinguibili quanto destra e sinistra. Qui, per, si rende necessario distinguere tra la felicit di Barry
Dingle e la felicit del suo amore omuncoloide interno. Lamore smodato di Barry Dingle  di per s
felice come una pasqua. Prospera, cresce, prende le mosse dallesistenza di un telos che  al tempo
stesso nel negozio accanto e a distanza di orizzonte, al tempo stesso realmente uno e apparentemente
due... in parole povere, un oggetto damore investito di tutte le ambiguit flesse che rendono possibile
una Storia dAmore.
Un ultimo fatto, per: lamore di Barry Dingle  pur sempre un amore umano. Con lillogicit
che caratterizza tutti gli omuncoloidi emotivi autonomi ma inumati, lamore smodato di Dingle 
posseduto dal desiderio di raggiungere quello stesso oggetto di amore la cui fondamentale
irraggiungibilit  pane, pena e anima di quellamore.  per natura insoddisfatto; e tale insoddisfazione,
che attraversa lorbita ermeneutica dellillogicit amorosa,  la sua vita e la sua missione. Ha bisogno
che Barry Dingle si appropri di Myrnaloy Trask, che la possieda, la usi e la racchiuda. Cova nel suo
cuore di bambola il desiderio di una nuova, robusta corazza per Dingle, simulacro esterno di una
smodata forza interna. Immagina Dingle conquistare il cuore di Myrnaloy e forgiare dentro di lei una
sua omuncoloide dai polpacci pudibondi, un amore per Barry Dingle che si fonder, nellunione tra
Dingle e Trask, con gli omuncoloidi stessi rendendoli completi (cio non pi animati, dentro). Sfera
armillare emotiva genuinamente umana, la vita dellamore smodato di Dingle arranca di continuo verso
la morte che la vita dellamore ama.
Pensala in questi termini, Dingle, dice lamore di Dingle mentre Dingle fa linventario delle
tisane un pomeriggio di maggio del 1983. Pensa al tuo amore come a una creatura per natura
incompleta, che persegue qualcosa. Io sono nato dentro di te come mezzo amore. Il mio fine  lunit
che mi  negata per definizione.
Dingle tace davanti al ginseng e alla camomilla.
Lomuncoloide batte pazientemente il piede. Il punto, dice,  che devo prestar fede alla mia
natura, proprio come te. Una natura che mi impone di passare il mio tempo, e perci il nostro tempo, a
perseguire laltra mia met battendomi per lei. Puoi opporti e sbuffare finch vuoi, tanto  cos. Pensa a
me come a un cavaliere, a te come al mio drago. E viceversa. I tormenti di uno sono quelli dellaltro,
ma sono anche la nostra salvezza.
Salvezza? dice Dingle. Drago?
Tu hai fatto nascere un amore in Myrnaloy Trask; lei d forma a un suo mezzo amore
omuncoloide, ricurvo, gentile, con la faccia rotonda, gli occhi di bambola che si aprono al solo tirare
una corda del cuore, concavo dove io sono convesso. Tu fai questo; Myrnaloy partorisce; io e il suo
mezzo amore ci mettiamo insieme; io ti lascio in pace. Ne usciamo tutti vincitori. Verstehen-Sie?
E il problema della punta dei piedi? bisbiglia Dingle, mordendosi il labbro screpolato.
Le punte dei tuoi piedi tornano di propriet della tua psiche, dice lamore di Dingle, facendo
avvertire la propria presenza con una fitta scherzosa a una delle dita arrossate di Dingle.
Il fatto della questione risalente al maggio 83  che lamore di Dingle ha deciso, allincirca un
mese e mezzo prima, di usare le maniere psichiche forti.  riuscito a consolidare la sua autorit su
Barry Dingle concentrando lattenzione e linflusso sulle parti pi vulnerabili di Dingle. Parti che si
collocano a sud perfino dei pendenti punti deboli pi sensibili di quasi tutte le armature maschili.
Parliamo delle torturate unghie incarnite di Barry Dingle. (Vale forse la pena notare che la signora
Dingle era ed  una fanatica della cura dei piedi). Lamore di Barry Dingle sta usando i calchi curvi
delle unghie di Dingle, uniti al tenero complesso genital-emotivo che ha dato origine allo smodato
omuncoloide, per costringere un Dingle intrinsecamente passivo a una decisa azione romantica.
Lamore ha trasformato lordine della vita di Barry Dingle in fluttuazione; ora Dingle  in
guerra con se stesso; diviso; scismato; irreversibilmente ferito, dietro le linee.
Laccondiscendente e strabico Barry, trentacinque anni, portatore perenne di sandali di cuoio,
pantaloni a zampa delefante, poncho centroamericano, alto di fronte, lungo di incisivi, spesso di
occhiali, possiede 2 (due) piedi al momento afflitti dal regime di rinforzo negativo imposto dal suo
amore smodato. Fin dalladolescenza (momento specifico dellorigine che coincide con quello della
trasgressione ottica), le punte dei piedi hanno sminuito la qualit della vita di Dingle: corticate unghie
gialle sincurvano su se stesse sprofondando nella tenera carne delle dita arrossate, dita che a turno si
fanno del male, singrossano tra lo scintillare delle infezioni erompenti, per tacere del dolore. Dingle, di
norma, prende tutte le precauzioni possibili. Taglia le unghie ogni giorno, pareggiandole ben bene,
lasciando perfette bordature di protrudente cartilagine ai cui angoli infila ogni mattina minuscole
palline di cotone impregnate di canfora e olio essenziale di chiodi di garofano. I sandali, che
consentono il movimento delle punte, lossigenazione, la libert da costrizioni, sono portati
regolarmente. Durante le stagioni fredde a Dingle  negato perfino il privilegio di passare per una
persona seria: indossa i sandali con i calzini.
Ma ora,  tutto inutile: B. Dingle barcolla letteralmente sotto linflusso incurvante del suo
amore smodato per Myrnaloy Trask. Lamore, dalla sua sede centrale nel cuore rosso e pulito di
Dingle, ora viaggia quotidianamente come un pendolare per raggiungere la sede distaccata meridionale
nelle unghie simili ad artigli di Dingle, e da l fa sentire con acutezza la sua presenza, le sue direttive e i
suoi desideri.  una campagna sottile e insidiosa, che calibra con cura il dolore per estorcere la
collaborazione senza nemmeno ricorrere allinvalidit. Lamore di Barry Dingle prende di punta i piedi
nellaprile del 1983. A giugno, Dingle capisce che bisogna correre ai ripari. Myrnaloy Trask in un
modo o nellaltro va espugnata, lomuncoloide color ciliegia di Dingle va completato, saziato, zittito.
Lamore ha ormai sfinito Dingle  due anni di fluttuazioni e ora due mesi di dilagante crescita interna: i
piedi torturati, il cuore lamentoso, lo scompiglio e lo sconvolgimento nella neutrale equazione Dingle
stanno portando poco a poco Dingle verso un tracollo e una stasi sbilenca.
Si tenga presente che al lavoro non riesce pi a concentrarsi. Lui diventa negligente, i suoi
dipendenti demoralizzati, intransigenti, carboidratati. Il proprietario dellintera catena dellIntegrale
si reca di persona, il 2 giugno, al negozio in franchising di Northampton. Scocca uno sguardo
significativo ai cerchi neri intorno agli occhi strabici di Dingle, al labbro mordicchiato a dovere, ai
piedi oscenamente gonfi. Il proprietario si raddrizza il gil scamosciato e si tasta il medaglione di
Scientology. Informa Dingle senza mezzi termini che lui, il proprietario, sa che le cose l, nella sede di
Northampton, hanno preso una brutta piega. Che le vendite sono calate, che la freschezza risulta qua e
l compromessa, che i dipendenti dellIntegrale, per non parlare dei clienti salutisti agguerriti di
Northampton, stanno perdendo un punto focale della loro visione nutrizionale. Perfino la crusca, dice in
tono caustico, bench non senza un sorriso per la propria spiritosaggine, ultimamente non si muove
come dovrebbe. Domanda a Dingle cosa farebbe lui, al posto del proprietario. Lamore, dal profondo di
Dingle, decide di dire la sua: una scossa elettrica di dolore podiatrico. Dingle impallidisce e si leva gli
occhiali, contrae la mascella. Rassicura le due immagini identiche del proprietario. Le cose si
aggiusteranno. Il negozio si rimetter presto in piedi. Sette anni di attenta gestione; incondizionata
dedizione al marketing della salute; quel letamaio di Cose buone non  in grado di fare concorrenza:
Dingle si abbandona a una breve parentesi di eloquenza, una sincerit aggressiva che sorprende il
proprietario e distrae perfino i boriosi dipendenti dalla partita di rummy. Alla fine il proprietario
annuisce, acconsente, consulta la sua meridiana e guadagna la porta a vetri, lasciandosi sulla scia
aromatizzata alla cannella un complesso di insinuazioni che al tempo stesso ribadiscono e mettono in
dubbio la sua fiducia nei confronti di Barry Dingle. In negozio cala il silenzio; si sente il motore di un
autobus bloccato al semaforo.
Dingle prende per la prima volta in assoluto due giorni di malattia e rimane a casa a meditare, i
piedi nellacqua bollente con sale e eucalipto. Nigel, il vicedirettore, assume temporaneamente il
timone dellIntegrale. Dingle entra in comunione con il suo amore. Con se stesso.
Il risultato  la gi menzionata conclusione che qualcosa deve cambiare, unita a una nuova,
solida determinazione a passare veramente, sinceramente, finalmente allazione. Dopo due giorni (e
siamo al 6 giugno 1983), Dingle esce dal bagno, torna alle tante vetrine dellIntegrale e decide, con
un assetto freddamente febbrile dellalta fronte, di assestare la vista vacillante sulla lontana Trask e di
portarla, con le buone o con le cattive, a nuotare nel suo romantico raggio visivo. Il suo amore
omuncoloide sente lodore metallico della forza nel sangue di Dingle, e approva. Molla appena appena
la presa sulle unghie di Dingle. Incoraggia Dingle, esorta, gioca dallinterno allo sbirro buono e allo
sbirro cattivo, sostiene di scorgere in lui una novit nascente, un coraggio,
Coraggio! dice lamore omuncoloide di Dingle, tracciando il termine in caratteri gotici sul
cuore di Dingle quale volont di portare il comodamente distante in una prossimit unificata, di
rischiare la stasi come completamento. Le parole montano contro la pelle bianco-pesce del petto
incavato di Dingle comparendo sul corpo in una calligrafia rosa pallido. Dingle legge se stesso doppio
nel salato bagno serale. Tocca le parole sfocate.
Il neo emotivo  quel Don Megala citato allinizio, eterno studente, artista del dolcimele, il cui
legame con Myrnaloy Trask, visibile attraverso la vetrina del Collective Copy tramite il vetro terra
dombra riflettente dellautobus di Northampton eternamente bloccato,  innegabile bench ambiguo 
essendo Megala al suo apogeo un epico beone e cacciatore di gonnelle, sia i gonnelloni delle
femministe sinistrorse convinte di Northampton sia i gonnellini scozzesi della combriccola con
propensioni estetiche dello Smith College che organizza reading di poesia, recital di madrigali e
mixaggi di sherry e pasticcini frequentati assiduamente da Megala, bollato dalle artiste saputelle dello
Smith come Der Dpplebanger  ed essendo Myrnaloy timida, schiva, chiaramente inesperta e, ancor
pi chiaramente, profondamente ambivalente rispetto agli uomini.
 il caso di fare presente che Barry Dingle e Don Megala si sono conosciuti di sfuggita alla
University of Massachusetts di Amherst, che Megala fingeva di dedicarsi a una malriuscita
dissertazione di sociobiologia mentre Dingle completava gli studi in Scienze Digestive, che hanno
condiviso un mentore e relatore  tale W. W. Skeat, biologo socio-digestivo meglio conosciuto per la
sua tesi secondo la quale la causa vera e basilare del cancro sta semplicemente nella saliva umana  e
che tutti e due hanno fatto sostanziali ricerche sotto il mentore e relatore Skeat assistendolo in
laboratorio. Va inoltre fatto presente che Megala tratta Dingle con lallegra condiscendenza riservata
agli strabici che hanno i denti sporgenti e i sandali con i calzini, mentre Dingle, ultimamente sotto
legida emotiva del suo amore omuncoloide, nutre per Megala un muto disprezzo, un desiderio attivo di
fargli male, da una certa distanza.
Essendo Megala il neo dellidillio con Myrnaloy,  comprensibile che Barry Dingle, a ogni
occasione buona, faccia in modo di osservare Myrnaloy e Megala insieme  senza mai seguire per
davvero M&M, sia chiaro, dati i gi riferiti problemi-oculari-e-motori, semmai fa in modo di piazzarsi,
senza dare nellocchio, ovunque  facile che compaiano insieme.
Essendo tali occasioni tuttaltro che rare, Dingle vede Myrnaloy e Megala in vari modi: mentre
sorseggiano un espresso da quattro dollari al Leftward Ho Cafe di Northampton; mentre passeggiano
mano nella mano in una qualsiasi delle cinquantasei librerie dellusato della citt; mentre agitano
insieme la stessa bandiera ai raduni settimanali della Northampton Anti-Nuclear And Non-Aligned
Nations And Neighbors Alliance, avendo Myrnaloy curato i verbali della NANANANANA fin dagli
esordi, a met degli anni Settanta; mentre fanno ginnastica nelle palestre di aerobica pubbliche della
citt; ecc.; e, naturalmente, mentre parlano, si confidano, si sbaciucchiano, litigano, fanno gli ambigui,
il tutto nella vetrina del Collective Copy riflessa dallautobus.
Per non parlare di quando frequentano Cose buone da mangiare, Ltd. di Adam Baum, il
principale concorrente dellIntegrale con servizio ai tavoli, un locale dalla vetrina minuscola che
Dingle, correndo grossi rischi professionali, comincia senza dare nellocchio a frequentare anche lui.
Immaginate Dingle, allinizio dell83, gobbo, avvolto nel poncho, le palline di cotone insudiciate dalla
segatura del pavimento, a un tavolino di Cose buone mentre M & M si piazzano davanti a una cena
integrale al solito tavolo proprio dietro di lui. Sono intenti a chiacchierare. Barry Dingle e il suo amore
smodato ascoltano. Myrnaloy sembra aver appena concluso un ambivalente discorso col cuore in mano
in materia di uomini e sesso. Dingle sta con le orecchie tese, mentre il dolce alla carota sindurisce e il
t pepe e menta si raffredda, entrambi intatti.
Myrnaloy, agli sgoccioli di un corrispondente viaggio narrativo, sta rivelando, debolmente, fra
molti balbettii e interruzioni, che il sesso la terrorizza. Completamente. Allude a un vago trauma
lontano nel tempo, a un tradimento del quale Megala, a giudicare dai sommessi suoni partecipi e
incoraggianti che continua a emettere masticando, conosce gi i particolari. Lamore di Barry Dingle
digrigna i denti scoprendo che Barry non sa quello che sa Megala. A Myrnaloy trema la voce; sta
rivelando che, a trentacinque anni, con i suoi trascorsi di figlia dei fiori e compagnia bella,  ancora
tecnicamente vergine. Dichiara che il sesso le incute un grande, ancorch indefinibile, terrore.
Don Megala fa capire a Myrnaloy Trask che la capisce, che rispetta... anzi no, si genuflette
davanti al suo atteggiamento considerandolo non solo comprensibile, non so se mi spiego, ma anche
profondamente sessual-politicamente corretto. Rivela di aver perso linnocenza a quindici anni e che da
allora  terrorizzato. Che vive nel terrore sessuale. Che il sesso , per sua natura, terrorizzante.
Dingle, con suo grande orrore, si ritrova significativamente daccordo con Megala.
Ma quello che Megala sta cercando di fare, si sente dire senza tanti complimenti Barry, 
chiaro. S, lamore di Dingle sente puzza di seduzione incombente. Da dietro gli occhiali angolati
Dingle cerca nel ristorante una superficie riflettente o qualcosaltro dove poter studiare la reazione
facciale di Myrnaloy alle inevitabili discussioni che Megala sta per sollevare. Immagina che lei abbassi
lo sguardo, imporporandosi per essere uscita allo scoperto, picchietti il nulla con un tovagliolo riciclato,
sorrida esitante, grata che Megala abbia capito, che sia disposto a parlare di quellaspetto vulnerabile.
Ma  la solita tattica della disponibilit-a-parlare. Lomuncoloide si piazza in unorbita di rabbia
impotente intorno al cuore a pezzi di Dingle.
Perch, cosa anche meravigliosa, Megala nel frattempo medita a voce alta. Voce butterata dalle
minuscole esitazioni della sincerit calcolata. Sesso, intende Megala. Anche il terrore del sesso , di
fatto, meraviglioso, sotto un certo aspetto terribile.
Dingle immagina le delicate mani bianche di Megala coprire le delicate mani bianche di
Myrnaloy. Dingle fissa pallido, inerme, quel fossile distante che  la sua cena.
Perch il sesso  anche, ammettiamolo tutti e due con onest, una cosa bella grossa in questa
vita prevalentemente breve e infelice, aggiunge Megala. Che peccato dipartirsi dal mortale groviglio
senza dare, per cos dire, unocchiata alla vita, senza vedere come stanno le cose. Di sicuro il sesso 
una delle grosse faccende della vita, e unocchiata la meriterebbe, no? Questo almeno dice a se stesso,
dice a lei, ogni volta che il suo giustificatissimo terrore minaccia di prendere il sopravvento.
Dingle immagina un limpido scambio di sguardi binoculare tra M & M.
Ed  difficile pensare a una cosa pi naturale in questa vita, medita Megala a voce alta,
dellintimit tra un uomo e una donna che condividono preoccupazioni, rispetto e correttezza reciproci.
Che ci tengono. No? Una cosa naturale, naturalissima. Come il farsi corrusca della flora autunnale. Una
giacca col collo a pistagna stesa ad asciugare. Un uccello che volteggia davanti a unimmobile folata di
vento. E, ironia delle ineluttabili ironie, nella vita le cose pi naturali non sono spesso anche le pi
terrorizzanti? Myrnaloy condivide...  in grado di condividere questa sensazione, questa intuizione?
Questa triste, meravigliosa, terrificante ironia?
Dingle sente Myrnaloy fare un verso sommesso indice in senso lato di: accordo, gratitudine,
ammirazione, ammissione di una cosa che lei non ha visto ma che qualcuno ha ammesso per lei.
Lamore di Dingle fa una piroetta, fissando sinistramente il proprio riflesso sfocato nel cuore limpido e
martellante di Dingle dov impressa la parola coraggio a caratteri corsivi.
Ma ecco il rumorio violento di Megala che vuota il fondo del bicchiere con la cannuccia.
Ciascuno degli occhi di Dingle contempla il proprio riflesso nellaltro.
Un marpione patentato, sibila lamore di Barry Dingle. Come dici? bisbiglia Barry Dingle.
Quel tizio  un perfetto esempio di marpione, dice lomuncoloide.
Marpione?
Termine tecnico per certi soggetti che giocano sporco in amore, dice lamore; Marpione,
sostantivo, indica sostanzialmente uno che fuori fa tanto il carino ma dentro  un bel furbastro.
Un furbastro che fa il carino?
Quello  un marpione allopera, dice lamore, e noi ce ne stiamo qui, con le mani in mano. Gli
assesta uno smagliante colpetto metatarsico, tra la segatura.
Megala e Myrnaloy escono da Cose buone. Dingle riesce finalmente a vederli, lontani,
attraverso il piccolo vetro rotondo della cassa che ha raggiunto quasi di corsa, zoppicando. Stanno
slegando il guinzaglio della Nixon di Myrnaloy dallapposito gancio di Cose buone. Spariscono in
direzione opposta a quella del Collective Copy. Si lasciano dietro una sottile traccia dei problemi
digestivi di Nixon.
Le seguenti coppie si aggrovigliano nelle ore piccole di questa notte di inizio giugno: Myrnaloy
Trask e Don Megala; Barry Dingle e lamore di Barry Dingle.
Neo o non neo, si ricordi che, giunti al 6 giugno, Barry Dingle ritrova lorientamento, che lago
della sua bussola emotiva ora punta, tremolante o meno, verso il polo dellazione. Lazione numero uno
sta avendo luogo proprio in questo istante, la mattina del 6 giugno, mentre Dingle siede alla scrivania
in cartone di fibra dellIntegrale, in assenza degli occhiali spessi un dito, a comporre una pubblicit
per una nuova linea di germe di grano mischiato a cocco e polvere di dattero. Scrive a mano un
volantino che riporta le propriet nutritive e gli sconti sul primo acquisto. Finisce il volantino, mette il
tappo al pennarello magico, sottopone il volantino a Nigel perch corregga le lettere doppie e le
incongruenze nelle dimensioni, e lascia Nigel ad aggiustarlo mentre lui, Dingle, vaga meditabondo per
la corsia dei prodotti allingrosso, oltrepassando ampie vetrine laterali, oltrepassando bidoni della
spazzatura puliti e inondati di sole che traboccano di muesli, oltrepassando noci, frutta secca, proteine
in polvere, barili di crusca, palette da giardiniere, sacchetti biodegradabili, bilance, e arriva alla vetrina
dingresso dellIntegrale. Nel finestrino dellautobus in folle si pu vedere Myrnaloy a conturbante
distanza, al comando della sua fotocopiatrice dietro il bancone del CC. Si vede per forza di cose la
figura a ponte arcuato di Nixon aggirarsi su uno scompiglio di proposte per la bacheca scartate. Al
bancone del CC  appoggiato Don Megala che, accalorato e lucido, parla con un angolo della bocca
a Baum, proprietario di Cose buone i cui volantini, grazie allinfluenza di Megala, godono di ampio
spazio sulla bacheca del Collective Copy dove Dingle non ha mai avuto il fegato di chiedere
ospitalit.
Nigel legge a voce alta la copia ripulita del volantino. Dingle se la ritrova fra le mani, accenna a
un vago problema con la fotocopiatrice che c nel magazzino dellIntegrale e dice che quasi quasi fa
una scappata al Collective Copy l accanto. Nigel prende il timone dellIntegrale mentre Dingle
simbarca in quella che  forse la scappata pi lenta della storia, tre ampi tentativi ellittici di
guadagnare lingresso della copisteria, virate allultimo momento, improvvisi capovolgimenti di rotta
imposti dallomuncoloide, al quale basta simulare un attacco ai sandali di Dingle per farsi valere. La
chiusura dellellisse numero tre vede Dingle passare sotto la bacheca, armeggiare tra quelli che
sembrano i due pomelli della vecchia porta di legno, agguantare finalmente quello vero, sentire il dlin
del campanello allingresso, e accedere alla tana di M & M. Il locale  caldissimo, saturo dellarido
vento chimico della fotocopiatrice strepitante e della sferragliante inseritrice automatica. Dingle,
volantino alla mano, scavalca la sagoma tormentata di Nixon e punta verso il bancone.
Allavvicinarsi dellIntegrale Baum ha tolto le tende, lasciando Megala solo soletto, una
copia usata della guida allUlisse di Stuart Gilbert sottobraccio. Megala saluta Dingle con estremo
entusiasmo, tendendo una mano doppia. Dingle si augura vivamente di non ricevere una pacca sulla
schiena. Dalla bocca di Megala esalano aromi di sughero e lievito; gli occhi sono rossi come la punta di
certi piedi, una guida stradale in filigrana che conduce allo stato di fermentazione postprandiale di cui
gode al momento. Le guance tese in un sorriso di Dingle hanno uno spasmo quando le due Myrnaloy
lasciano la fotocopiatrice e si avvicinano; Megala lha invitata a dare uno sguardo al volantino di
Dingle. Myrnaloy Trask  vicina. Due gonnelloni, due camicioni di un azzurro fiaccato dai lavaggi,
grembiuli da fotocopista, quattro calzettoni. Occhi e fronte incorniciati da minuscole rughe aride e
strizzati in una specie di dolore serrato contro larroventata luce di giugno che entra dalla vetrina, ma
Dingle vede solo due contorni facciali lattiginosi che resistono alla risoluzione o al ravvicinamento.
Entra un cliente, come fa una dose di vento primaverile, portando al bancone lintenso odore di Nixon.
Megala arriccia il naso, tende la mano sul bancone butterato verso quelle che a Dingle sembrano le torri
gemelle sulla facciata di una Bass Ale.
Megala, con gesto plateale, presenta Dingle a Myrnaloy. Che ha la mano bianca e delicata,
bench non morbidissima. La lingua di Dingle  carne secca dentro la bocca. Myrnaloy scorge in
Dingle qualcuno che ha a che fare con lIntegrale, il negozio accanto. Megala stila il curriculum vitae
di Dingle a beneficio di Myrnaloy. Dingle brandisce lannuncio pubblicitario, richiede le copie. Si
stabiliscono i costi, si specificano le specifiche; Myrnaloy torna ai suoi macchinari. Nixon annusa con
sinistro interesse i sandali di Dingle.
Megala commenta il tempo, lautobus, la birra, leffetto della Curva di Laffer sul commercio
dei prodotti integrali e dei dolcimele. Senza quasi punteggiatura. Almeno due dei suoi tre fogli
svolazzano. Dingle capisce, stando l al bancone a tastarsi il colletto del poncho, che Myrnaloy sente
ancora quello che dicono, nonostante il frastuono delle fotocopiatrici, lo capisce dal modo
inequivocabile in cui Megala indirizza la voce verso lampio spazio parquettato che separa Dingle dalla
Trask. C qui un sottotesto assai contorto di cui Barry non  al corrente: la voce stentorea di Megala fa
tendere stranamente le labbra a Myrnaloy; Dingle vede il viso di lei espandersi ai lati. Il suo amore
stringe le viti di un dito, urlando in silenzio a Dingle di passare allazione, di parlare, di rivelare
qualcosa di s davanti a questa donna e a quel marpione del suo ganzo.
Vedo che hai almeno uno Stuart Gilbert l, sottobraccio, dice Dingle a Megala. Forse dovrei
dedurne, dice, che lo Stuart Gilbert che hai l sottobraccio  il materiale per una dissertazione.
Deduci bene, dice Megala, che puntava molto sulla fonte in questione e ora  deluso, per non
dire incazzato, nello scoprire che lopera di Gilbert su quello che lui continua a chiamare Il Grande U
 solo una guida, non unanalisi: la cultura originale, in contrapposizione a quella nozionistica, non  il
punto forte di Megala.
Deduci bene, dice; inutile, per, lautore  ampiamente sopravvalutato, tralascia importanti
implicazioni, abbozza solo la superficie, non sfiora nemmeno la psiche edipica di Dedalus, ignora
bellamente la metamorfosi da giovane artista a erede telemacoide, taglia con laccetta dellerudito il
suo defunto oggetto damore.
Una provocazione, insomma, dice Dingle.
O uno studio sulla futilit, replica Megala con un sorriso meno sarcastico che nelle intenzioni,
occhieggiando un triangolo rosso sulla bottiglia della Bass come se si aspettasse chiss che.
A questo punto Dingle si ritrova a fissare le immagini di Myrnaloy Trask riproduttivamente
china sullo stroboscopio fotografico della fotocopiatrice. Fa alcune osservazioni  mute, interne, liriche
 sui seni, che guarda caso si spostano quasi geologicamente contro il camicione consumato; sui
rigonfiamenti del gonnellone indotti dai fianchi; sul lucore ispido delle gambe bianche che spuntano dai
calzettoni di lana. Fa appello alle metafore classiche. Ora, con un gesto di cooperazione perfettamente
inconsapevole, Myrnaloy solleva la caviglia destra per aggiustare la cima dello stracco calzettone.
Dingle suda liberamente. I suoi due occhi si fissano da sopra il setto nasale. Vicino al bordo di un certo
poncho spicca una sinistra protrusione. Dingle si porta pi vicino al bancone protettivo. Megala beve
dalla sua bottiglia. Nixon si trastulla su una scatola di carta Hammermill.
Megala, librandosi sulle ali dello studio sulla futilit, si fa nostalgico, universitario. Chiede
notizie di Skeat. Dingle non vede Skeat da anni, crede che sia andato in malora, che campi con i
sussidi. Attraverso il flash della fotocopia Myrnaloy lancia uno sguardo al traffico podale postprandiale
del marciapiedi. Megala richiama la sua attenzione, tutto allegro, su un aneddoto relativo a Dingle
ambientato nel laboratorio di ricerca delluniversit del Massachusetts utilizzato da W. W. Skeat, una
vicenda datata 1968. Dice che la vicenda riguarda Dingle. Lamore smodato di Dingle sussurra frasi di
incoraggiamento. Gli occhi di Myrnaloy mostrano quello che si potrebbe definire interesse. Dingle si
schiarisce la gola. Due Myrnaloy fendono intermittenti brume intercigliari dirigendosi verso il bancone,
la fotocopiatrice col pilota automatico inserito. Dingle racconta.
Immaginate la scena.  il 1968. Barry Dingle, che lavora al lume di neon nel laboratorio
seminterrato di Skeat,  chino sullo speciale microscopio che a lui, a Dingle, serve per dare un fuoco
unitario e scevro da ciglia a un certo vetrino. Ha il camice bianco e le infradito. Usa il microscopio per
osservare lattivit di alcuni normalissimi batteri, i parameci, in una goccia di saliva presa dalla bocca
di un paziente affetto da melanoma. I batteri nuotano senza meta, impegnati in qualche attivit. Dingle
li osserva. Poi cos, per capriccio,
Per capriccio, si badi bene, dice,
toglie il vetrino dal fermo, lo gira, lo infila di nuovo, e di nuovo si china a osservare. Nota
qualcosa di strano nei movimenti dei batteri.
Megala rutta, incorrendo nellempatia di Nixon. Myrnaloy tradisce un certo disgusto, riporta lo
sguardo su Dingle, ancora assembrato al bancone.
Dingle, nel passato, nel laboratorio, si entusiasma. Gira di nuovo il vetrino del microscopio.
Guarda. Ma certo. I batteri nuotano verso nord. Non senza meta. Non dove capita. A nord. Senza meta
solo se li guardi da ununica angolazione. Giri il vetrino e gli astuti batteri sterzano di botto a destra e a
sinistra, puntando di nuovo a nord.
Megala ridacchia. Myrnaloy pianta i quattro occhi su Dingle, confusa. A nord? dice.
Non dove capita, dice Megala. Senza meta solo in apparenza.
A nord, dice Dingle. Nuotano verso nord. Avvertono la trazione effimera di qualche profonda
calamita geologica. Seguono il suo richiamo.
A nord per lestate, dice Megala.
Dingle palpa il cappuccio del poncho. Unintuizione basata sulla prospettiva e nata per puro
capriccio, era questa la cosa entusiasmante, dice. Mi spiego? Guardi da una sola angolazione: le cose
sembrano senza meta, disordinate. Domina la fluttuazione. Modifichi langolazione: illuminazione.
Schema. Ordine.
Il suo amore cala di scatto una bandiera a quadretti.
Guardi una cosa da una variet di prospettive, dice Dingle; ricevi stimoli anche solo da due
angolazioni completamente diverse: vedi le cose sotto una luce del tutto nuova, in potenza.
La spedizione verso nord, rimugina Megala.
 stato entusiasmante, dice Dingle sottovoce.
Peccato che  stato Skeat a metterlo nero su bianco, dice Megala. Ci ha rimediato pure un
Guggenheim2. A Dingle, invece, manco uno straccio di riconoscimento. Skeat gli ha rifilato la fregatura
accademica. La grande inculata.
Dingle fa un sorriso timido. I riconoscimenti non contano.  lintuizione che conta. Lepifania
sotto le luci fredde. Ero fuori di me dalla gioia, quella notte.
Lomuncoloide solleva il pollice in segno di approvazione, si adagia su uno sfavillante
ventricolo, lucidandosi le unghie sulla pettorina della casacca.
Myrnaloy: E ora sei il direttore dellIntegrale?
S. Problemi con le domande per accedere ai corsi di medicina. Con le finanze. Con la vista.
La tesi Skeat, dice Megala ridendo. Attenta a quello che ti bevi, Myrnamore.
Lopportuna fotocopiatrice cigola spegnendosi in automatico. Myrnaloy recupera loriginale di
Dingle, gli d la pila di redolenti copie calde.
Gran belle fotocopie, dice Dingle scorrendole, costringendosi a non strizzare gli occhi.
Myrnaloy batte lo scontrino.
Megala rivolge un gesto alla cassa. Perch non diciamo a Dingle di attaccarne uno in bacheca,
Myrnaloy, propone con un largo sorriso. Un des per il suo do.
 davvero un prodotto nuovo di ottima qualit, farfuglia Dingle, la gratitudine e il rancore verso
Megala a mulinargli untuosi nel cuore, che batte forte. Mi entusiasma lidea di farne parte, dice; sar
felice di organizzare una degustazione a mie spese.
Perch no, dice Myrnaloy rigidamente, calcolando limposta.
Lamore smodato di Dingle avverte la tensione tra la rigida Myrnaloy e lo scabro Don.
Avverto la tensione, dice. Si occupa della poncho-protrusione potenzialmente disastrosa di
Dingle, che finalmente  libero di abbandonare il riparo pelvico del bancone.
Grazie, borbotta Dingle sollevato.
Di niente, dice Megala. Ed ecco calare la temuta pacca sulla schiena; stronca anche il piccolo
attacco di tosse di Dingle. Megala e Nixon vanno verso il bagno. Myrnaloy prende alcuni attrezzi da un
cassetto chiuso a doppia mandata con su scritto DIREZIONE e va verso la porta con Dingle e lamore
di Dingle al seguito emotivo.
Dingle si piazza sotto il sole davanti alla bacheca dai colori complicati insieme a Myrnaloy
Trask. La matura fragranza distintamente femminile che circonda questa donna sciatta non priva di
sensualit gli d alla testa.
Una bacheca davvero ben curata, dice; quante volte lho ammirata passandoci davanti.
Myrnaloy non replica. Con unesperta levapunti amputa il patinato proclama di una maratona di
salto sul tappeto elastico organizzata per beneficenza a favore del partito dei separatisti del Quebec,
visto che lultimo ginnasta si  arreso il 4 giugno. Lavviso sul germe-di-grano-e-polvere di Dingle
eredita il suo posto, inchiodato dai punti metallici.
Lattenzione di Dingle  attirata da due avvisi dalla composizione tipografica professionale, in
bianco e nero, al centro esatto della fila che arriva allaltezza dellocchio, quella pi ambita. Le
immagini si mettono quasi a fuoco. Lui strizza gli occhi, ne copre uno, legge lentamente, pietrificato
dal testo del seguente volantino:
CERCHIAMO: SETTER DA RIPORTO MASCHIO PER
ACCOPPIAMENTO CON SETTER DA RIPORTO FEMMINA
DI UN ANNO.
OGGETTO: CUCCIOLI
IL MIGLIORE DELLA CUCCIOLATA ANDR
A CHI FORNISCE IL MASCHIO.
PROSSIMO PERIODO DI CALORE DELLA CAGNA
STIMATO INTORNO AL 15 GIUGNO 1983.
RIVOLGERSI IN NEGOZIO ALLA SIG.RA M. TRASK,
COLLECTIVE COPY
Va bene cos? domanda Myrnaloy, allontanandosi con fare critico dal volantino
dellIntegrale.
La ringrazio molto, gracchia Dingle, mezzo strozzato dalla comparsa improvvisa di un ispirato
omuncoloide in gola.
Una volta o laltra provo ad affacciarmi per assaggiare quel germe di grano.
Quando vuole. Offre la ditta.
Myrnaloy va verso le porte. Dingle rimira le bacheche.
Myrnaloy si  fermata davanti a tutti e due i pomelli. Sta guardando Dingle. Dingle la vede. Lei
 unidra, i capelli biondo sporco uno scompiglio di luce smorzata. Le sue facce assumono
unespressione. I batteri sanno davvero dov il nord? dice; nuotano in quella direzione?
Il sorriso di Dingle non  forzato, pur avendo motivazioni complesse. A quanto pare s, dice.
Lo trovo molto interessante.
Anchio.
Ed  stato un caso.
Un puro capriccio.
Myrnaloy guarda la strada dietro di lui.
Mi auguro di vederla al negozio prima o poi; magari col grano nuovo.
Lei annuisce e sorride distrattamente, sparendo allinterno, mentre Dingle cerca di ringraziarla
attraverso il vetro.
La bacheca fruscia al piacevole venticello, un cerchio di quadratini circonda il centro del
bersaglio che  un invito allaccoppiamento. Lautobus manda il motore su di giri al semaforo. La
sagoma di Myrnaloy ricompare sul lato opposto dei macchinari del CC. Dingle torna ciabattando
allIntegrale tra il turbinio dei pantaloni a zampa di elefante. Ha le copie calde strette al petto scritto
che palpita per le conseguenze di quello che si  visto scorrere davanti.
Storia in versione ridotta del cane che Dingle sta comprando in questo momento, tardo
pomeriggio, 9 giugno 1983:
Il cane, un setter da riporto di tre anni attualmente domiciliato al Pets And More Pets di
Northampton,  un bellanimale...
 un bellanimale s o no? dice il commesso con toupet di Pets And More Pets.
Da qui sembra bello, dice un Barry Dingle occhialuto.
... e potenzialmente di prima categoria; peccato che abbia 2 (due) caratteristiche che reclamano
la qualifica di Pecca. La prima  una forma avanzata di substamus3 venereo oculare, unatrofia
progressiva nella rete muscolare della cavit dellocchio che fa ruotare caoticamente il bulbo oculare
del cane dentro lorbita dando limpressione, il pi delle volte, che il cane sia strabico.
Avverto unaffinit tra lei e questo cane, dice il commesso in giacca sportiva a quadri e
mocassini di cuoio bianco. Tasta un collare antipulci con fare pensoso. Sono fuori strada? Lei non sente
per caso una specie di affinit?
Dingle esamina lanimale distante attraverso le lenti angolate. Il suo amore omuncoloide se ne
sta in disparte a mordicchiarsi le nocche.
Forse s, sta dicendo Dingle. Il cane, veterano di innumerevoli acquisti mancati per un pelo,
raspa adorabilmente con zampa esitante le sbarre dellangusta gabbietta.
La seconda pecca spiega come mai in origine il cane  stato abbandonato allora di punta sulla
trafficata Route 9 della Pioneer Valley dal padrone originario, studioso di ceramiche funerarie coreane
nella vicina universit di Amherst. Le informazioni relative a tale pecca vengono celate a Dingle per
discrezione professionale dal commesso, che in questo preciso istante armeggia con la serratura del
ricettacolo canino, scoccando un sorriso imbarazzato a Dingle mentre il cane, liberato, si lancia subito
sbavando su una studentessa dello Smith che bussa l vicino sulla vasca di vetro di una comatosa
tartaruga dacqua dolce. Linformazione comprensibilmente celata: il setter da riporto di tre anni 
affetto da un disastroso entusiasmo per gli speciali afrori tipici delle parti intime della femmina umana;
si  dimostrato inaddestrabile e indomabile a tale riguardo; balza senza esitazioni, annusando col muso
bagnato, sotto la gonna di qualunque sventurata entri in casa dello sventurato orientalista. (Immaginate
limbarazzo se aveste invitato, che so, un collega e la moglie a bere un cocktail e foste seduti sul divano
a sorseggiare un gin, circondati da cupe tanatografie dinastiche, cercando di fare educatamente
conversazione mentre il cane sinabissa tranquillamente ancor pi tra le parti basse della moglie del
collega, e nel frattempo tu, lei e il collega siete troppo mortificati per scacciarlo, perch questo
significherebbe riconoscere quello che sta succedendo, mentre quello che sta succedendo significa che
la moglie del collega possiede dei genitali, con un afrore, e sopprimere una realt del genere 
imprescindibile se si vuole mantenere una parvenza di civilt che separa il comportamento, che so, tuo
e del tuo collega da quello, che so, del cane). Una versione pi completa dovrebbe condonare le
ripetute avances olfattive del cane alla fidanzata femminista-teorica-di-ideogrammi dellorientalista la
quale alla fine scopre, non senza inorridire, che sta finendo col preferire quelle alle carezze dello
studioso di ceramiche, e oggi fa parte a dir poco di tre gruppi di sostegno. 1982: il cane  finalmente
oggetto di abbandono, viene trovato e salvato, allora di punta, da uno che gira in cerca di animali
abbandonati per il Pets And More Pets, negozio di animali un po troppo insistente per i gusti di
Barry Dingle, ma al momento unico in tutto lelenco telefonico della Pioneer Valley a possedere un
setter da riporto maschio.
 pure allegro, dice il commesso, facendo una presa di testa allanimale scatenato che raspa le
piastrelle con le unghie mentre la studentessa dello Smith si sposta verso il reparto dei serpenti
velenosi. Non gli manca certo la jiu de vive, dice il commesso.
Sicuro che  un incrocio tra un setter e un cane da riporto? domanda Barry Dingle. Occhieggia
il cane distante, oro spento, contorcersi sotto la presa del minuscolo commesso.
Parola donore.
Sessualmente maturo? Intatto? Incline?
Dalla mattina alla sera, signore.
Nome?
Niente nome. Un cane senza nome. Usi la fantasia.
Il cane abbaia.
Prezzo? domanda Dingle.
Molto trattabile. E include tutti gli annessi e connessi canini.
Allora  andata.
Dio ti ringrazio.
Come dice?
Il commesso va nella stanza sul retro tappezzata di gabbie, trascinando il cane per la collottola.
Torno subito, assicura. Controlli per le vaccinazioni, scartoffie... Le trattative per il prezzo fra qualche
istante. Chiude una porta pesante.
Qualche istante dopo Dingle esce da Pets And More Pets con: un collare antipulci; un
guinzaglio militare rinforzato; una busta di cibo; un cratere di plastica come ciotola; una serie di
certificati di vaccinazione; un cane sorprendentemente economico sedato di nascosto (nella stanza sul
retro), che trotterella sorridente, strafatto, accanto a Dingle, un occhio al marciapiede della Great
Awakening e uno al padrone. Dingle punta verso casa, tra uno sventolio di sandali e pantaloni.
Bravo, esorta lo smodato amore omuncoloide di Dingle per Myrnaloy Trask.
Grazie a Dio, ripete il commesso a beneficio del cassiere di Pets And More Pets, che usa gli
artigli violetti per togliersi un pelo dal bavero quadrettato.
Carina la bestiola, dice lamore.
Lacquisto di un cane da parte di Dingle, il 9 giugno, rientra in un ampio piano di ispirazione
omuncoloide. Il piano in teoria funziona cos: un giorno della prossima settimana Myrnaloy Trask,
accompagnata da Nixon, esce dal Collective Copy allora di pranzo, com suo solito. Prende a sud
per la Great Awakening, verso il parco, dove raccoglie e consuma il pranzo incoraggiando Nixon
alluso completo dei tanti servizi a disposizione. Mentre M. prende a sud per il grande marciapiede di
Northampton, Barry Dingle, in fondo alla strada, in teoria sbuca da un buon punto di osservazione e va
a nord sullo stesso marciapiede, tenendo al guinzaglio un setter da riporto ben riposato e libidinoso a
cui ha fatto una bella ramanzina. Mentre lui e Myrnaloy cominciano a convergere, Dingle escogita
qualcosa di ingegnoso  inciampa, urta uno dei tanti passanti coi capelli chiodati  per rendere
plausibile lassenza della mano sul guinzaglio. Il cane di Dingle, spinto alla frenesia erotica dalla
prigionia e dalla vicinanza di una setter da riporto in fase premestruale, ingroppa Nixon in un lampo.
Ecc., ma in teoria nemmeno tanto ecc., perch ecco piombare allimprovviso sulla scena Barry Dingle
che estrae il cane eretto dalla cagna china prima che si commettano imprudenze non richieste.
Il piano ha in teoria un risultato triplice: (a) Dingle riesce a incontrare Myrnaloy Trask e a
ristabilire i contatti sociali con la suddetta senza lopprimente atmosfera da neo che accompagna la
presenza di Don Megala, il quale dedica le ore preprandiali allarte del dolcimele antichizzato; (b)
Dingle appare sensibile, coscienzioso, forsanche cavalleresco nel salvare il cane di Myrnaloy dagli
sbavanti assalti amorosi sul marciapiede dellarteria principale; (c) Myrnaloy si accorge che il sensibile,
cavalleresco, ecc. Dingle possiede 1 (uno) cane maschio che quanto a stirpe e a entusiasmo risponde
esattamente ai requisiti affissi in bacheca.
I suddetti risultati, dunque, stando ai piani dellamore omuncoloide di Dingle, conducono con
inevitabilit matematica allaccoppiamento dei due animali, il cui simbolismo rispetto a Dingle e a una
Myrnaloy Trask sempre pi insoddisfatta di Megala, non sfugge a nessuna delle parti in causa; dunque
a un legame privo di Megala tra Dingle e Myrnaloy basato su timori comuni, preoccupazioni dietetiche
condivise e sulla prole comune dei loro pi stretti compagni di vita (Dingle si dice che dovrebbe
sbrigarsi a trovare un nome: ha acquistato un catalogo per futuri genitori, e la notte ci medita sopra);
dunque alla natura che segue il suo naturale, terrorizzante corso. Laccondiscendente Dingle si
appropria del cuore, dellanima, dellamore moderato di Myrnaloy Trask del Collective Copy.
Megala si becca un calcio emotivo nel sedere. Un nuovo Barry Dingle spunta dalla crisalide incrinata
della castit e dei fazzoletti pieni di moccio  completo, rimesso al mondo, appagato, riscattato,
ordinato di testa e di cuore, sano di mente e di piedi. Un omuncolo Myrnaloy/- Dingle unificato se ne
va, solenne e paffuto, puntando forse a nord, sparendo in un orizzonte blu cadetto che abbuia in un
crepuscolo di unit, eternit, buona notte di smodato amore.
Dunque il 9 giugno Dingle indirizza verso casa il suo cane, rintronato dai sedativi, che sbanda
appena appena a dritta o a babordo al passaggio di una femmina, senza grandi incidenti. Il cane mangia
tre ciotole di crocchette, dorme settantadue ore, e si installa davanti al televisore. Lamore di Dingle
prende tempo.
Notte, 14 giugno 1983, Troy, New York, la signora Dingle  stesa accanto al signor Dingle e
sogna il seguente sogno:
Notte, 14 giugno 1983 a.C., regno di Itaca, il re di Itaca, interpretato nel sogno da Nelson Eddy,
fa un sogno. Sogna che una nave con a bordo una peste virulenta proveniente dal sud del Mar Ionio
entra nel porto di Itaca il giorno seguente. Sogna che, subito dopo, la peste scoppia nel regno,
devastandolo. Sogna che la peste alla fine si porta via la devota regina sua moglie, interpretata dalla
signora Dingle, e il bel principe suo figlio, interpretato da un giovane Barry D. con gli occhi dritti
indosso al quale i sandali attici sembravano sciccosissimi.
Il re di Itaca si sveglia il 15 giugno 1983 a.C. ed  talmente sconvolto dal sogno che snobba il
consiglio della regina e salta la buona colazione mediterranea. Convoca il Consigliere Reale,
interpretato da Don Megala, il che  strano, perch la signora Dingle non ha mai visto Don Megala. Il
Consigliere ascolta il sogno del re sconvolto. Si accarezza la barba curata. Al pari del re, al pari di tutti
i tipici pagani preistorici, il Consigliere prende i sogni molto sul serio. Riflette. Dopo attenta
riflessione, gli spunta sulla testa la torcia accesa di unispirazione: consiglia al re semplicemente di
fermare, quel giorno, qualunque nave proveniente da sud prima che tale nave entri nel porto di Itaca,
per tenere tale nave al largo, a sud, sottovento, e metterla in quarantena, cos da essere sicuro che
qualunque cosa ci sia sulla presunta nave, in termini di peste, rimanga l, lontano.
Ma certo. Allora di pranzo una nave, che bordeggia caoticamente esibendo uninfausta vela
dossidiana, governata da un equipaggio piagnucoloso e tempestato di bubboni, spunta allorizzonte
ionico meridionale. Il re invia la sua pi formidabile nave da guerra a bloccare la nave, la fa mettere in
quarantena e poi, tanto per essere sicuri, fa mettere in quarantena anche la nave da guerra, il tutto in
mare, lontano lontano, sottovento.
Ma certo. La nave dalle vele nere si rivela una vera capsula Petri di germi pestilenziali. Il
consiglio del Consigliere di tenerla fuori dal porto sembra assennato. Il re, la regina e il grande e forte
principe emmetrope gioiscono davanti a una lauta cena ad alta intensit lipidica.
Peccato che alcuni giorni dopo (rappresentati nel sogno della signora Dingle dai palinsesti di
unagenda ellenica che volano via) ebbene s, alcuni giorni dopo la peste scoppia nel regno di Itaca.
Devasta perfino i quartieri pi rispettabili della capitale. Alla fine si porta via la devota signora Dingle
e il binoculare Barry D. dai raffinati sandali.
Nelson Eddy sprofonda in una disperazione dallacconciatura impeccabile, per non parlare della
rabbia. Convoca Don Megala. I due vanno immaginati luno di fronte allaltro, i fazzoletti profumati
premuti contro la bocca e il naso, nella stanza di un castello drappeggiata di lino e addobbata con
ghirlande di foglie dulivo, rose, aglio e vari doni propiziatori erboristici agli di dai grossi bicipiti.
Il re illustra a grandi linee al Consigliere la sua disperazione, la sua rabbia. Grazie al consiglio
del Consigliere, dice, la nave pestilenziale predetta dal sogno  stata bloccata, isolata, tenuta a
eccellente distanza. Eppure l, a Itaca, come predetto dal sogno, ci sono segni stramaledettamente chiari
della peste. Il re chiede una spiegazione, lasciando intendere che il protrarsi del legame tra la testa dalla
bella barba e il corpo togato del Consigliere potrebbe dipendere dallincisivit di tale spiegazione.
C un lungo silenzio durante il quale sia Nelson Eddy sia Don Megala si avvalgono della
pellicola di sole di giugno che filtra dallordito di lino alle finestre per offrire il profilo, torturato luno
e meditabondo laltro, alla vista onirica della signora Dingle. Un silenzio davvero lungo. Poi il
Consigliere cambia espressione sotto la sbrindellata fiamma di torcia di una percezione tardiva ma
quasi epifanica. Sfodera un lento sorriso, un sorriso triste come di fronte allinevitabile, prende il re per
il gomito e lo guida con fare confidenziale verso langolo della sala, anche se non c nessuno. Il re si
guarda intorno, schiarendosi la gola con impazienza mentre il Consigliere tasta delicatamente la
propria.
Consiglia il re:  stato, purtroppo, proprio il sogno del re a portare la peste a Itaca, il regno.
Lintervallo tra le 11:50 e le 11:57, ora orientale, 15 giugno 1983, trova una minuscola
percentuale di abitanti del pianeta alle prese con una minuscola percentuale delle varie e ineluttabili
situazioni modali del pianeta.
8:50, ora del Pacifico, il dottor W. W. Skeat, a Fullerton, in California, guidando lungo la Brea
Highway diretto a nord verso un negozio Osco dove comprare una marca esoterica di collutorio
allacqua ossigenata, si ritrova, dentro lauto, tormentato da unenorme contrazione muscolare alla
natica destra. Il muscolo si contrae, facendolo saltare per tutto il sedile. Skeat si lamenta; lauto
comincia a sbandare.
11:50, ora orientale, Myrnaloy Trask, del Collective Copy, conclude una massacrante
discussione infarcita di me-lo-dovevo-aspettare con Don Megala, studente di professione, circa il fatto
di essere entrata la sera prima nel suo loft trovando una specializzanda dello Smith nuda (tale Pamela
Drax, 25 anni, di Ithaca, New York) a cavalcioni sulla faccia bi-barbuta di Megala. Megala, al tavolo
dove lavora ai dolcimele, suda su una piccola foresta marrone di bottiglie smussate di Bass, sostenendo
che non  come sembrava. Myrnaloy reagisce con una variante espansa fino allo strillo di Ah, no?
Megala, guardandosi intorno, attacca un discorso su una certa lente a contatto persa in circostanze cos
assurde che non si aspetta certo di essere creduto da chi non rientra in una cerchia molto speciale dove
dominano il dialogo e la fiducia. Myrnaloy ride, piange, insulta. Passandosi la mano tra il ricordo di
capelli, Megala allude con ostentata pazienza ai problemi personali ancora-narrativamente-nebulosi
riguardo al sesso e agli uomini. A partire da quel momento la situazione precipita come sabbia tra le
dita. Myrnaloy riattacca e si accascia sul cassetto che fornisce la carta alla fotocopiatrice. Il cassetto
continua freddamente a fornire la carta.
6:51, ora delle montagne, Patricia Dingle di Rock Springs, Wyoming, corrispondente ipoartica
della rivista Geo, svegliandosi da sola in un sacco a pelo a forma di mummia presso un fuoco spento
sulla spiaggia settentrionale del golfo Coronation, nei Territori nord - nord occidentali del Canada,
scopre che le dita della mano destra sono uscite dalla lampo difettosa del sacco a pelo assiderandosi.
Cade una strana neve di giugno a vento, i fiocchi svolazzano come insetti impazziti sulla crosta dura
della spiaggia. Lei guarda i resti scuri del fuoco di bivacco e gli sgargianti pallini di sangue congelato
nella mano grigiazzurra.
11:51, ora orientale, la signora Dingle, a Troy, New York, davanti al pane di granturco tostato e
a un t alla pesca si sforza di esprimere una paura indicibile al signor Dingle, che intanto dispone esche
e mosche nella seconda fila di una valigetta con lattrezzatura da pesca.
11:51, ora orientale, Barry Dingle, Northampton, Massachusetts, sans occhiali, avec poncho
migliore e pantaloni di cotone a tubo, si apposta sulla soglia rientrata del Leftward Ho Cafe, sulla
Great Awakening, poco pi gi dellIntegale e del Collective Copy. Dingle, il cane sinistramente
vivace stretto saldamente tra le ginocchia, aspetta la pubblica apparizione di Nixon e della Trask. Il
coraggio dai nitidi contorni rifulge vivido lungo il costato, illuminando i vitrei occhi di bambola di un
amore smodato che, seduto nella posizione del loto nel cuore di Dingle, guarda dritto davanti a s sotto
lassidua luce da sessanta watt del compimento di un piano. Lultima mensola di nembi primaverili si
sposta verso est, portando con s lessenza drepanoide di un arcobaleno calante.
11:53, ora orientale, K. K. McFadden, stenografa del vice addetto stampa del Presidente degli
Stati Uniti, Washington, D. C., commette un errore di stenografia asserendo, in una dichiarazione
pre-summit da leggere ai media cirillici dal portavoce delladdetto stampa, che il Presidente, come
ribadito pi volte,  disposto a compiere un ulteriore sforzo diplomatico pur di scongiurare la terribile
eventualit di una guerra culneare.
11:54, ora orientale, la signora Dingle prende il telefono e fa il numero dellIntegrale di
Northampton, il cuore oppresso da unangoscia senza nome.
11:54, ora orientale, Myrnaloy Trask, automa di dolore, prende il pane alle zucchine, lacqua
minerale e il cane, esce dal Collective Copy e va verso sud, unendosi allampio spettro di capelli e
trucco Kabuki della folla sul marciapiede allora di pranzo. Avverte lumidit, vede il vapore levarsi
lungo larteria principale, sente il breve fruscio della sua bacheca riparata, annusa lozono e il diesel
dolce dellautobus pubblico in folle.
18:45, ora dellAtlantico, Aristotele Onassis, sul suo yacht, quattro gradi a ovest e sei a nord
dellisola Lord Howe nel mar di Tasmania, rimugina davanti a un succo di sedano nellangolo bar del
suo yacht.  seduto su uno sgabello di teak. Il sedile dello sgabello e la superficie del bancone sono
rivestiti di raffinatissima pelle grigiazzurra ricavata dallo scroto di capodoglio sotto la supervisione
personale della signora O. Onassis gira i cubetti di ghiaccio con il grosso dito.
8:45, ora del Pacifico, W. W. Skeat evita per un pelo un incidente con un autobus Trailways
sulla corsia di sinistra dellautostrada. Cambia posizione, sollevando la chiappa molesta dal sedile.
Lautobus Trailways gli sta alle costole, lautista strombazza alla sagoma inclinata a babordo di Skeat
attraverso due strati di vetro spesso.
11:54, ora orientale, Don Megala rif il numero del Collective Copy, sentendosi dire che una
signora Trask assai sconvolta  andata a pranzo. Megala toglie letichetta triangolare a una bottiglia
umida, fissando uno strumento con met corde.
6:55, ora delle montagne, Patricia Dingle, gli occhi brinati di ghiaccio, il palato che pende per la
paura da spazi sconfinati sotto la luce perlacea delle stelle, pratica una maldestra incisione allanulare
della mano congelata con un coltello da campo.  unincisione profonda appena sotto lunghia. Strizza
il dito con la mano sinistra per spingere verso lalto il sangue congelato e farlo fuoriuscire
dallincisione. Il sangue abbandona il dito in una massa solida e sgargiante, tracciando un arco nellaria
schizzettata di neve e freddissima. A Patricia Dingle torna in mente la sua passione riposta per i
ghiaccioli alla ciliegia di quandera una poppante e tutta un tratto vomita sulla spiaggia in discesa del
golfo reale.
11:55, ora orientale, Barry Dingle spunta dalla soglia del Leftward Ho e si dirige a nord
sullampio marciapiede verso la minuscola, divergente immagine duale di Myrnaloy Trask e della sua
compagna di vita. Il marciapiede davanti a lui, gremito di donne dalle capigliature moicane, uomini
smidollati in abiti di pelle, bambini con i grembiuli tinti, si dirama ai suoi occhi in due vivide colonne.
Dingle punta alla distante radice dove le colonne convergono, dove due Myrnaloy e due cani
incontinenti si uniranno. I sandali sbatacchiano sullasfalto bagnato. Dingle sente sulla lingua il sapore
della materia di cui  fatto il suo cuore. Le nocche bianche sono puntinate di rosso per quanto stringe il
pesante guinzaglio del suo cane;  intorpidito; non sente gli slanci abortiti del cane verso le saffoidi dai
capelli a spazzola che passano appena fuori dal campo visivo incrociato verso linterno di Dingle e
ruotano di scatto sugli stivali muniti di speroni, la maggior parte guardando furiose lanimale, e o fanno
il saluto romano o assumono pose da arti marziali. Dingle  cieco a quello che passa; guarda dritto
davanti a s; gli occhi dellamore smodato sarrovesciano, bianchi sotto il bulbo acceso.
11:55, ora orientale, la signora Dingle ha uno stringato scambio di saluti con Nigel, timoniere
temporaneo dellIntegrale, allora di pranzo. Chiede di Dingle.
8:50-8:57, ora delle montagne, i fratelli Eskew, Ronnie e Boone, detenuti in attesa di giudizio
nel carcere penale dellArizona per una condanna non superiore ai dodici anni, attaccano la foto di una
donna nuda sulla schiena appartenente al nuovo detenuto Dean-Paul Doyle, di anni 18, e lo
sodomizzano ripetutamente sul pavimento dellaffollato dormitorio nel Braccio D, Arizona,
Penitenziario di Stato, Florence, Arizona.
11:56, ora orientale, Myrnaloy Trask si dirige a sud sul marciapiede, vedendo oltre la cortina di
roventi lacrime poco pi che un miasma di capelli colorati, pantaloni khaki, lo scintillio del sole che
affiora sui mono-orecchini. Passato e presente si uniscono in un vortice cedendo a un tornado di dolore.
Nixon le trotterella accanto tutta allegra.
11:56, ora orientale, la signora Dingle, al telefono, si ritrova a piangere senza un buon motivo.
Nigel cerca di calmarla con la ricetta del gazpacho.
18:56, ora orientale, Aristotele Onassis, sul suo sgabello, sul suo yacht, vede sul monitor del
radar alle sue spalle la faccia al videotape di Cliff Robertson che parla per conto della AT&T, di cui
Aristotele  proprietario. Robertson  abbronzato e in forma. Onassis vede tutte due le loro facce
riflesse nel suo specchio lucido sopra il suo angolo bar, sul suo yacht.
11:56, ora orientale, Don Megala, nellattesa che la speciale marca di ceralacca
Weather-That-Wood si asciughi su un dolcimele che presto sar antichizzato, fuma una Dunhill,
guardando dalla finestra del laboratorio il muro intonacato di mattoni del New England su cui affaccia
la finestra.
8:56, ora delle montagne, Shauna Doyle, dieci settimane di vita, a Olney, Arizona,  stesa sulla
moquette nella roulotte della madre assente. Vede il rosa pallido del sole rifulgere attraverso lorecchio
drizzato del cucciolo di husky bianco che le fa la guardia mentre Barry Dingle avanza verso la
convergenza. Il suo amore dagli occhi bianchi intona preghiere per i vivi. Le squadre si avvicinano.
Nixon, da poco in calore, tira il guinzaglio allapprossimarsi del maschio in vincoli di Dingle. Le
nuvole, cupo flagello orientale in un cielo azzurro smodato, rombano mentre un abbozzo di arcobaleno
rimane sospeso come una virgola, indeciso. Myrnaloy  cieca. Dingle sorride senza freni raggiungendo
lunione delle colonne, sorridendo, simulando malamente lo shock nellincontrare una persona
conosciuta. Inciampa con ideale sorpresa preparata in precedenza  stavolta, per, sbattendo tuttaltro
che idealmente la punta gonfia del piede contro lalto palo alla fermata dellautobus  perdendo la presa
sulla catena del guinzaglio. Il cane di Dingle non  interessato a Nixon: gli occhi ruotanti si fissano su
un punto poco sotto il giro vita del gonnellone di Myrnaloy Trask, sopravento. Dingle si dedica con
eccessiva convinzione al piede dolorante, urlando, il piede destro sollevato e stretto fra le mani
bianche; il cane da riporto viene liberato, la catena militare il gioiello di un corteggiatore. Scavalca con
balzo arrapato una lucente pozzanghera. Dal basso, la pozzanghera riflette verso lalto la non bella
eccitazione rosso acceso di un cane. Myrnaloy si blocca. Dingle si blocca. Il cane di Dingle  sospeso a
mezzaria, inumato nel colore, fissato e fuso in unindicibile messa a fuoco.
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1. Per saperne molto di pi vedi W. Deldrick Sperber, La comunit sensibile: ambiguit nutritive, sessuali e politiche a Northampton (Mass.), in Journal of American Studies in Sensitivity, v. IX, numeri 2-3, 1983.
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2. Vedi W.W. Skeat, Lintrinseco orientamento settentrionale dei parameci nella saliva umana neoplastica, Principium Salivato, v.2, numeri 2-3, 1970.
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3. Vedi, per esempio, le fotografie di E. Dickinson, B. Streisand, J. C. Oates.
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Questa  lacqua.
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Saluti, ringraziamenti e congratulazioni ai laureandi dellanno accademico 2005. Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice:  Salve, ragazzi. Com lacqua?  I due pesci giovani nuotano un altro po, poi uno guarda laltro e fa:  Che cavolo  lacqua?
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Negli Stati Uniti un discorso per il conferimento delle lauree non pu prescindere dallimpiego di storielle dimpianto parabolico a scopo didascalico. Tra le convenzioni imposte dal genere, questa storiella  una delle migliori e con meno fronzoli... ma non temete: non sono qui nella veste del pesce pi anziano e saggio che spiega cos lacqua ai pesci pi giovani. Non io sono lanziano pesce saggio.
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Il succo della storiella dei pesci  semplicemente che le realt pi ovvie, onnipresenti e importanti sono spesso le pi difficili da capire e da discutere. Detta cos sembrer una banalit bella e buona, ma il fatto  che nelle trincee quotidiane dellesistenza da adulti le banalit belle e buone possono diventare questione di vita o di morte, ed  su questo che vorrei soffermarmi in questa splendida mattinata tersa.
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Certo, un discorso come questo presuppone che vi parli in primo luogo del significato della vostra cultura umanistica, che cerchi di spiegarvi perch la laurea che state per prendere ha un effettivo valore umano e non solo un tornaconto materiale. Vediamo perci di affrontare il clich in assoluto pi diffuso in questo genere di discorsi, e cio che scopo di una cultura umanistica non  tanto rimpinzarvi di erudizione quanto insegnarvi a pensare. Se siete comero io ai tempi delluniversit, sentirvi dire una cosa del genere non vi sar mai piaciuto, e anzi troverete un po offensivo che qualcuno pretenda di
insegnarvi come si pensa, visto che il solo fatto di essere entrati in ununiversit cos prestigiosa dimostra che ne siete capaci. Ma partir dal presupposto che il clich degli studi umanistici non ha niente di offensivo, perch la vera, fondamentale educazione a pensare che dovremmo ricevere in un luogo come questo non riguarda tanto la capacit di pensare, quanto semmai la facolt di scegliere a cosa pensare. Se la vostra totale libert di scegliere a cosa pensare sembra fin troppo ovvia per sprecare il fiato a parlarne, vi chiederei di pensare ai pesci e allacqua mettendo da parte, solo per qualche istante, ogni scetticismo sul valore delle perfette ovviet.
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Eccovi unaltra storiella didascalica. Ci sono due tizi seduti a un bar nel cuore selvaggio dellAlaska. Uno  credente, laltro  ateo, e stanno discutendo lesistenza di Dio con quella foga tutta speciale che viene fuori dopo la quarta birra. Lateo dice:  Guarda che ho le mie buone ragioni per non credere in Dio. Ne so qualcosa anchio di Dio e della preghiera. Appena un mese fa mi sono lasciato sorprendere da quella spaventosa tormenta di neve lontano dallaccampamento, non vedevo niente, non sapevo pi dovero, cerano quarantacinque gradi sottozero e cos ho fatto un tentativo: mi sono inginocchiato nella neve e ho urlato: Dio, sempre ammesso che Tu esista, mi sono perso nella tormenta e morir se non mi aiuti!  A quel punto il credente guarda lateo confuso:  Allora non hai pi scuse per non credere,  dice.  Sei qui vivo e vegeto .  Lateo sbuffa come se il credente fosse uno scemo integrale:  Non  successo un bel niente, a parte il fatto che due eschimesi di passaggio mi hanno indicato la strada per laccampamento.
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 facile analizzare questa storiella secondo i criteri classici delle scienze umanistiche: la stessa identica esperienza pu significare due cose completamente diverse per due persone diverse che abbiano due diverse impostazioni ideologiche e due diversi modi di attribuire un significato allesperienza. Siccome diamo grande valore alla tolleranza e alla diversit ideologica, la nostra analisi di stampo umanistico non ci consente nel modo pi assoluto di dire che linterpretazione delluno  vera e quella dellaltro  falsa o disdicevole. Il che va benissimo, solo che cos facendo trascuriamo 
puntualmente lorigine di tali impostazioni e credenze individuali, la loro origine, cio, allinterno di quei due tizi.
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Quasi che lorientamento di fondo di una persona rispetto al mondo e al significato della sua esperienza fosse cablato in automatico, come laltezza o il numero di scarpe, o assorbito dalla cultura come la lingua. Quasi che il nostro modo di attribuire un significato non fosse questione di scelta personale e deliberata, di decisione consapevole.
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C poi la questione dellarroganza. Il non credente liquida con estrema petulanza e sicumera leventualit che gli eschimesi avessero qualcosa a che fare con la sua preghiera di aiuto. Daltro canto i credenti che mostrano unarrogante sicurezza nelle loro interpretazioni non si contano nemmeno. E forse sono anche peggio degli atei, almeno per la maggior parte di noi qui riuniti, ma il fatto  che il problema dei dogmatici religiosi  identico a quello dellateo della storiella: arroganza, convinzione cieca, una ristrettezza di idee che si traduce in una prigionia completa al punto che il prigioniero non sa
nemmeno di essere sotto chiave.
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Il punto secondo me  che il mantra delle scienze umanistiche  insegnami a pensare  in parte dovrebbe significare proprio questo: essere appena un po meno arrogante, avere un minimo di consapevolezza critica riguardo a me stesso e alle mie certezze... perch unenorme percentuale delle cose di cui tendo a essere automaticamente certo risultano, a ben vedere, del tutto erronee e illusorie. Io lho imparato a mie spese e altrettanto, ho il sospetto, toccher a voi.
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Ecco un esempio dellerroneit assoluta di una cosa di cui tendo a essere automaticamente certo. Tutto nella mia esperienza diretta corrobora la convinzione profonda che io sono il centro esatto delluniverso, la persona pi reale, concreta e importante che esista. Affrontiamo raramente questa forma di naturale e basilare egocentrismo perch socialmente parlando  disgustosa anche se, sotto sotto, ci accomuna tutti.  la nostra modalit predefinita, inserita nei circuiti fin dalla nascita.
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Pensateci: non avete vissuto una sola esperienza che non vi vedesse al suo centro esatto. Per voi il mondo  una cosa che vi sta davanti o dietro, a sinistra o a destra, sullo schermo del televisore o su quello del computer. I pensieri e i sentimenti degli altri devono esservi comunque comunicati, i vostri invece sono cos vicini, pressanti, reali. Insomma, ci siamo capiti. Ma state tranquilli, non mi preparo a tenervi una predica sulla compassione, leterodirezione o tutte le altre cosiddette virt. Non  questione di virt quanto della scelta di impegnarmi a modificare o a tenere a freno la mia naturale
modalit predefinita, che  per forza di cose profondamente e letteralmente egocentrica, e vede e
interpreta tutto attraverso la lente dellio. Le persone capaci di adattare a tal punto la loro modalit
predefinita sono spesso considerate lesatto opposto dei disadattati, termine che, vi posso assicurare,
non ha niente di casuale.
Dato il contesto accademico  naturale domandarsi fino a che punto questo adattamento della
modalit predefinita coinvolga il sapere o lintelletto. La risposta, com prevedibile,  che dipende da
che cosa intendiamo con sapere. La conseguenza forse pi pericolosa di una cultura accademica,
almeno nel mio caso,  che legittima la mia tendenza a essere cerebrale, a perdermi nelle astrazioni
anzich prestare semplicemente attenzione a quello che mi succede davanti agli occhi. Anzich prestare
attenzione a quello che mi succede dentro. Sono sicuro che ormai saprete quanto sia difficile tenere alta
la soglia di attenzione e non farsi ipnotizzare dallininterrotto monologo che si svolge dentro la testa.
Quello che ancora non sapete  quanto sia alta la posta in gioco.
Sono passati ventanni da quando mi sono laureato e nel frattempo ho capito poco alla volta che
il clich secondo il quale le scienze umanistiche insegnano a pensare in realt sintetizza una verit
molto profonda e importante. Imparare a pensare di fatto significa imparare a esercitare un certo
controllo su come e su cosa pensare. Significa avere quel minimo di consapevolezza che permette di
scegliere a cosa prestare attenzione e di scegliere come attribuire un significato allesperienza. Perch
se non sapete o non volete esercitare questo tipo di scelta nella vita da adulti, siete fregati. Un vecchio
clich vuole che la mente sia un ottimo servo ma un pessimo padrone. Questo, come molti altri clich
in apparenza fiacchi e banali, in realt esprime una grande, terribile verit. Non  certo un caso che gli
adulti che si suicidano con armi da fuoco si sparino quasi sempre... alla testa. E la verit  che erano
quasi tutti gi morti da un pezzo quando hanno premuto il grilletto. E date retta a me, il valore reale e
schietto della vostra cultura umanistica dovrebbe essere proprio questo: impedirvi di trascorrere la
vostra comoda, agiata, rispettabile vita da adulti come morti, inconsapevoli, schiavi della vostra testa e
della vostra naturale modalit predefinita che vi impone una solitudine unica, completa e imperiale
giorno dopo giorno.
Potr sembrare uniperbole, o unastrazione priva di senso. Perci mettiamola sul piano pratico.
Il fatto  che voi laureandi non avete ancora ben chiaro cosa significhi realmente giorno dopo giorno.
Ci sono interi aspetti della vita americana da adulti che vengono bellamente ignorati da chi tiene
discorsi come questo. I genitori e le persone di una certa et qui presenti sanno benissimo a cosa mi
riferisco. Mettiamo, per dire, che sia una normale giornata nella vostra vita da adulti: la mattina vi
alzate, andate al vostro impegnativo lavoro impiegatizio da laureati, sgobbate per nove o dieci ore e alla
fine della giornata siete stanchi, siete stressati e volete solo tornare a casa, fare una bella cenetta,
magari rilassarvi un paio dore e poi andare a letto presto perch il giorno dopo dovete alzarvi e
ripartire daccapo. Ma a quel punto vi ricordate che a casa non c niente da mangiare  questa
settimana il vostro lavoro impegnativo vi ha impedito di fare la spesa  e cos dopo il lavoro vi tocca
prendere la macchina e andare al supermercato. A quellora escono tutti dal lavoro, c un traffico
mostruoso e il tragitto richiede molto pi del necessario e, quando finalmente arrivate, scoprite che il
supermercato  strapieno di gente perch a quellora tutti gli altri che come voi lavorano cercano di
ficcarsi nei negozi di alimentari, e il supermercato  orribile, illuminato al neon e pervaso da quelle
musichette e canzoncine capaci solo di abbrutire, e voi dareste qualsiasi cosa per non essere l, ma non
potete limitarvi a entrare e uscire; vi tocca girare tutti i reparti enormi, iperilluminati e caotici per
trovare quello che vi serve, manovrare il carrello scassato in mezzo a tutte le altre persone stanche e
trafelate col carrello, e ovviamente ci sono i vecchi di una lentezza glaciale, gli strafatti e i bambini
iperattivi che bloccano la corsia e a voi tocca stringere i denti e sforzarvi di chiedere permesso in tono
gentile ma poi, quando finalmente avete tutto loccorrente per la cena, scoprite che non ci sono
abbastanza casse aperte anche se  lora di punta, e dovete fare una fila chilometrica, il che  assurdo e
vi manda in bestia, ma non potete prendervela con la cassiera isterica, oberata com quotidianamente
da un lavoro cos noioso e insensato che tutti noi qui riuniti in questa prestigiosa universit nemmeno
ce lo immaginiamo... fatto sta che finalmente arriva il vostro turno alla cassa, pagate il vostro cibo,
aspettate che una macchinetta autentichi il vostro assegno o la vostra carta di credito e vi sentite
augurare buona giornata con una voce che  esattamente la voce della morte, dopodich mettete
quelle raccapriccianti buste di plastica sottilissima nellesasperante carrello dalla ruota impazzita che
tira a sinistra, attraversate tutto il parcheggio intasato, pieno di buche e di rifiuti, e cercate di caricare la
spesa in macchina in modo che non esca dalle buste rotolando per tutto il bagagliaio lungo il tragitto, in
mezzo al traffico lento, congestionato, strapieno di Suv dellora di punta, eccetera, eccetera. Ci siamo
passati tutti, certo: ma non rientra ancora nella routine di voi laureati, giorno dopo settimana dopo mese
dopo anno. Per finir col rientrarci, insieme a tante altre squallide, fastidiose routine apparentemente
inutili...
Ma non  questo il punto. Il punto  che la scelta entra in gioco proprio nelle boiate frustranti e
di poco conto come questa. Perch il traffico congestionato, i reparti affollati e le lunghe file alla cassa
mi danno il tempo per pensare, e se non decido consapevolmente come pensare e a cosa prestare
attenzione, sar incazzato e gi di corda ogni volta che mi tocca fare la spesa, perch la mia modalit
predefinita naturale d per scontato che situazioni come questa contemplino davvero esclusivamente
me. La mia fame, la mia stanchezza, il mio desiderio di tornare a casa, e avr la netta impressione che
tutti gli altri mi intralcino. E chi sono tutti questi che mi intralciano? Guardali l, fanno quasi tutti
schifo mentre se ne stanno in fila alla cassa come tanti stupidi pecoroni con locchio smorto e niente di
umano; e che odiosi poi quei cafoni che parlano forte al cellulare in mezzo alla fila. Certo che  proprio
uningiustizia: ho sgobbato tutto il santo giorno, muoio di fame, sono stanco e non posso nemmeno
andare a casa a mangiare un boccone e a distendermi un po per colpa di tutte queste stupide,
stramaledette persone. Oppure, se gli studi umanistici fanno propendere la mia modalit predefinita
verso una maggiore coscienza sociale, posso trascorrere il tempo imbottigliato nel traffico di fine
giornata a inorridire per tutti gli enormi, stupidi Suv, Hummer e pickup con motore da 12 valvole che
bloccano la corsia bruciando tutti e centottanta i litri di benzina che hanno in quei loro serbatoi spreconi
e egoisti, posso riflettere sul fatto che gli adesivi patriottici o religiosi sembrano sempre appiccicati sui
veicoli pi grossi e schifosamente egoisti, guidati dagli autisti pi osceni, spericolati e aggressivi, che
di norma parlano al cellulare mentre ti tagliano la strada per guadagnare sei stupidi metri nel traffico
congestionato, e posso pensare che i figli dei nostri figli ci disprezzeranno per aver sperperato tutto il
carburante del futuro, mandando in malora il clima, e a quanto siamo viziati, stupidi, egoisti e
ripugnanti, e a come fa tutto veramente schifo e chi pi ne ha pi ne metta...
Guardate che se scegliete di pensarla cos non c niente di male, lo facciamo in tanti, solo che
pensarla cos diventa talmente facile e automatico che non richiede una scelta. Pensarla cos  la mia
modalit predefinita naturale.  il modo automatico e inconsapevole di affrontare le parti noiose,
frustranti e caotiche della mia vita da adulto quando agisco in base alla convinzione automatica e
inconsapevole che sono io il centro del mondo, e che sono le mie sensazioni e i miei bisogni immediati
a stabilire lordine di importanza delle cose. Il fatto  che in frangenti come questo si pu pensare in
tanti modi diversi. Nel traffico, con tutti i veicoli che mi si piazzano davanti e mi intralciano, non  da
escludere che a bordo dei Suv ci sia qualcuno che in passato ha avuto uno spaventoso incidente e ora ha
un tale terrore di guidare che il suo analista gli ha ordinato di farsi un Suv mastodontico per sentirsi pi
sicuro alla guida; o che al volante dellHummer che mi ha appena tagliato la strada ci sia un padre che
cerca di portare di corsa in ospedale il figlioletto ferito o malato che gli siede accanto, e la sua fretta 
maggiore e pi legittima della mia: anzi, sono io a intralciarlo. Oppure posso scegliere di prendere mio
malgrado in considerazione leventualit che tutti gli altri in fila alla cassa del supermercato siano
annoiati e frustrati almeno quanto me, e che qualcuno magari abbia una vita nel complesso pi difficile,
tediosa e sofferta della mia. Vi prego ancora una volta di non pensare che voglia darvi dei consigli
morali, o che vi stia dicendo che dovreste pensarla cos, o che qualcuno si aspetta che lo facciate
automaticamente, perch  difficile, richiede forza di volont e impegno mentale e, se siete come me,
certi giorni non ci riuscirete proprio, o semplicemente non ne avrete nessuna voglia. Ma quasi tutti gli
altri giorni, se siete abbastanza consapevoli da offrirvi una scelta, potrete scegliere di guardare in modo
diverso quella signora grassa con locchio smorto e il trucco pesante in fila alla cassa che ha appena
sgridato il figlio: forse non  sempre cos; forse  stata sveglia tre notti di seguito a stringere la mano al
marito che sta morendo di cancro alle ossa. O forse  quella stessa impiegata assunta alla
Motorizzazione col minimo salariale che soltanto ieri ha aiutato vostra moglie a risolvere un problema
burocratico da incubo facendole una piccola gentilezza di ordine amministrativo. Non  molto
verosimile, daccordo, ma non  nemmeno da escludere: dipende solo da cosa volete prendere in
considerazione. Se siete automaticamente certi di sapere cosa sia la realt e chi e che cosa siano
davvero importanti  se volete operare in modalit predefinita  allora anche voi, come me,
probabilmente trascurerete tutte le eventualit che non siano inutili o fastidiose. Ma se avrete davvero
imparato a prestare attenzione, allora saprete che le alternative non mancano. Avrete davvero la facolt
di affrontare una situazione caotica, chiassosa, lenta, iperconsumistica, trovandola non solo
significativa ma sacra, incendiata dalla stessa forza che ha acceso le stelle: compassione, amore, lunit
sottesa a tutte le cose. Misticherie non necessariamente vere. Lunica cosa Vera con la V maiuscola 
che riuscirete a decidere come cercare di vederla. Questa, a mio avviso,  la libert che viene dalla vera
cultura, dallaver imparato a non essere disadattati; riuscire a decidere consapevolmente che cosa
importa e che cosa no. Riuscire a decidere che cosa venerare...
Ecco unaltra cosa vera. Nelle trincee quotidiane della vita da adulti lateismo non esiste. Non
venerare  impossibile. Tutti venerano qualcosa. Lunica scelta che abbiamo  che cosa venerare. E un
motivo importantissimo per scegliere di venerare un certo dio o una cosa di tipo spirituale  che sia
Ges Cristo o Allah, che sia YHWH o la dea madre della religione Wicca, le Quattro Nobili Verit o
una serie di principi etici inviolabili   che qualunque altra cosa veneriate vi manger vivi. Se venerate
il denaro e le cose, se  a loro che attribuite il vero significato della vita, non vi basteranno mai. Non
avrete mai la sensazione che vi bastino.  questa la verit. Venerate il vostro corpo, la vostra bellezza e
la vostra carica erotica e vi sentirete sempre brutti, e quando compariranno i primi segni del tempo e
dellet, morirete un milione di volte prima che vi sotterrino in via definitiva. Sotto un certo aspetto lo
sappiamo gi tutti benissimo:  codificato nei miti, nei proverbi, nei clich, nei luoghi comuni, negli
epigrammi, nelle parabole;  la struttura portante di tutte le grandi storie. Il segreto consiste nel dare un
ruolo di primo piano alla verit nella consapevolezza quotidiana. Venerate il potere e finirete col
sentirvi deboli e spaventati, e vi servir sempre pi potere sugli altri per tenere a bada la paura.
Venerate lintelletto, spacciatevi per persone in gamba, e finirete col sentirvi stupidi, impostori, sempre
sul punto di essere smascherati. E cos via.
Guardate che laspetto insidioso di queste forme di venerazione non  che sono malvagie o
peccaminose,  che sono inconsapevoli. Sono modalit predefinite. Sono il genere di venerazione in cui
scivolate per gradi, giorno dopo giorno, diventando sempre pi selettivi su quello che vedete e sul
metro che usate per giudicare senza rendervi nemmeno bene conto di farlo. E il cosiddetto mondo
reale non vi dissuader dalloperare in modalit predefinita, perch il cosiddetto mondo reale degli
uomini, del denaro e del potere vi accompagna con quel suo piacevole ronzio alimentato dalla paura,
dal disprezzo, dalla frustrazione, dalla brama e dalla venerazione dellio. La cultura odierna ha
imbrigliato queste forze in modi che hanno prodotto ricchezza, comodit e libert personale a iosa. La
libert di essere tutti sovrani dei nostri minuscoli regni formato cranio, soli al centro di tutto il creato.
Una libert non priva di aspetti positivi. Ci non toglie che esistano svariati generi di libert, e il genere
pi prezioso  spesso taciuto nel grande mondo esterno fatto di vittorie, conquiste e ostentazione. Il
genere di libert davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la
capacit di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro, in una miriade di piccoli
modi che non hanno niente a che vedere col sesso, ogni santo giorno. Questa  la vera libert. Questo 
imparare a pensare. Lalternativa  linconsapevolezza, la modalit predefinita, la corsa sfrenata al
successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.
So che questa roba forse non vi sembrer divertente, leggera o altamente ispirata come invece
dovrebbe essere nella sostanza un discorso per il conferimento delle lauree. Per come la vedo io  la
verit sfrondata da un mucchio di cazzate retoriche. Ovvio che potete prenderla come vi pare. Ma vi
pregherei di non liquidarlo come uno di quei sermoni che la dottoressa Laura impartisce agitando il
dito. Qui la morale, la religione, il dogma o le grandi domande stravaganti sulla vita dopo la morte non
centrano. La Verit con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i
trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararsi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della
vera cultura, dove voti e titoli di studio non centrano, centra solo la consapevolezza pura e semplice:
la consapevolezza di ci che  cos reale e essenziale, cos nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti
da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: Questa  lacqua, questa  lacqua; dietro questi
eschimesi c molto pi di quello che sembra. Farlo, vivere in modo consapevole, adulto, giorno dopo
giorno,  di una difficolt inimmaginabile. E questo dimostra la verit di un altro clich: la vostra
cultura  realmente il lavoro di una vita, e comincia... adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco.
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Trascrizione del discorso per il conferimento delle lauree tenuto al Kenyon College  21 maggio 2005.
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Postfazione. di Luca Briasco.
Cos nascosto in bella vista. 
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Questa  lacqua raccoglie sei testi di David Foster Wallace inediti in Italia. Cinque di essi sono racconti, pubblicati su diverse riviste tra il 1984 e il 1991, e possono essere considerati outtakes dalle due grandi raccolte che hanno rivelato al pubblico il talento e la carica innovativa di quello che rimane forse lautore americano pi creativo delle ultime generazioni: La ragazza dai capelli strani e Brevi interviste con uomini schifosi.
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Il sesto testo, che d il titolo alla raccolta,  la trascrizione verbatim di un discorso tenuto da Wallace ai giovani laureati del Kenyon College, il 21 maggio 2005, ed  stato pubblicato da Little Brown, lo storico editore americano di Wallace, in un volume unico; pi che il testamento di un grande scrittore,  giusto considerarlo il difficile approdo di un percorso di pensiero, un testo quasi sapienziale, e una finestra aperta su The Pale King, il romanzo cui Wallace stava
lavorando gi da anni e che, rimasto incompiuto, sar pubblicato sempre da Little Brown nel 2010, in quello che gi si annuncia come levento letterario del prossimo anno.
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I sei testi che qui pubblichiamo, in una raccolta che non ha equivalenti in nessun altro Paese al
mondo  inclusi gli Stati Uniti   il frutto di un intenso lavoro di ricerca, collazione e analisi, che sar
completato con la pubblicazione di un secondo volume, dedicato alla saggistica inedita. I criteri di
scelta, discussi e concordati con l'agente di DFW, Bonnie Nadell (che ringrazio personalmente per
l'aiuto e il sostegno), sono stati di due ordini. Da un lato, si  deciso di privilegiare la rappresentativit
dei racconti all'interno della parabola creativa dell'autore  escludendo dunque testi di ispirazione pi
occasionale, o contributi a progetti collettivi di scrittura ; dall'altro, si  scelto di non includere in
Questa  lacqua testi importanti, ma strettamente connessi al progetto narrativo di The Pale King,
vista anche la sua imminente pubblicazione.
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Questa  lacqua verr pubblicato in Italia per il primo anniversario della morte di David Foster
Wallace, e oltre a completare il quadro della sua produzione narrativa breve, va anche inteso come
omaggio a un autore che ha saputo accendere le immaginazioni e rilanciare, anche e soprattutto in
Italia, l'anima pi innovativa e coraggiosa della letteratura americana. Un omaggio che gi  stato reso
a DFW in pi di una sede e circostanza. Fra le tante, abbiamo voluto ricordare il Memorial tenutosi a
New York il 23 ottobre 2008, cui sono intervenuti scrittori, editori, amici. La prefazione di Don
DeLillo, con cui si apre questo volume, altro non  che il testo del suo commiato, letto in pubblico
proprio in quella occasione.
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Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta , in assoluto, il primo testo mai pubblicato da
Wallace. Uscito sulla Amherst Review, la rivista dellUniversit dove DFW stava svolgendo i suoi
studi e si sarebbe laureato di l a due anni,  un racconto ancora alieno dalle complessit e dai filtri
formali che, a distanza di tre anni, avrebbero prodotto il romanzo desordio, La scopa del sistema, e
alcuni tra i migliori racconti de La ragazza dai capelli strani. Affidandosi a una quieta, scorrevole,
diretta narrazione in prima persona, Wallace affronta per la prima volta il tema della depressione, che 
prescindendo dal dato biografico, che pure mi ha indotto a contravvenire alla cronologia e non aprire la
raccolta con questo racconto  ricorrer in tutta la sua opera come unautentica costante. Molte sono le
assonanze tra la voce narrante de Il pianeta Trillafon e alcuni personaggi dei due romanzi di DFW,
come il Lavache Beadsman, o Anticristo, di La scopa del sistema, o diversi pazienti della Ennet
House  prima fra tutti, Katherine Gompert  in Infinite Jest. Soprattutto, il racconto La persona
depressa, incluso in Brevi interviste con uomini schifosi, rappresenta quasi una riscrittura de Il pianeta
Trillafon, filtrata da una maggiore maturit stilistica e virata alla terza persona, quasi a voler distanziare
il dolore emotivo che traspare in ogni frase e ogni articolazione narrativa. Eppure, nel tono
colloquiale e diretto de Il pianeta Trillafon, nella distanza emotiva con cui, sotto leffetto dei farmaci,
la voce narrante sembra davvero guardare alla depressione come da un pianeta lontano in cui tutto
appare attutito, nella scelta di concludere il racconto su una nota di sospensione, lasciando che sia il
lettore a completare lultima, possibile definizione della cosa brutta,  gi perfettamente visibile il
talento di un grande narratore.
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Solomon Silverfish viene pubblicato nellautunno 1987 sulla Sonora Review, una rivista alla
quale, per un breve periodo, Wallace aveva lavorato come editor di narrativa. Il racconto  stato
recentemente riproposto in un numero doppio della stessa rivista, dedicato interamente a DFW. Il 1987
 per Wallace un anno particolarmente intenso, nel quale lavora a molti dei racconti che convergeranno
in La ragazza dai capelli strani, e ne pubblica alcuni. In aprile, la rivista Arrival ospita uno dei testi
pi densi e affascinanti della futura prima raccolta di Wallace, Lyndon, ed  forse proprio alla
straordinaria reinvenzione del personaggio di Lyndon Johnson che Solomon Silverfish va collegato. Il
rapporto intenso e disperato tra Solomon e la moglie Sophie, malata terminale, ha pi di un elemento in
comune con quello tra lo stesso Johnson e la moglie, la mitica Lady Bird. Pi in generale, la
coesistenza tra una comicit che si tinge di grottesco e un romanticismo quasi ingenuo nella
presentazione dei protagonisti, la fusione tra uno sguardo postmoderno e disincantato e un profondo
senso empatico, trovano, in entrambi i racconti, una prima definizione gi molto matura e convincente.
Nel caso di Solomon Silverfish, la coesistenza conflittuale di queste due anime si traduce quasi
letteralmente nelle diverse immagini del protagonista, che ci giungono filtrate dai personaggi che gli si
muovono intorno: la moglie Sophie, i cognati, i suoceri, il suo cliente Troppo Carino, pappone
afroamericano cui DFW affida lultima parola, in un misto inestricabile di buffoneria e commozione.
Avvocato di vaglia, finto ebreo e dunque imbroglione, collerico, ma anche unico nella capacit di
anteporre i bisogni della sua amata Sophie ai propri egoismi, Solomon racchiude in s e nella sua
contraddittoria ricchezza la poetica del primo Wallace: che non disdegna lesercizio parodistico  in
questo caso, a essere presa di mira  la grande corrente del romanzo ebraico-americano, dal primo Roth
fino a John Barth, vero e proprio, riconosciuto maestro  ma sembra gi in grado di guardare altrove, e
di trasformare il racconto, come accadr in Lyndon e ancor pi in Infinite Jest, in poderosa macchina emozionale.
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Anche Altra matematica appartiene al gruppo di racconti pubblicati su rivista nel 1987: esce
infatti nel numero estivo della Western Humanities Review. DFW si misura qui con la misura del
racconto breve, di cui non mancano esempi in La ragazza dai capelli strani (il bellissimo Tutto verde) e
che viene portato alla sua massima espressione nel fulminante Una storia ridotta allosso della vita
postindustriale, con cui si apre Brevi interviste con uomini schifosi, o in Incarnazioni di bambini
bruciati, una vera perla incastonata tra i romanzi brevi di cui si compone lultima raccolta di Wallace,
Oblio. La seconda caratteristica di Altra matematica, ossia quella di sviluppare il racconto attraverso tre
distinte sessioni di dialogo, nelle quali vengono riportati, con puntini di sospensione, anche i silenzi o
gli omissis,  anchessa una scelta formale che trova puntuale riscontro nella ricerca stilistica e
strutturale di DFW. I dialoghi tra Lenore Beadsman e il suo ossessivo amante, Ralph Vigorous,
rappresentano un vero e proprio leit motiv de La scopa del sistema, e la decisione di filtrare lorrore e la
miseria umana attraverso lo strumento dellintervista, ossia di un monologo, s, ma orientato dalle
domande dellintervistatore, che rimangono inespresse, rappresenta laspetto forse pi innovativo di
Brevi interviste. Ultimo punto, stavolta tematico: anche Altra matematica  un racconto essenzialmente
damore, che va ad affiancarsi a Solomon Silverfish e Lyndon in una prima esplorazione di quello che 
in modo profondamente anti-postmoderno  rester uno dei temi portanti dellopera di DFW.
Crollo del 69 viene pubblicato nellinverno 1989 su Between C & D, una rivista che
ospitava quasi esclusivamente letteratura sperimentale e che veniva stampata in ciclostile e venduta
dentro una busta di plastica. Si tratta di un racconto insolito: sul piano della struttura, la variazione
continua del punto di vista e la ripartizione in capitoli interni, ciascuno dei quali reca in epigrafe il
nome del personaggio di cui seguiamo i pensieri e le azioni, rappresenta una tecnica gi adottata con
successo da Wallace, per esempio in Dire mai, pubblicato nel 1987 sulla Florida Review e ripreso ne
La ragazza dai capelli strani. Daltro canto, sul piano tematico, Crollo del 69  il primo testo di DFW
che, a partire da una geniale intuizione narrativa (il protagonista  un prodigio ambulante in grado di
predire sempre il contrario di ci che avverr), si confronta con il mondo delleconomia e della finanza:
un ambito e un contesto al quale lautore torner solo nella seconda fase della sua produzione narrativa,
in Infinite Jest ma soprattutto in Oblio.
Sempre alluniverso di Infinite Jest, con la sua esuberanza creativa e la sua vis comica a tratti
incontenibile, va riconnesso, anche cronologicamente, il quinto testo di questa raccolta: il lungo
racconto Ordine e fluttuazione a Northampton, pubblicato nel 1991 su Conjunctions, la rivista che,
per tutti gli anni Novanta, ha ospitato i migliori esempi della nuova narrativa americana. La struttura a
espansione del racconto, che parte dal semplice triangolo amoroso tra Barry Dingle, Myrnaloy Trask e
Don Megala e si disperde in mille rivoli e divagazioni, sembra quasi riprodurre in miniatura il magnum
opus esploso e bulimico che verr pubblicato solo nel 1996, ma i cui primi frammenti vedono la luce,
sempre su rivista, fin dallinizio degli anni Novanta. Daltro canto, il racconto, ricco di spunti
filosofico-scientifici e di riflessioni sul tema enunciato direttamente nel titolo  il rapporto complesso
tra ordine e fluttuazione  sembra anche segnalare quellinteresse per la saggistica (in una versione a
sua volta idiosincratica e ibridata da spunti narrativi) che affianca fin dal 1992 il processo di stesura
di Infinite Jest e che culminer nel 1997 con la pubblicazione della raccolta A Supposedly Fun Thing
Ill Never Do Again (in Italia, pubblicata in due distinti volumi: Tennis, TV, trigonometria e tornado e
Una cosa divertente che non far mai pi).
Infine, come gi ricordato in apertura di questa nota, il brano che chiude la raccolta  la
trascrizione del discorso tenuto da Wallace al Kenyon College nel maggio del 2005. Quello stesso
anno, consegnata alle stampe la sua seconda raccolta di saggi, Considera laragosta, a DFW non
restava che dedicarsi alla stesura del suo terzo, attesissimo romanzo, The Pale King. Tracce vive del
progetto in corso erano gi circolate nel 2000, quando Wallace, invitato a partecipare ai Lannan
Readings & Conversations, aveva letto tre frammenti di una cosa pi lunga, che ritroveremo quasi
certamente nel testo che Michael Pietsch, editor storico di Wallace, sta collazionando in vista della
pubblicazione. Il 5 febbraio 2007, sul New Yorker,  uscito il racconto Good People  incluso
nellultima edizione italiana di La ragazza dai capelli strani ; su Harpers Magazine, nel febbraio
2008, The Compliance Branch, che DFW aveva gi letto nelledizione 2006 delle Conversazioni,
occasione per i suoi tanti ammiratori italiani di vederlo e conoscerlo personalmente. Entrambi i brani in
questione sono in realt frammenti tratti da The Pale King, come anche Wiggle Room, pubblicato
sempre sul New Yorker il 9 marzo 2009, a sei mesi dalla tragica morte di Wallace. Si tratta,
evidentemente, di materiale sparso, dal quale  impossibile arguire quale fosse la struttura generale del
nuovo romanzo; ma in tutti questi frammenti, come anche nelle pagine di The Pale King che  stato
possibile consultare finora, traspare un clima nuovo: e soprattutto la volont di confrontarsi con la
banalit mai placata della vita quotidiana, con la ripetitivit e la noia, nel tentativo di nobilitarle e di
cogliere lumanit inconfondibile e disperata che pullula anche al loro interno. Esattamente linvito
che, in un passaggio particolarmente toccante, DFW rivolgeva agli studenti del Kenyon College, ma
anche a se stesso, e probabilmente a noi: perseguire la consapevolezza pura e semplice: la
consapevolezza di ci che  cos reale e essenziale, cos nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da
costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: Questa  lacqua.
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...
FINE.